image_pdfimage_print

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 27 Aprile 2019
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=50784

Headline di ieri: Una foresta grande come l’Inghilterra sparita nel 2018. Da uno spin off di Ansa.it. Secondo il TGCom invece a diventare grigia dal verde vegetale sarebbe stata invece un’area come la Grecia. Sottomultiplo della scoperta, sarebbero stati deforestati, secondo il Global Forest Watch, 30 campi di calcio al minuto.

Mentre di lanci più o meno uguali a questo se ne trovano a decine, il report originale di cui si parla non sono riuscito a trovarlo (sicuramente colpa mia). Però ho trovato un post sul loro blog dove si parla di sparizione di un’area forestale grande come il Belgio, cioè circa 30.000 Km2 e non 130.000 e passa, quanto è grande l’Inghilterra.

Comunque sono numeri importanti, dove a farla da padrone pare sia il Brasile, che di foreste tropicali se ne intende, anzi, intendeva parecchio. Già perché è abbastanza noto che la maggior parte del suolo rubato finisce per essere coltivato a biocarburanti, per soddisfare le strane voglie di privarsi dell’uso dei combustibili fossili anche dei paesi europei, i cui scienziati però chiedono contestualmente alle Nazioni Unite di intervenire proprio con il Brasile per ridurre la deforestazione. Vai a capire.

Appena pochi mesi fa Nature Sustainability ci aveva fatto sapere che, in un quadro generale di inverdimento del pianeta (non necessariamente coincidente con l’estensione delle foreste, badate bene), a tenere la lead sarebbero udite udite Cina e India, anche grazie alla gestione dell’uso del suolo, che ben si giova delle abbondanti dosi di CO2 presenti in atmosfera.

China and India lead in greening of the world through land-use management

Non mi risultano headline su questo argomento, guarda un po’.

E neanche su questo:

Earth system models underestimate carbon fixation by plants in the high latitudes

Pare che le simulazioni del funzionamento del sistema pianeta – quindi clima, bio, crio, lito e le altre varie “sfere” che lo compongono – sottostimino parecchio la capacità della vegetazione, specialmente alle alte latitudini, di assorbire anidride carbonica. Tale sottostima implica una cattiva gestione del problema, da cui derivano proiezioni non affidabili. Tra molte informazioni interessanti, lo studio si conclude così:

This, together with another recent study, suggests that most models are underestimating photosynthetic carbon fixation by plants and thus possibly overestimating atmospheric CO2 and ensuing climatic changes.

Che dite, tutto chiaro?