16 marzo 2017 - 14:00 pm Pubblicato da

Di Enzo Ragusa

Con oggi sono ben undici i giorni spotless consecutivi, 20 giorni da inizio anno, ci riferiamo chiaramente ai conteggi ufficiali del SIDC, ma tenete presente che le giornate senza macchie solari sono iniziate soltanto nel mese di giugno 2016, quindi a oggi ci troviamo a 35 mesi dal massimo solare avvenuto nell’aprile del 2014 e complessivamente da giugno 2016 sono diventati 46 i giorni spotless.

Se invece diamo uno sguardo al conteggio del Laymans Sunspot Count, cioè il conteggio che rispecchia quasi fedelmente il conteggio dei secoli passati (dove ne diamo ampia panoramica nella nostra rubrica quotidiana del nowcasting) allora di giorni senza macchie solari ne contiamo ben 102.

Come avrete notato il minimo solare avanza molto velocemente e il sole è magneticamente sempre più debole. Quindi è presumibile pensare a un minimo molto profondo della durata di qualche anno. Quanti? Difficile dirlo, però arrivati a questo punto penso almeno 5/6 anni, mentre per il prosieguo sarà poi interessante capire le intenzioni del prossimo ciclo 25, sempre se ne avrà la forza e la potenza magnetica per potersi sviluppare!

 

L’immagine del disco solare inviata dalla sonda SDO (Solar Dynamics Observatory) della NASA

 

Come già avuto modo di ricordare, il SIDC, ente ufficiale per la raccolta delle macchie solari a livello mondiale, anche oggi conta zero, come possiamo vedere dai dati qui sotto, risultando l’undicesimo giorno consecutivo senza macchie, dodicesimo di marzo:

 

http://www.sidc.be/silso/DATA/EISN/EISN_current.txt

 

 

Altri indici solari

Il flusso solare, indice correlato alle macchie solari, ieri alle ore 23,00 (ultimo dato disponibile) risultava in lieve calo a 69.4 SFU. Un valore debolissimo, da pieno minimo solare.

Raggi X che risultano molto deboli di classe A 3.6, mentre i protoni risultano bassi.

Vento solare appena sotto media a 394.6 km/s.

 

Attività Solare

 

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  • Loris

    Per il quinquennio 2016-2020, i modelli di previsione suggeriscono un ulteriore riscaldamento sulle terre emerse e alle alte latitudini settentrionali. La temperatura media globale dovrebbe rimanere elevata, probabilmente tra 0,28 °C e 0,77 °C al di sopra della media di lungo termine (1981-2010). È nel 2017, secondo l’organizzazione meteorologica britannica, che dovremmo assistere ad una diminuzione, dovuta alla dissipazione di El Niño e l’eventuale attivazione di un evento opposto, La Niña. Tuttavia, ci sarà appena il tempo per tirare il fiato: gli ultimi 3 anni del decennio, a detta degli esperti, il mondo subirà un nuovo e costante riscaldamento. Questo porterà ad un continuo aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica e al rischio concreto di fallire gli obiettivi climatici più ambiziosi, ovvero di contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C

    Considerazione: quanto sopra riportato è frutto di scenari e proiezioni climatiche, che potrebbero non essere necessariamente così catastrofiste, pur essendo innegabile ed inconfutabile il trend al riscaldamento globale. A tal proposito si osserva che le anomalie termiche positive ( temperature sopra la media ) delle rilevazioni delle stazioni a terra non trovano riscontro rispetto a quelle rilevate dalle misurazioni satellitari, dalle quali emergono anomalie termiche più attenuate. Seguiranno approfondimenti sul tema. Tratto dal sito meterologia 3 B
    Completamente opposto alla vostra tesi di raffreddamento globale…
    Chissà chi avrà ragione……….
    Saluti