11 dicembre 2013 - 15:55 pm Pubblicato da

Sicuramente in tanti vi sarete chiesti il perché non sto scrivendo più sulle pagine di Attività Solare.
A parte le motivazioni personali che ci possono essere, ritengo che ormai siano in pochi quelli che non hanno ancora avuto modo di accedere alla realtà dei fatti in ambito climatico.E se ad oggi queste persone non hanno ancora aperto la loro mente convingendosi che la realtà è ben diversa da come ci viene propinata, allora non c’è niente da fare: il loro destino è segnato!
Più volte abbiamo parlato delle cause del raffreddamento… da ascrivere alle configurazioni planetarie e stellari che stanno determinando un’Attività Solare insolitamente, per noi essere umani, bassa!
Sappiamo, dall’analisi dei dati paleoclimatici, che i periodi di raffreddamento del nostro pianeta sono frequenti e ciclici.
Ma sappiamo anche, benché in maniera leggermente meno precisa, che tali periodi possono risultare estremamente violenti.
Da qui la domanda che nasce spontanea: oggi, a che punto del raffreddamento ci troviamo?

Cerchiamo di capirlo seguendo dei semplici ragionamenti logici.

Ocean_currents_1943

In questa mappa sono riportate praticamente tutte le correnti oceaniche del mondo.
Dall’analisi dei percorsi emerge un fattore chiave che ne determina il funzionamento. Ovvero… esistono principalmente 2 punti veramente importanti da tenere d’occhio. Il primo è in centro-nord Atlantico, ovvero sotto la punta meridionale della Groenlandia, punto nel quale la corrente calda del Golfo si inabissa, la seconda è il nord dell’Oceano indiano… dove la corrente d’acqua dolce, molto fredda, risale in superficie.
Importanti sono anche altri 2 punti principali…. il primo dei quali è la zona equatoriale dell’Oceano Atlantico… punto nel quale si ha il passaggio dell’acqua calda dall’emisfero sud all’emisfero nord. Ovvero il punto nel quale viene scambiato il calore accumulato dalla parte sud dell’Oceano Atlantico, a favore della parte nord dello stesso. Se questo punto si raffredda… o se si raffreddano le zone subito sotto, è logico pensare che non vi sarà più scambio di calore e almeno una delle componenti essenziali della circolazione termoalina, verrà meno.

L’altro punto è il pacifico equatoriale orientale… ovvero la zona di mare a ridosso dell’equatore che bagna il Centro America. Se quella zona di mare si raffredda, ovvero se si presenta il fenomeno climatico noto come La Niña, le ripercussioni in termici climatici per l’emisfero nord, sono evidenti e comprovate da dati storici sia di tipo scientifico che statistico.

sst_anom_new

Guardando la mappa delle anomalie termiche oceaniche, possiamo vedere essenzialmente 2 cose…
1) predominanza del colore giallo chiaro… ovvero quasi totale assenza di anomalie positive… ed una forte concentrazione delle anomalie fredde lungo le coste orientali e occidentali del Sud America.
Il motivo è come al solito la mancanza di energia da parte del Sole… con la conseguenza di un persistente raffreddamento climatico.Raffreddamento che non è da ricercare negli ultimi 2 o 3 anni… ma negli ultimi 30 circa… ovvero dal momento in cui, dopo il massimo solare del ciclo 21, i cicli successivi sono stati più deboli. Il ciclo solare 22, infatti, è stato più debole del 21. E il 23 è stato più debole del 22. Il 24, l’attuale, è stato ancora più debole.
Per capire bene questo concetto immaginiamo di avere un secchio con capacità massima di 10 litri. Nel punto di massima attività solare del ciclo 21, il secchio d’acqua si è riempito fino all’orlo e dentro, leggendo le tacche indicatrici, sappiamo esserci 10 litri di acqua.
Purtroppo il secchio ha un buco… e perde continuamente acqua. In occasione del minimo solare tra i cicli 21 e 22, nel nostro secchio avremo soltanto 3 litri….
Fortunatamente incontriamo una nuova fonte di acqua, il ciclo 22… che però è limitata. Riusciamo a riempire il secchio fino a circa 8 litri…  nei successivi “anni” il secchio continuerà a perdere in modo COSTANTE il suo prezioso contenuto riportandoci fino ai nostri 3 litri del minimo solare.
Arriva il 23… e riempiamo il nostro secchio fino ad arrivare a 6 litri e mezzo… Poi riperdiamo ancora acqua a causa del “buco”….
Arrivati al ciclo 24… tale “sorgente” è molto limitata e ci fornisce soltanto 1 litro e mezzo.
A questo punto ci accorgiamo che il tempo che è intercorso tra il massimo solare del ciclo 24 e quello del ciclo 23… è stato maggiore rispetto all’analogo periodo precedente (23-22). Questo significa che nel nostro secchio non ci sono più i classici 3 litri… ma ce ne stanno soltanto 1.5.
Risultato… ad oggi, invece di avere 4.5 litri di acqua nel secchio, ne abbiamo soltato 3! Ovvero la metà di quanta ne avevamo in occasione del massimo solare del ciclo 23!

Tornando al nostro pianeta, quindi, abbiamo che il raffreddamento sarà tanto più persistente quanto più lungo e debole risulterà essere il ciclo solare corrente.
E questo è veramente lungo e debole.
Risultato?
A fronte di un Riscaldamento Globale occorso tra il 1850 e il 1998 quantificabile in circa 1°C rispetto alla temperatura globale media registrata nel 1850, il raffreddamento che possiamo quantificare negli ultimi 15 anni è stato di circa -0.1 / -0.2°C.

Ma c’è di più… ovvero che, non essendoci stato il consueto reintegro dell’eneriga (l’acqua nel secchio), nei prossimi anni arriveremo ad avere sempre meno energia immagazzinata nei nostri oceani. E questi tenderanno sempre più a raffreddarsi.

Perché tale raffreddamento è maggioramente evidente negli oceani dell’emisfero sud del mondo?
La risposta è abbastanza semplice…: la distanza tra la Terra del Fuoco, estremo sud del Sud America con la penisola Antartica, del Polo Sud, è tale da risultare una STROZZATURA.
Intorno al Continente Antartico, infatti, è presente una corrente oceanica molto fredda e particolare… che ha poche interazioni con il resto degli oceani. Più il continente si raffredda, più l’acqua di tale corrente si raffredda. E più si raffreddano, più aumentano i ghiacci antartici. E più aumentano i ghiacci antartici, più aumenta l’albedo al Polo Sud, con conseguente raffreddamento di tutta la zona e quindi aumento dei ghiacci e diminuzione delle temperature.
E di questi giorni, infatti, la notizia che è stata battuta la temperatura assoluta di sempre, registrata precedentemente proprio al Polo Sud, raggiungendo prima i -91.2°C e successivamente i -94.7°C.
Temperature da far rabbrividire nel vero senso della parola quindi… specialmente considerando che da quelle parti è “estate”!

Quali sono le ripercussioni alle nostre latitudini?

Principalmente una: raffreddamento di tutte le regioni dell’emisfero boreale… chi prima e chi dopo…. senza esclusione alcuna!
E per di più con un feedback che peggiora le condizioni di anno in anno!

L’aumento dei ghiacci artici farà sì che le correnti calde risultino sempre più limitate e deboli.
E se le correnti oceaniche risulteranno sempre più limitate e deboli, la conseguenza è un aumento dei ghiacci artici!

A presto…
Bernardo

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