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L’approfondimento del meteorologo Col. Paolo Ernani

LINK : By Uffici Stampa Nazionali On – 26 Ottobre 2019

Roma – Conoscere la quantità mondiale di CO2 che ogni anno viene immessa nell’atmosfera è un mistero. È come se si volesse celare non si sa cosa.

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Questo elemento composto è ritenuto dai più, responsabile dell’aumento della temperatura del Globo (non è proprio così, ci sono anche opinioni diverse). Per capirne di più, navigando su Internet, abbiamo trovato qualcosa di interessante. Guardate questo grafico qui sotto.

Il disegno riporta quanta anidride carbonica viene immessa nell’atmosfera dall’utilizzo del carbone, e del petrolio, dall’attività industriale e sostanze varie nel periodo 1970/2016 (quasi mezzo secolo). Nel grafico si possono notare 5 tendenze o trend quasi tutte negative, in diminuzione. Perciò l’equazione secondo la quale più si riversa Co2 nell’ambiente esterno, più la temperatura della Terra sale, non regge. Nel grafico, in verde, è rappresenta la tendenza della CO2 prodotta dagli U.S.A. Come è agevole notare, il trend è fortemente negativo, in discesa. Il tracciato in rosso (in discesa) è la CO2 che la RUSSIA scarica nell’atmosfera. Seguono poi le linee blu che descrivono l’anidride carbolica prodotta dai 28 stati della U.E. Anche in questo caso la tendenza è in evidente calo. L’unica accezione è l’andamento della CO2 prodotta in CINA (colore arancio, in chiara ascesa). A causa di ciò, Pechino è stata più volte invitata affinché svolga azioni tese a contenere o diminuire le emissioni di questo elemento.

L’ultimo profilo, (QUI È LA GROSSA SORPRESA, la ciliegina sulla torta) ha un bel trend quasi “PIATTO”, appena impercettibile rialzo. Quella LINEA NERA, pensate un po’, è la QUANTITÀ (MONDIALE) TOTALE DI ANIDRIDE CARBONICA immessa ogni anno (dal 1970 al 2016) nell’ambiente esterno, nell’aria.

Ma se la cose stanno così, perché allora tanto allarme, tanta enfasi sui cambiamenti climatici legati alla CO2? Pare logico allora dire che la responsabilità delle variazioni climatiche del pianeta vada ricercata invece altrove e cioè su alcuni comportamenti errati da parte nostra.

Si sono inondati di plastica la terra, i mari, i fiumi, i laghi. Si sono irrorati i terreni di micidiali pesticidi che hanno quasi del tutto sterminato la micro fauna campestre e non solo.

Colpa nostra anche la distruzioni delle FORESTE, spesso date a fuoco per interessi di pochi e poi la CEMENTIFICAZIONE e, per ultimo, l’esistenza delle “ISOLE di CALORE”, dell’“EFFETTO CONDIZIONATORI” che diffondono fiumi di calore, come pure le LUCI A LED (pare strano ma riscaldano l’aria della notte e le foto da satellite mostrano appunto enormi aree illuminate. È tutto calore effuso verso l’esterno).

E proprio alcuni di questi fattori messi insieme modificherebbero, al rialzo, la temperatura del globo che per ora, nonostante tutto, sembra però non subire significative alterazioni come certificato dal GOTTARD INSTITUTE, + 1,1° gradi C. in 149 anni, dal Prof. FRANCO PRODI, + 0,9°C. in 169 anni e il + 0,5°C. in 129anni del Col. ERNANI.

Quanto sopra dimostra che la temperatura della Terra seguirebbe le variazioni naturali del CLIMA dovute sia alla VARIABILITÀ ENERGETICA del SOLE (macchie solari) e sia da EVENTI di NATURA ASTRONOMICA (per esempio la variazione dell’inclinazione dell’asse TERRESTRE).

In conclusione la U.E, prima di investire 1000 miliardi nella GREEN ENERGY, valuti bene quali settori privilegiare. Escluda, per esempio, l’EOLICO. E’ costosissimo, ha una resa irrisoria e quando non c’è vento, e capita spesso, ZERO ELETTRICITÀ.

Col. Paolo Ernani meteorologo – Uffici Stampa Nazionali

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