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Del Col. Paolo Ernani meteorologo – Roma 5 Gennaio 2020

Italia : 30 anni di temperature medie dal 1990 al 2019.

Dal 1990 al 2019 la temperatura sulla nostra penisola si è attestata su una media di 15,20° gradi centigradi. Questo valore tuttavia non è veritiero. Andrebbe corretto sia dell’effetto “Isole di calore urbano“, sia dell’effetto “ Climatizzatori” e della cementificazione (aumentata di molto in questi ultimi 30 anni). Tenendo conto di questi 3 fattori, la temperatura trentennale di 15.20° gradi C. andrebbe perciò diminuita, a dir poco, di almeno 1,5°/2,0° gradi. Insomma il vero valore reale oscillerebbe tra i 13,70° e i 13,50° gradi C. Nelle nostre successive ricerche faremo però riferimento al dato non corretto di 15,20°, tralasciando i vari “effetti“. Altro elemento interessante che si è evidenziato nel lavoro di aggiornamento dati è (vedere grafico sopra) che a partire dal 2014 (temperatura media 15,97°) fino al 2019 (temperatura media 15,40°) le temperature medie annue mostrano un trend in discesa. E’ un dato che va soppesato bene, riguarda solo l’Italia, un piccolo territorio e l’analisi andrebbe ovviamente estesa a livello globale.

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Quindi riassumendo sappiamo che il nostro trentennio (1990/2019) ha una temperatura media di 15,20° gradi. Alcuni enti di ricerca invece usano ancora, come periodo di comparazione il trentennio ormai obsoleto 1951-1980, notoriamente freddo. Anche l’Italia ne subì le conseguenze per un deciso trend negativo delle temperature medie annue. Se si fa riferimento a questo detto periodo, è quasi scontato che tutte le precedenti, attuali e future misurazioni di confronto risultano e risulteranno quasi sempre positive e, soprattutto, artificiosamente alterate. Ma che senso ha comparare i dati termici attuali col trentennio 1951-1980?. Non sarebbe più logico riferirsi ad un trentennio più recente (1981-2010)? Altro punto interrogativo: ma perché gli istituti di ricerca impegnati nello studio delle variazioni del clima non diffondono i valori medi annui della temperatura della Terra corretta dei vari “effetti” (anziché gli scarti) dal 1867 al 2019? Il Climatologo James Hansen nella sua analisi si fermò al 1994. Per il resto degli anni 1995/2018 non se ne sa nulla. Come mai? Perché tale vuoto? Tutto ciò è nebuloso e lascia spazi ad alcune illazioni. Perché forzare volutamente il G.W.A. (ammesso che ci sia) con procedure, a nostro avviso, discutibili?

Fonte: Paolo Ernani Meteorologo


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