28 Dicembre 2018 - 20:30 pm Pubblicato da
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Si sta facendo un gran parlare in questi giorni dello stratwarming in atto in queste ore, avevamo già scritto di questa possibilità in tempi non sospetti, ottobre, evidenziando la persistente anomalia termica in zona alluminica che avrebbe potuto determinare importanti TST event. Oggi molti commentano, in maniera enfatica, questo surriscaldamento dell’alta stratosfera predicendo un imminente raffreddamento delle medie latitudini. Andiamo con ordine, e vediamo cosa c’è di vero in queste affermazioni. Partiamo dalla più ricorrente, quella che l’attuale strawarming sia un evento record. Qui di seguito propongo la mappa delle temperature stratosferiche a 10 Hpa del 2018.

Di Fiorentino Marco Lubelli

Appaiono evidenti due picchi: uno nel febbraio scorso, quello veramente da record, a cui seguì una straordinaria ondata di gelo alla fine del mese, e il picco attuale che, come possiamo facilmente notare, è ben lungi dal raggiungere i massimi storici di dicembre. Infatti l’ultimo mese dell’anno è stato caratterizzato spesso da eventi di surriscaldamento repentini e molto intensi: vediamoli nello specifico:

1984-RECORD ASSOLUTO

Il grande surriscaldamento di S.Silvestro, quello immortalato dalle indimenticabili immagini del colonnello Baroni qui di seguito mostrate nella sua “meravigliosa” immortalità.

Come potete notare dalla mappa e dal video quello fu veramente un evento straordinario e rimane inarrivabile rispetto a tutti gli altri che vedremo qui di seguito. Va detto, l’attuale stratwarming è ancora in fase di approfondimento, potrebbe in verità diventare anche straordinario, ma ancora non lo è.

1987

Altro record per dicembre, non assoluto come quello visto in precedenza, ma comunque superiore a quello attuale. Ad esso non seguirono effetti di rilievo, esso, va detto, si espresse nei primi giorni del mese, quindi leggermente prima dell’attuale.

1998

Ecco un altro record, non assoluto, raggiunto a metà mese, in questo caso gli effetti si sarebbero visti in Europa alla fine del mese successivo con uno degli eventi gelidi più potenti della storia recente, soprattutto per il mezzogiorno d’Italia.

In questa carta del 27 gennaio del 1999 si vedono plasticamente gli effetti dello stratwarming del mese precedente: vortice polare spaccato in più monconi, un centro di vorticità sull’area finnica che costituirà il motore della grande irruzione della fine del mese.

2001

In questa mappa si possono notare lo stratwarming del dicembre 2000 e quello del dicembre 2001, quello del dicembre 2001 è il più potente della storia dopo quello del 1984 e i suoi effetti furono realmente straordinari, soprattutto per il centro-sud.

Anche in questo caso, Vortice polare “spappolato” il centro di vorticità all’estremo oriente asiatico sarà il responsabile del Burian che a più riprese colpirà il nostro Paese.

Nevicata di S.Lucia.

Nevicata Puglia e Salento

Concludiamo questa carrellata con lo stratwarming del dicembre 2003, esso ebbe come risultato una irruzione gelida che colpì il nord Italia.

Possiamo dunque concludere che nella storia degli strawarming dicembrini degli ultimi trent’anni, solo in due occasioni su 7 il fenomeno non ha prodotto risultati tangibili sul nostro paese, inoltre gli effetti degli stratwarming dicembrini possono esprimersi anche a lunga distanza, un mese, dai giorni della loro esplosione, a causa degli effetti a lungo termine che esso determina sul vortice polare. Dunque, monitoriamo questo stratwarming, vediamo la sua entità nei prossimi giorni e, solo dopo potremo sciogliere la prognosi per una importante irruzione gelida sul nostro paese.

Fonte: Progetto Scienze

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