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Autore: Massimo Lupicino
Data di pubblicazione: 22 Luglio 2021
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=55387

A seguito dell’orgia mediatica sulle recenti alluvioni in Europa centrale, ampiamente documentate sotto la forma consueta di immondizia clima-catastrofista, forse è il caso di fare qualche riflessione a margine. Di quelle riflessioni che sui soliti media non troveranno mai spazio.

Alluvioni estive

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Un’alluvione in piena estate desta sicuramente sconcerto in un Paese come il nostro in cui l’estate coincide con il periodo più siccitoso dell’anno. Tuttavia questo non vale per tutta l’Europa, e in particolare per l’Europa centrale (zona alpina compresa), in cui l’estate può anche essere estremamente piovosa. Questo concetto trova riscontro nel fatto che le serie storiche sugli eventi alluvionali europei vedono più del 40% di tali eventi concentrarsi proprio nel periodo estivo.

Questa “rivelazione” è parte di uno studio pubblicato su Nature dal quale si desumono altre rivelazioni interessanti:

  • La serie storica mostra come nell’ultimo trentennio gli episodi alluvionali siano stati più frequenti del solito. Ma anche altri periodi nel passato sono stati altrettanto piovosi, ad esempio: 1560-1580, 1760-1800, 1840-1870 (non risulta che al tempo la colpa venisse data ai SUV, o ai peti dei bovini. Forse perché c’erano problemi più seri di cui occuparsi).
  • Nel complesso non è comunque possibile dimostrare che l’ultimo trentennio sia stato più “alluvionato” rispetto ai decenni più piovosi dei secoli scorsi.

Ma il Global Warming?

L’info-spazzatura ha ascritto senza esitazione al global warming le recenti alluvioni nel Centro Europa. Tuttavia il collegamento tra un Pianeta in fiamme e l’alluvione in questione è a dir poco spericolato, e per diversi motivi:

  • Se è un gioco da ragazzi attribuire ad un mare più caldo del solito un evento alluvionale in un territorio contiguo al bacino del Mediterraneo, resta invece del tutto misterioso il collegamento tra una alluvione in Germania e un mare più caldo della media.
  • A voler essere precisi, la depressione che ha interessato le aree di confine tra Germania e Belgio, è arrivata da un Atlantico più freddo della media, persino nel tratto di mare più vicino alle zone colpite (Fig.1, fonte Climatereanalyzer). Una anomalia termica che è anche eredità di un mese di Maggio molto freddo sull’Europa centrale per effetto di un flusso principale insolitamente basso (NASA). E che a sua volta fa seguito ad una primavera decisamente più fredda della media sullo scacchiere europeo (Copernicus).
  • Riflessioni, quelle sopra, che fanno venire alla mente come i periodi più “alluvionati” dei secoli scorsi siano in realtà coincisi con periodi storicamente più freddi della media. Solo nell’ultimo trentennio una maggiore piovosità coinciderebbe con un periodo più caldo della media: unica eccezione per l’intera serie storica. Fatto in apparenza difficile da spiegare. Forse che nei secoli scorsi non c’erano esercizi di “omogeneizzazione” dei dataset climatici raffinati come quelli odierni?
  • Resta il fatto che proprio mentre i media latrano su un collegamento fantomatico tra “il troppo caldo” e le alluvioni europee, i dati reali dal campo ci dicono invece che le temperature in questo periodo a livello planetario sono inferiori alla media, come testimoniato dai rilevamenti satellitari di UAH. Periodo relativamente freddo che potrebbe estendersi ulteriormente alla luce delle ultime previsioni che parlano di un ritorno della Nina alla fine dell’autunno prossimo.
  • L’esercizio di collegare eventi piovosi insoliti con anomalie termiche planetarie è indubbiamente spericolato quando non del tutto stupido, giacché le ragioni di tali eventi sono prima di tutto sinottiche (e ci sarebbe tanto da raccontare sugli aspetti sinottici di questo recente evento). Ma se proprio si volesse farlo, l’unico collegamento che verrebbe in mente è l’accadimento di fenomeni alluvionali storicamente tipici di periodi freddi, proprio in un periodo più freddo rispetto agli ultimi anni.

Gli errori della Germania

L’alluvione di questi giorni cade in un periodo politico particolarmente importante. In Germania presto si voterà, e i Verdi sono accreditati dei favori del pronostico. Ovvio che un evento meteorologico calamitoso sia diventato immediatamente politico, con i Verdi a gridare ai quattro venti che il suicidio economico europeo la “Transizione Energetica europea” si rende ancora più necessaria a causa del “clima impazzito”.

Il resto dei partiti tedeschi, compresi quelli attualmente al governo, si sono accodati immediatamente alla litania clima-catastrofista nel timore di rimanere scoperti sul fianco sinistro, e incidentalmente perché fa comodo chiamare in causa il “clima impazzito” piuttosto che addossarsi eventuali responsabilità nella gestione del territorio.

Il tema è in realtà ricorrente da molti anni, e sarà sicuramente argomento dei libri di storia, ovvero la trasformazione della CDU tedesca da partito conservatore vicino agli interessi della borghesia e dell’industria, a partito globalista vicino alle istanze dell’alta finanza, in perenne contesa territoriale con quei partiti (SPD, Verdi) che dovrebbero in teoria essere ai suoi antipodi.

Proprio l’abdicazione della CDU al suo ruolo tradizionale e la stranissima pretesa di rubare spazio e argomenti ai rivali piuttosto che affermare i propri, ha generato il mostro della “Transizione Energetica”, che invece di essere relegato (come meriterebbe) ad argomento da aspiranti suicidi economici e utopisti da quattro soldi, è invece stato adottato da tutto lo spettro politico tedesco, diventando quindi “mainstream” e venendo imposto di conseguenza al resto dei paesi dell’Unione, al solito passivi di fronte all’imposizione dell’egemonia tedesca in tutte le sue forme.

Fatto sta, gli errori, le miopie e l’ottusità della politica tedesca promettono di travolgere economicamente l’intero continente, proprio come un’alluvione. E proprio come già accaduto nella travagliata storia europea. Invece del Blietzkrieg, questa volta potrebbe essere la “Transizione Energetica” a piantare l’ultimo chiodo nella bara di un progetto politico già traballante: una Transizione declinata nelle ridicole follie economiche che proprio in questi giorni vengono riversate sui media come fiumi in piena proprio dalle istituzioni europee. Prima fra tutte, la scemenza assoluta del mercato delle emissioni di CO2, che promette di trasformare in breve tempo l’Europa in una succursale industriale del Sud Sudan.

Menzione speciale

Una menzione speciale nello scenario assolutamente miserevole dell’informazione giornalistica di questi giorni va al TG1, che nella serata di Venerdì 16 luglio ha mandato 10 minuti di servizi all’insegna del terrorismo climatico mettendoci dentro letteralmente di tutto, ivi compresi gli incendi e lo straripamento di un fiume in Arizona e il Giugno “più caldo” in Finlandia.

Con una chiosa assolutamente superba: l’intervista ad una scienziata del clima introdotta dalla seguente frase “chissà come sarebbe (migliore) il mondo se a governare fossero gli scienziati”.

Reduci dall’ultimo anno e mezzo di dominio della “scienza virologica”, in tanti hanno avuto modo di intuire come sarebbe quel Mondo in cui a governare fossero “gli scienziati”. E anche il Diluvio Universale, al cospetto di quell’auspicato mondo scienzocratico, apparirebbe probabilmente come il minore dei mali.

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