7 ottobre 2014 - 7:00 am Pubblicato da
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Nature Climate Change (2014) Published online 05 October 2014

Un nuovo studio, pubblicato il 5 ottobre 2014 su Nature Climate Change, ha scoperto che nelle profondità degli oceani (sotto i 2000 metri) che si è verificato un raffreddamento tra gli anni che intercorrono tra il 2005 e il 2013, sfatando così la comoda scusa della teoria del CAGW (catastrophic anthropogenic global warming) ‘sul calore mancante’, che secondo molti scienziati warmists sarebbe rimasto nascosto nelle profondita degli oceani.

Secondo gli autori, questo raffreddamento del profondo oceano è stato causato da una diminuzione globale del livello del mare di -0,13 mm/anno sempre nel periodo tra il 2005 e il 2013.

Come alcune carte publicate a suo tempo decretarono, questa è una chiara inversione di quello che si continua ad affermare ancora oggi, sul riscaldamento finito nelle profondità degli oceani, che venne rilevato nel periodo tra il 1990 e il 2005, conseguenza che ha portato ad un aumento del livello del mare di 0,11 mm/anno durante tutto il periodo, ma che ha avuto un’inversione di tendenza dal 2005, dirigendosi poi verso un profondo raffreddamento delle acque oceaniche e un contributo negativo nel livello delle acque. Pertanto, non vi è alcuna prova che “il calore mancante” che gli attivisti warmists, promotori del CAGW, hanno sempre giustificato la mancanza di calore terminato nelle profondità degli oceani, come viene sostenuto ancora oggi.

Anche se il contenuto di calore degli oceani negli strati superiori si è leggermente riscaldato di 0.09°C nel corso degli ultimi 55 anni (Levitus et al 2012),  anche questo non è sufficiente per spiegare il presunto CAGW e giustificare il “calore mancante” che ne deriverebbe. Pertanto, il calore risulta mancante sia nelle acque superficiali che in quelle profonde degli oceani.

In terzo luogo, dal momento che non vi è stato alcun riscaldamento statisticamente significativo del clima (troposfera), nel corso degli ultimi 18-26 anni, durante la cosiddetta “pausa del riscaldamento”, il calore manca anche nella bassa atmosfera.

Quindi a questo punto abbiamo una sola inevitabile conclusione: Il “calore mancante” è introvabile in atmosfera o negli oceani, quindi, o si è dissolto nello spazio, o non è mai esistito (tranne che nei modelli dei computer dell’IPCC).

Per concludere, le misurazioni ad onda lunga in uscita nello spazio delle radiazioni (infrarossi da gas serra) sono aumentati negli ultimi 62 anni,  non è però diminuito come previsto dai modelli, con la crescita dei gas serra.

http://hockeyschtick.blogspot.it/search?q=trenberth%27s+missing+heat&max-results=20&by-date=true

ENZO
ATTIVITA’ SOLARE

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