29 settembre 2017 - 13:12 pm Pubblicato da

Il grafico parla da solo e non servono tante parole: in 1 sola settimana sono stati pesi oltre 0.7°C.
Ma non è solo la parte a ridosso della Groenlandia a raffreddarsi….

 

Anche altre zone, come il Sud Atlantico lungo le coste dell’Argentina, sta cambiando…
O meglio… sono sempre meno le zone del mondo dove le variazioni tendono al caldo!

 

Sempre per l’Oceano Atlantico, guardare la perdita di calore tra il 22 e il 28 settembre….

 

Motivo di tutto questo raffreddamento?
E’ finita l’estate, il sole ha scaldato troppo poco per accumulare sufficiente calore e appena inizia a scendere sull’orizzonte, l’oceano si raffredda.
In più, dalla Groenlandia, è arrivata in mare l’acqua derivante dalla fusione estiva dei propri ghiacci e questo provoca il veloce raffreddamento degli oceani.
Infine… l’enorme accumulo nevoso proprio sulla Groenlandia, ha determinato la formazione di una “bolla” di aria molto fredda che sta condizionando il Vortice Polare e di conseguenza il meteo locale con ripercussioni ovvie sull’oceano.

Questo raffreddamento determinerà sicuramente il prosieguo dell’autunno e l’inizio del prossimo inverno!

 

 

Grazie a Kristian per la segnalazione!

 

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Attività Solare

 

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  • Notheretoargue

    La NOAA parla di un’elevata probabilità di Niña questo autunno-inverno e questo dovrebbe spiegare le immagini relative alle anomalie termiche delle acque oceaniche vicino al Cile nell’ultimo mese.
    Per quanto riguarda il Nord Atlantico, la normale fusione dei ghiacci della Groenlandia non è essa sola sufficiente a spiegare il forte colore blu sulle carte? Perché il pattern in realtà è molto simile a quello degli anni precedenti

    • La Nina c’è già.
      Attualmente è moderata (zona 1-2= -1.324, zona 3.4= -0.434) nell’immagine che vedi nel commento di gianni, è quella striscia blu a cavallo dell’oceano. Se scende oltre il valore -1 anche nella zona 3.4 diventa La Nina vera e propria. Da quel momento servono circa 6 mesi per vederne gli effetti sul clima. Ma già così qualcosa inizia a concretizzarsi!

      Le anomalie fredde lungo le coste del Cile sono dovute alla “Perù Current” ed è una derivazione della Corrente Circumpolare Antartica. Quanto più ampia e potente è queta corrente, tanto più intensa e fredda sarà la corrente del Perù.

      B.

  • gianni

    Per dicembre è prevista una enorme anomalia artica un tantino inusuale: http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/people/wwang/cfsv2fcst/imagesInd3/glbSSTMonNormInd3.gif

    Ma anche in novembre, gennaio e febbraio…..

    • Non è affatto inusuale. E’ un evento assolutamente NORMALE quando si è in una fase di BASSA ATTIVITÀ SOLARE.

      Ne scriveremo prossimamente!

      B.

      • gianni

        OK. Negli anni passati non avevo mai visto niente di simile.

        • E’ assolutamente logico.
          Solo lo scorso anno si è iniziato a manifestare questo “processo”.

          A causa della bassa attività solare, il Vortice Polare rallenta e risulta meno compatto. Questo, insieme al pesante raffreddamento stratosferico, e insieme ad altri fattori concorrenti, determina l’instaurarsi di una zona di alta pressione proprio sulla zona polare. L’aumento della temperatura ne è una conseguenza… l’altra è che il freddo, invece di restare confinato sul Polo, scende di latitudine fino ai 45-50° Nord.
          Questo è l’inizio del Raffreddamento emisferico che porterà al raffreddamento globale.

          Fino agli anni ’80 l’attività solare è sempre aumentata (dal 1600 circa). Poi c’è stato un trentennio di precaria stabilità con una lieve flessione. Solo a partire dagli ultimi 10 anni circa c’è stata la diminuzione vera e propria dell’attività solare… che, comunque, si avverte sempre con un certo ritardo.

          B.

          • gianni

            Ok. Grazie. Infatti, alla luce degli ultimi avvenimenti, avevo capito che ci potesse essere una relazione tra le cose. Chissà andiamo incontro ad un inverno rigido?

            • Sappiamo, dalle simulazioni fatte da alcuni importanti centri di calcolo europei, che nei prossimi 12-24 mesi si potrebbero avere anomalie medie mondiali addirittura negative. Ovvero la temperatura media mondiale potrebbe tornare ai livelli degli anni ’70 se non addirittura inferiori. Ma è comunque solo l’inizio.
              Dal 2020-2022 in poi si avranno i veri effetti del raffreddamento di cui parliamo da oltre 15 anni ormai e che vede, come unica causa, l’attività magnetica del nostro Sole. La stessa che ha determinato il riscaldamento globale che si è verificato tra il 1800 e il 2000!

              B.

              • gianni

                OK. Grazie per la spiegazione. Non sono un climatologo e quindi piuttosto ignorante in materia. Premesso ciò, da sempre mi interessa l’andamento climatico del pianeta e fin dall’inizio non mi sono mai bevuto l’AGW, poiché nonostante le mie lacune in materia mi sembrava illogico e arrogante affermare che le attività umane siano la causa del cambiamento del clima. Da qualche mese seguo con interesse AS.