4 febbraio 2017 - 20:00 pm Pubblicato da

04-02-2017 – Salve a tutti, aggiornamento quasi festivo, con la nostra penisola alle prese, dopo molto tempo, con il continuo transito di perturbazioni atlantiche, in un contesto mite ma sostanzialmente piovoso per il nord e centrali tirreniche, con nevicate di una certa consistenza lungo i rilievi alpini.

fig.1

Dalla fig.1 si vede bene come una perturbazione atlantica stia attraversando la penisola in questo momento, con le prime schiarite al nordovest, mentre un secondo sistema perturbato è in procinto di entrare nel Mediterraneo dalla Spagna; inizialmente, il sistema nuvoloso sulla Spagna seguirà lo stesso percorso di quello attualmente in transito, generando piogge e rovesci su tutto il nord e, più sparsi, nelle centrali tirreniche e lungo la dorsale appenninica (fig.2).

fig.2

Anche i questa occasione le piogge più intense riguarderanno il levante ligure (forse anche genovese) e la Toscana settentrionale, con temporali localmente intensi. Altre e piogge e nevicate, a quote intorno 800-1000 m, interesseranno le Alpi centro orientali, con piogge intense al nordest.

Con il seguire dell’ingresso dell’aria fredda atlantica, complice il contributo di un terzo impulso perturbato richiamato dal minimo in formazione nel Tirreno, nella giornata di lunedì un intenso vortice depressionario prenderà corpo nella nostra penisola, con minimo collocato in pieno Tirreno (fig.3).

fig.3

In tale occasione, venti molto forti interesseranno le coste occidentali della Sardegna (maestrale) e il canale di Sicilia (ponente), mentre nuove piogge giungeranno nel Tirreno meridionale e nelle centrali Adriatiche, secondo un copione ben noto quest’anno, ma con temperature elevate e neve relegata intorno i 1500 m.

Cosa succederà dopo??

Ebbene, nel corso della prossima settimana, si andrà a formare una disposizione a scala emisferica ormai ben nota, descritta molte volte, in merito alla quale quale nell’odierno editoriale è possibile formulare alcune considerazioni integrative (fig.4).

fig.4

La carta in fig.3, è prevista dal modello americano per il giorno 9, periodo cruciale per definire le sorti del finale della stagione invernale. 

Sono presenti, come già descritto (ved. editoriale), le seguenti figure bariche prncipali:

  1. Anticiclone di blocco europeo (scandinavo)
  2. Nocciolo gelido siberiano in split dall’Artico
  3. Vortice Polare decentrato nel comparto canadese
  4. piccola depressione mediterranea a ovest dell’Italia

Per come è inquadrata attualmente l’evoluzione,  il nocciolo gelido siberiano non può avvicinarsi troppo all’Europa centrale, in quanto il blocco scandinavo si frappone con la sua appendice sudorientale e la depressione mediterranea tende a isolarsi ulteriormente (goccia fredda) o a esser alimentata nuovamente dal flusso atlantico.

Per far si che che un’alimentazione molto più fredda, di carattere continentale, possa giungere nei pressi dell’arco alpino e andare eventualmente a interagire con la depressione mediterranea (come inquadrato in precedenti emissioni dei modelli) è necessario che la struttura di blocco scandinava trasli verso nordovest (NW shift), prendendo spazio in Atlantico e in Artico e lasciando il fianco “scoperto” lungo il lato orientale.

Allo stato attuale è possibile prevedere tutto ciò??

Con certezza ovviamente NO, ma sono presenti alcuni parametri (indici) che possono aiutare nella previsione odierna.

Iniziamo da NAM, giunto ormai al valore di -2,5 in data 31 Gennaio (fig.5).

fig.5

Si tratta di un valore molto basso, abbastanza vicino alla soglia di -3, stabilita da B&D, oltre la quale (verso il basso) statisticamente il VP dovrebbe restare disturbato per 45-60 giorni, l’opposto di quello che è avvenuto neglli scorsi inverni (ma anche in forma attenuata a fine Dicembre) con il superamento del limite superiore (+1,5) che indica un rafforzamento del VP per la stessa lunghezza temporale.

Il suo riflesso (del NAM) al livello del mare è l’AO, vista anch’essa piuttosto negativa in termini previsionali (fig.6).

fig.6

C’è una differenza sostanziale però tra i due esempi; mentre l’utilizzo della soglia di B&D costituisce un esempio di indice predittivo (solo il superamento, non il NAM in se), ovvero di un coefficiente che può fornire indicazioni sull’evoluzione del tempo nel futuro, il valore dell’AO rappresenta un semplice riassunto di quello che prevedono attualmente i modelli,è un indice descittivo quindi.

Tralasciando comunque tali distinzioni, diciamo che i due indici citati ci dicono che il VP sarà probabilmente molto disturbato nel mese di Febbraio, con frequenti occasioni per piogge e nevicate anche nel Mediterraneo.

Farà quindi molto freddo??

Guardando solo tali indici, non necessariamente; la fig4 infatti, è un classico esempio di indice AO negativo, con piogge sull’Italia ma assenza di freddo e nevicate.

Ad oggi però, è disponibile un nuovo indicatore, rappresentato dall’indice MJO, un parametro associato alla collocazione e intenità della convezione equatoriale (genesi di temporali all’equatore, fig.7).

fig.7

Tale parametro (lasciamo perdere il significato delle sigle) è rappresentato da due valori; il primo indica l’area in cui si concentra con particolare intensità la attività convettiva equatoriale (numeri all’interno), mentre il secondo rappresenta l’intensità stessa di tale attività (numeri al bordo).

Ebbene, sempre associando con correlazioni statistiche lo stato del tempo nelle nostre regioni a tale indice, si è verificato che quando avviene il transito in fase 6-7-8, con buona magnitudo (intensità), a scala europea viene notevolmente favorita la formazione di blocchi nel vicino atlantico con associate irruzione di masse d’aria fredda dal’Artica più  meno continentalizzata, nel continente europeo e, in particolare, nel Mediterraneo, come intravisto alcuni giorni fa dai modelli.

Nei prossimi giorni tale indice si andrà a collocare esattamente nei settore descritti.

Pertanto, associando tutte le informazioni finora fornite è possibile ipotizzare che nel mese di Febbraio il Vortice Polare sarà molto disturbato e che a tale disturbo si potrebbe associare la presenza di vistose ondulazioni del getto polare nel settore europeo, con ulteriore rafforzamento delle figure di blocco già presenti nel nord del continente e con possibile recrudescenza degli afflussi freddi artico continentali verso sud e verso ovest, fino al Mediterraneo.

Verificheremo se tale previsione troverà conferma nelle prossime emissioni dei modelli.

Fonte Web: MALTEMPO CON NEVE SULLE ALPI FINO A LUNEDI’, POI FEBBRAIO POTREBBE RIRPOPORRE SCENARI FREDDI E NEVOSI PER IL MEDITERRANEO

Roberto
Attività Solare

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