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Autore: Guido Guidi Luigi Mariani
Data di pubblicazione: 01 Aprile 2020
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=52673

L’amico Luigi Mariani, da alcuni mesi sta scaricando con regolarità i dati del modello CSFV2 della NOAA che ricostruisce in tempo quasi reale (oggi ci sono i dati di ieri) le temperature globali giornaliere utilizzando dati da stazioni al suolo, satelliti e radiosondaggi. ll file viene scaricato in automatico da internet per estrarre i valori di TD per celle di circa 0.2° x 0.2° lat-lon (in tutto vi sono 1548800 valori puntuali con una griglia che alla nostra latitudine è di 16×22 km). Pur trattandosi di dati di rianalisi, dopo aver fatto un po’ di verifiche, è stato possibile constatare che il modello ricostruisce con buona affidabilità l’andamento dei dati osservati puri e quindi è un ottimo strumento per analisi che diversamente sarebbe difficile fare con i dati osservati puri, che come sappiamo presentano spesso dei problemi sia di distribuzione spaziale che di continuità temporale. Del resto questo è uno degli scopi principali dei modelli di rianalisi.

I numeri, come sempre, danno spunto per delle riflessioni.

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Nelle figure sotto ci sono i grafici aggiornati al 27 di questo mese.

Dal primo diagramma relativo all’Italia si nota che l’irruzione fredda di questi giorni ha portato le temperature a valori analoghi a quelli toccati al picco delle altre due irruzioni di questo inverno (30 dicembre e 7 febbraio). La linea tratteggiata rappresenta la norma, ossia la media del periodo 1999-2010 +/- 1 deviazione standard. E’ anche molto interessante vedere la progressione verso la stagione invernale, con un cambiamento avvenuto intorno al solstizio d’inverno (e poi c’è chi dice che non ci sono più le stagioni, mezze  intere che dir si voglia 😉 ). Si vede anche bene come la parte centrale della stagione sia stata effettivamente mite, con l’andamento delle temperature spesso sopra la norma. In compenso l’ultima irruzione fredda (ripetutasi poi ad inizio settimana) è scesa anch’essa ben al di sotto della norma.

La procedura d’estrazione rende per ora disponibili i dati per le seguenti aree identificate come segue:

  • WD=World;NH=North_Hemisphere;
  • SH=South_Hemisphere;
  • TP=Tropiscs(20°N-20°S);
  • EU=Europe;AF=Africa;
  • AS=Asia;AU=Australia;
  • NA=North_America;
  • South_America;
  • AC=Arctic;
  • AN=Antarctic;
  • FR=France;
  • D=Germany;
  • UK=United_kingdom;
  • GR=Greece;
  • IT=Italy;
  • RU_EU=European_Russia;
  • RU_AS=Asiatic_Russia;
  • SC=Scandinavia;
  • SP=Spain;
  • TR=Turkey;

Alcune di queste aree sono riportate nel secondo diagramma. C’è anche l’Australia, anche anche se è ormai passata di moda ora che si è smesso di parlare di incendi… si sarebbe potuto magari parlare del fatto che ha passato un’estate tutt’altro che calda, anzi decisamente fresca, ma tant’è.

Dal diagramma scopriamo ad esempio che il 7 novembre scorso le temperature medie dei due emisferi hanno toccato lo stesso valore, con trend in discesa per NH e in salita per SH; un fenomeno analogo ma con trend opposti dovrebbe capitare intorno al maggio prossimo. La questione è scontata quanto nota, tuttavia mettere in grafica l’evoluzione stagionale e il comportamento ovviamente riflesso dei due emisferi è assai interessante.

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