27 giugno 2014 - 20:03 pm Pubblicato da

Una nuova ricerca pubblicata oggi, Venerdì 27 Giugno 2014, sulla rivista scientifica Nature, ha fornito una nuova importante teoria su ciò che causò l’era glaciale che coprì una gran parte dell’emisfero settentrionale 2.6 milioni anni fa.

Lo studio, co-autore il Dottor Thomas Stevens, del Dipartimento di Geografia presso il Royal Holloway, University of London, ha trovato un meccanismo precedentemente sconosciuto, che l’unione del Nord e del Sud America cambiò la salinità dell’Oceano Pacifico, causando un grande e sempre più crescente strato di ghiaccio in tutto l’emisfero settentrionale.

La variazione di salinità dell’Oceano ha così dato il via alla crescita del ghiaccio marino, formando a sua volta un cambiamento nella direzione dei venti intensificando i monsoni. L’aumento dell’umidità, ha così provocato le condizioni per un aumento delle nevicate e la crescita di grandi lastre di ghiaccio, alcuni dei quali hanno raggiunto oltre i 3 km di spessore.

Il team di ricercatori analizzando depositi di polvere trasportata dal vento, chiamata argilla rossa, accumulati tra i 6 milioni e i 2.5 milioni di anni fa, nel nord della Cina centrale, adiacente all’altopiano tibetano, che sono stati utilizzati per ricostruire le modifiche subite dai monsoni, le precipitazioni e la temperatura.

“Fino ad ora, la causa della glaciazione quaternaria era stato un argomento dibattuto”, ha detto il dottor Stevens. “I nostri risultati suggeriscono un legame significativo tra la crescita dello strato di ghiaccio, il monsone e la chiusura dello stretto di Panama, come Nord e Sud America alla deriva più vicini. Ciò ci fornisce una nuova importante teoria sulle origini dell’era glaciale, e in ultima analisi il nostro attuale sistema climatico”.

Sorprendentemente, i ricercatori hanno trovato che ci fu un rafforzamento del monsone durante il raffreddamento globale, con precipitazioni più intense del normale associati fino a questo momento a climi più caldi.

Il dottor Stevens ha poi aggiunto: “Questo ci ha portato a scoprire una precedentemente sconosciuta interazione tra i movimenti delle placche tettoniche nelle 2 Americhe e i drammatici cambiamenti della temperatura globale con l’intensificazione dei monsoni, creando così un ciclo di feedback positivo con il conseguente raffreddamento globale. Quindi più ghiaccio marino e ancora più forti precipitazioni, concludendosi con la diffusione di enormi ghiacciai in tutto l’emisfero settentrionale.”

Fonte: Royal Holloway, University of London

Reference:

“Pacific freshening drives Pliocene cooling and Asian monsoon intensification” – Junsheng Nie, Thomas Stevens, Yougui Song, John W. King, Rui Zhang, Shunchuan Ji, Lisha Gong & Danielle Cares – Scientific Reports 4, Article number: 5474 – doi:10.1038/srep05474

abstract:

“Il monsone è una componente fondamentale del clima della Terra. Il periodo caldo chiamato Pliocene è stato caratterizzato da un raffreddamento globale a lungo termine con ancora la dinamica dei monsoni concorrenti poco conosciuti. Qui vi presentiamo le prime ricostruzioni completamente quantificate e calibrate separate della temperatura dell’aria del Pliocene con l’estate orientale monsonica e le precipitazioni sul Loess cinese, attraverso l’analisi congiunta dell’argilla rossa/loess e il parametri magnetici, con differenti sensibilità di temperatura e precipitazioni. Le precipitazioni estive orientali del monsone estivo mostrano una tendenza intensificata, paradossalmente allo stesso tempo con il clima in raffreddamento. Proponiamo finora risposte riconosciute dove persistentemente si era intensificato il monsone estivo orientale durante il tardo Pliocene, innescato dalla progressiva chiusura dello stretto di Panama, aumentando lo sviluppo del ghiaccio marino e il suo volume sempre più in aumento che si conclude con l’inizio delle ampie glaciazioni dell’emisfero settentrionale nel Quaternario. Questo meccanismo di feedback rappresenta una reinterpretazione fondamentale all’origine delle glaciazioni del Quaternario e l’impatto del monsone”.

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Fonte originale
http://www.nature.com/srep/2014/140627/srep05474/full/srep05474.html

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