26 maggio 2018 - 15:40 pm Pubblicato da
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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 23 Maggio 2018
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=48447

In meteorologia, almeno in quella più classica, il limite delle nubi è inteso sempre come limite superiore, cioè la quota che esse raggiungono, quota essenzialmente dipendente dall’energia dei moti atmosferici che ne favoriscono la formazione. Ma non è di questo che parla l’articolo che vi sto per segnalare, quanto piuttosto del limite alla predicibilità del tempo atmosferico che scaturisce dalla difficoltà di simulare correttamente la dinamica delle nubi, ovvero quel complesso di processi chimici e fisici che ne caratterizzano la formazione e l’evoluzione.

Processi che avvengono ad una scala spaziale che i modelli numerici non possono ancora raggiungere, in parte per l’enorme capacità di calcolo che questo richiederebbe, in parte perché non sono tutti perfettamente noti.

Evaluation of Unified Model Microphysics in High-resolution NWP Simulations Using Polarimetric Radar Observations

Lo Unified Model, è il modello di simulazione dell’atmosfera dei cugini di oltremanica, cui si affiancano il Global Forecasting System della NOAA ed il modello del Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine. Insieme soddisfano praticamente la gran parte della domanda di capacità previsionale globale.

In questo paper, utilizzando dei set di dati radar per verifica, si è cercato di capire quali possano essere i processi che lo UM non riesce a riprodurre con precisione nell’ambito delle nubi, riducendo il più possibile la definizione del modello e quindi aumentando la precisione della descrizione di questi processi.

Ma, 1,5Km, tanto densa è la griglia alla quale questo modello riesce a lavorare, sono ancora pochi, considerato il fatto che una “termica” che dà il la alla formazione di un cumulo ha dimensioni dell’ordine delle decine o centinaia di metri. Ma, in fondo, per quel che riguarda la capacità di calcolo è solo questione di tempo… per la microfisica forse un po’ meno, ma i progressi fatti negli ultimi anni fanno ben sperare.

Nel frattempo, mi raccomando, diffidate delle previsioni di punto oltre le 72 ore, perché al di là di quel limite, alla piccola scala spaziale, è molto, ma molto meglio lanciare i dadi.

Enjoy.

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