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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 12 Maggio 2019
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=50828

Distopia energetica

Su Universal Science si chiedono se dovremmo trasformare il deserto del Sahara in una immensa centrale elettrica, ovviamente sfruttando tecnologie che hanno già dato consistenti prove di fallimento, per i costi, per il rendimento e, non ultima, per la complessa e incontrollabile geopolitica dell’area. Successo assicurato.

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The Day After Tomorrow rimandato

Fresco di stampa su JGR Oceans, lo scenario descritto nella science fiction più corteggiata degli ultimi anni, scioglimento dei ghiacci groenlandesi che blocca la Corrente del Golfo e ci fa piombare in una glaciazione, è… rimandato a data da destinarsi. Nel testo:

This result agrees with the previous study of Saenko et al. (2017), who also show that the GFWA of similar magnitude (and even double of this magnitude) has negligibly small impact on the SPNA thermohaline fields, barely impacting AMOC.

Eventi estremi tra scienza e propaganda

Un’immagine (quattro immagini) vale più di 1000 parole. Quanti di quelli che parlano e sempre più spesso straparlano di eventi estremi e clima che cambia hanno davvero letto cosa dice la scienza ufficiale, quella dell’IPCC, quella che ci piace tanto, al riguardo? Ecco qua:

https://twitter.com/can_climate_guy/status/1127538856239271936

Dissonanza turistico-cognitiva

Non devono aver prestato molto ascolto alle lamentazioni climatiche degli isolani i dirigenti della catena Waldorf Astoria. Alla fine di luglio aprirà un fantastico nuovo resort dotato addirittura di un’isola nell’isola. La campagna di riunioni governative sott’acqua sta evidentemente dando i suoi frutti.

C’è posta per il clima

Il prezzo dei francobolli negli USA è meglio correlato all’aumento delle temperature di quanto non lo sia la concentrazione di CO2. Senza parole.

Storia di un final warming incompreso.

Tonnellate di letteratura sulle dinamiche troposfera-stratosfera-troposfera finiscono nel caminetto, utile per scaldarsi in questo freddo maggio 2019. Fa infatti freddo perché, banalmente, fa caldo. Il muro del fronte polare si è rotto e l’aria fredda letteralmente (sic!) deborda verso sud. Mirabile perla politico-climatica su Esquire: Perché più aumenta il riscaldamento globale, più fa freddo. Lo sapevate che dal Polo al Mediterraneo è discesa?

Peggio dell’AGW c’è solo il Bostrico dell’abete rosso

Ikea a rischio, foreste di abeti rossi svedesi messe a dura prova dalla fame di questo piccolo scarafaggio. Mirabile la chiosa del corriere economia in relazione alle contromisure: Ma il 70% del successo della “cura” dipenderà, ancora una volta, dalle condizioni meteo, ormai sfuggiteci di mano e sempre più difficili da prevedere e controllare: un’altra estate torrida si rivelerebbe letale. Già, perché per secoli le condizioni meteo le abbiamo controllate, poi è arrivato il
riscaldamento globale e ci sono sfuggite di mano. Comunque, riassumendo, il mondo è a rischio per due classi di pericoli: il riscaldamento climatico e le cose che non sono il riscaldamento climatico, però diventano più pericolose a causa del cambiamento climatico.

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