13 dicembre 2016 - 7:00 am Pubblicato da

Changes in the 13C/12C Ratio of Atmospheric CO2 1977-2014

 

Jamal Munshi

Sonoma State University
May 18, 2016
Abstract:

Data for the 13C fraction in atmospheric CO2 from six different measurement stations in the sample period 1977-2014 are studied to estimate its dilution by fossil fuel emissions. No correlation between the annual rate of fossil fuel emissions and annual change in the 13C fraction of atmospheric CO2 is found. We conclude that the 13C data for atmospheric CO2 do not serve as empirical evidence that changes in atmospheric CO2 since the Industrial Revolution can be attributed to fossil fuel emissions.
Trovate l'originale in lingua inglese al seguente indirizzo:
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2781465

 

 

Questo è il titolo e l’abstract di un documento scientifico pubblicato il 18 Maggio 2016 riguardante la verifica del rapporto tra gli isotopi 13C e 12C. Tale rapporto ci indica essenzialmente la quantità di CO2 di origine antropica presente nell’atmosfera terrestre. L’eventuale variazione “significativa” di tale rapporto è la prova evidente che il Riscaldamento Globale è di origine Antropica.Purtroppo, come andiamo ripetendo da anni, anche questa ricerca dimostra che non vi è alcuna evidenza nella relazione:

 

EMISSIONI ANTROPICHE DI CO2 = AUMENTO DELLA TEMPERATURA = RISCALDAMENTO GLOBALE
Ma leggiamo la traduzione dell’Abstract grazie al prezioso supporto di Sara:

Abstract: vengono studiati i dati relativi alla frazione di 13C nella CO2 atmosferica, a partire da 6 differenti stazioni di misurazione nel periodo campione 1977-2014, per fare una stima della sua diluizione, a carico delle emissioni di combustibili fossili. Non è stata trovata alcuna correlazione fra il tasso annuale di emissioni di combustibile fossile e il cambiamento annuale nella frazione di 13C nella CO2 atmosferica. Concludiamo quindi che i dati relativi al 13C nella CO2 atmosferica non servono come evidenza empirica che cambiamenti nella CO2 atmosferica verificatesi a partire dalla Rivoluzione Industriale possano essere attribuiti alle emissioni di combustibili fossili.

Essenzialmente significa che per almeno 20 anni tutti quelli che in qualche modo sono legati all’AGW e all’IPCC ci hanno fatto credere che le emissioni antropiche di CO2 hanno prodotto il riscaldamento globale, quando invece questo non è assolutamente vero. Il Riscaldamento Globale c’è stato ma non è certamente di origine antropica ma naturale…. riconducibile, quindi, alle normali fluttuazioni dei cicli climatici e dell’attività solare!

Introduzione

Le riserve di combustibile fossile nelle profondità del sottosuolo contengono una grande quantità di carbonio, sequestrata dal ciclo del carbonio – ciclo che mantiene un delicato equilibrio [nel carbonio] fra superficie e atmosfera – che garantisce un sistema climatico stabile e la vita sulla terra come la conosciamo. La teoria del Riscaldamento Globale e del Cambiamento Climatico Antropogenici (AGW) direzionano la questione nei termini della risposta del sistema superficie-atmosfera alla perturbazione causata dalle emissioni di combustibile fossile, che immettono carbonio estraneo nel sistema stesso. Alla luce del concomitante e corrispondente aumento nelle emissioni di combustibile fossile e di CO2 atmosferica dalla Rivoluzione Industriale in avanti, viene considerato un assioma che questi cambiamenti siano da considerarsi in una relazione causale, e viene fornita non solo come evidenza empirica in termini di correlazioni fra valori cumulativi, ma anche in termini di cambiamenti osservati nel rapporto fra isotopi del carbonio nella CO2 atmosferica (Callendar, 1938) (IPCC, 2007) (IPCC, 2014) (Kheshgi, 2005) (Levin, 2000) (Matthews, 2009) (Raupach, 2007) (Revelle, 1956) (Hansen, Impact of Increasing Atmospheric Carbon Dioxide, 1981) (Stuiver M. , 1987) (Stuiver M. , 1981) (Suess, 1953).

In lavori precedenti, abbiamo esaminato questa relazione in termini di un’analisi di una fluttuazione non più a lungo termine, oltre che considerando il rapporto 14C/12C nella CO2 atmosferica (Munshi, Responsiveness of Atmospheric CO2 to Anthropogenic Emissions, 2015) (Munshi, Dilution of Atmospheric Radiocarbon CO2 by Fossil Fuel Emissions, 2016). In questa breve nota, estendiamo questa linea di investigazione, esaminando i cambiamenti nel rapporto 13C/12C nella CO2 atmosferica per determinare se essi possano servire da evidenza empirica della relazione fra emissioni di combustibile fossile e cambiamenti della CO2 atmosferica (Stuiver M. , 1987) (Stuiver, 1984) (TANS, 1980) (Robertson, 1887) (RealClimate, 2004) (Severinghaus, 2014).

Alla base dell’AGW c’è la relazione sopra descritta… ovvero maggiori emissioni industriali di CO2, comportano un aumento della concentrazione atmosferica della CO2 e quindi un aumento della temperatura.
Questo non è vero, stando anche a quanto riportato in questo articolo/documento… e non è da considerare una “regola”.

Forse sarebbe più giusto considerare che la rivoluzione industriale si è avuta all’inizio di una fase più mite del clima… ovvero alla fine del raffreddamento.

2. Dati e Metodi

I dati relativi al rapporto 13C/12C nella CO2 atmosferica sono disponibili da numerose stazioni nel mondo, garantite dall’Istituto Scripps di Oceanografia (SIO), dati che sono anche online (Keeling, 2005) (Graven, 2016) (ScrippsCO2, 2016). Per questo studio, sono state selezionate 6 stazioni di misurazione SIO, in base ad una condizione in qualche modo arbitraria, seconda la quale almeno vent’anni di dati fino al e includenti il 2014 avrebbero dovuto essere disponibili. Tipicamente, ci sono migliaia di osservazioni fatte durante questo periodo. Se ce ne sono meno di 500, i dati vengono considerati scarsi e la stazione non viene presa in considerazione.

….

La teoria AGW attribuisce un aumento della CO2 atmosferica alle emissioni di combustibili fossili e tale attribuzione implica una correlazione negativa fra il 13C nella CO2 atmosferica e le emissioni di combustibile fossile. In effetti, se guardiamo ai numeri, troviamo che il rapporto 13C/12C è fortemente correlato negativamente con le emissioni cumulative. Il coefficiente di correlazione di Pearson è R = -0.987.

 

Fig. 2: aumento delle emissioni di combustibili fossili e calo del rapporto 13C/12C nella CO2 atmosferica

Comunque, questa correlazione non è attendibile poiché è una correlazione tra valori cumulativi. E’ stato dimostrato che tali correlazioni sono spurie e che non possano essere tirate conclusioni basate su tali dati (Munshi, The Spuriousness of Correlations between Cumulative Values, 2016).

Per supportare il rapporto di causalità, si deve dimostrare che esista una correlazione in un intervallo temporale e teorico della scala, dove la correlazione si supponga stia lavorando. Nel caso delle emissioni di combustibile fossile, è generalmente accettato che la scala temporale sia di 1 anno (IPCC, 2014) (IPCC, 2007) (Falkowski, 2000) (Rodhe, 1990) (Keeling C. , 1995). Per un periodo temporale di 1 anno, è necessario3 dimostrare che i cambiamenti annuali nel 13C atmosferico possano essere correlati alle emissioni annuali. Per testare questa ipotesi, abbiamo calcolato la correlazione fra le emissioni annuali di combustibile fossile e i cambiamenti nel 13C atmosferico dall’anno precedente al corrente anno. I dati per le emissioni di combustibili fossili dal 1977 al 2010 sono disponibili dal CDIA4 e dal ORNL5 (Marland-Andres, 2016). I valori delle emissioni per il periodo 2011-2014 sono stati forniti da altre fonti online (CO2.Earth, 2016).

E’ stato trovato che la maggior parte delle stazioni di misurazione (Figura 1) mostrano un ciclo stagionale del rapporto 13C/12C nella CO2 atmosferica. I dati, come primo passo, sono stati successivamente sganciati dalla variazione stagionale. Le analisi successive fanno riferimento a tali serie di dati. Tutti i test per la significatività statistica, a cui sono state sottoposte le ipotesi, sono stati estrapolati prendendo il valore α=0.001, valore massimo per l’errore falso positivo, come raccomandato in “Standard revisionati per l’evidenza statistica”, presente in una pubblicazione PNAS, per evidenziare l’inaccettabile alto tasso di risultati non riproducibili nelle pubblicazioni di ricerca (Johnson, 2013). Dove necessario, viene fatto un aggiustamento per le comparazioni multiple (Holm, 1979). Tutti i dati e i dettagli computazionali usati in questo lavoro sono disponibili per il download da un archivio online (Munshi, C13 Paper Archive, 2016).

E’ stato trovato che la maggior parte delle stazioni di misurazione mostrano un ciclo stagionale del rapporto 13C/12C nella CO2 atmosferica.” Questo significa che la CO2 atmosferica VARIA al variare delle stagioni.

4. Riassunto e Conclusioni

In tutte e sei le stazioni studiate, troviamo che il rapporto 13C/12C nella CO2 atmosferica è diminuito nel periodo considerato, da circa -7.5 a circa -8.5 (primo, secondo e terzo riquadro delle Fig. 3-8). Contemporaneamente, le emissioni di combustibile fossile sono aumentate da 5000 MTY a più di 9700 MTY. Una relazione inversa tra i valori accumulati sembra essere consistente con la teoria del riscaldamento globale antropogenico, secondo la quale l’aumento della concentrazione CO2 atmosferica a partire dalla Rivoluzione Industriale dovrebbe essere attribuita alle emissioni di combustibile fossile.
Ancora, se guardiamo ai cambiamenti sulla scala temporale di 1 anno, non troviamo alcuna correlazione tra i cambiamenti annuali nel rapporto 13C/12C e le emissioni annuali di combustibile fossile (il quarto riquadro delle Fig. 3-8). Il valore più alto di R2 si trova nel quarto riquadro della Fig. 5 (Capo Kumukashi), dove R2 = 0.014. Per 25 osservazioni (N=25), il corrispondente t-statistico è t=1.94 e il corrispondente valore p è p=0.0318. Con l’errore α=0.001, non possiamo rigettare l’ipotesi H0: R=0 e non troviamo alcuna evidenza che cambiamenti nel rapporto 13C/12C siano correlati alle emissioni di combustibile fossile.
Concludiamo che i dati relativi al 13C non forniscono un’evidenza empirica che i cambiamenti osservati nella concentrazione di CO2 atmosferica possano essere attribuiti alle emissioni di combustibile fossile. Notiamo inoltre che un’alta correlazione tra cambiamenti cumulativi nel rapporto 13C/12C della CO2 atmosferica e le emissioni cumulative non è affidabile e non è accettabile come evidenza empirica a causa del carattere spurio delle correlazioni fra valori cumulativi (Munshi, The Spuriousness of Correlations between Cumulative Values, 2016).

 

 

C’è un’importante NOTA in fondo al documento… la 2, che dice quanto segue:

 

2. il rapporto 13C/12C in ogni dato momento è un valore cumulativo dei cambiamenti passati nello stesso rapporto.

 

Pertanto la variazione reale è molto minore di quanto potrebbe apparire guardando distrattamente i grafici!

 

Conclusioni

Ancora una volta, uno dei pilastri sui quali poggia l’intera struttura della teoria del Riscaldamento Globale Antropico, cade miseramente… e semplicemente analizzando i dati.
Di sicuro, come accade fin troppo spesso, in tanti si appelleranno al fatto che non sappiamo leggere i dati, che non abbiamo un sufficiente livello cultruale scientifico per poter comprendere tutte le relazioni alla base di tale teoria e che non è importante che uno o più anni appaiano “freddi”… perché secondo loro questo è previsto dalla teoria stessa. Il trend è comunque al riscaldamento… secondo loro.

Noi, nel nostro piccolo, non ci consideriamo proprio degli “stupidi” e almeno l’italiano e qualche volta anche l’inglese, lo riusciamo ancora a leggere e capire.

La teoria dell’AGW è nata constatando l’aumento della CO2 atmosferica e facendo il presupposto che la TSI (Total Solar Irradiance) è costante… pertanto non le variazioni dell’Attività Solare non comportano (sempre secondo loro) variazioni di temperatura del clima terrestre. Considerando quindi che c’era stata una variazione della CO2 atmosferica… si è andati alla ricerca di qualche possibile causa… e l’unica che hanno trovato è stata la Rivoluzione Industriale… grazie alla quale… o a causa della quale, è stata immessa una quantità considerevole e sempre crescente di CO2 in atmosfera. Certo… tutto giusto… peccato che il presupposto sulla TSI, come abbiamo dimostrato ampiamente anche nel mio pezzo “Influenza solare sul clima terrestre“, non è affatto corretto. La TSI infatti varia tantissimo sia durante l’anno, sia da un anno all’altro. E sono queste variazioni, apparentemente “insignificanti” ma importanti, a provocare tutti i cambiamenti del Clima che in questi anni stanno diventando sempre più evidenti.

Non solo variazioni “quantitative” della TSI… ma anche e soprattutto “qualitative”.
La luce solare infatti è formata da una vasta gamma di frequenze… Alcune di queste variano di più durante gli 11 anni circa del Ciclo Solare, altre variano meno. Fare una media aritmetica di tale variazione non è corretto in quanto la quantità di energia “trasportata” dalla singola frequenza cambia notevolmente.
E ogni elemento facente parte del clima terrestre (oceani, bassa atmosfera, alta atmosfera, nuvole, ecc…) reagisce in modo DIVERSO alle singole frequenze.

 

Chissà se un giorno chi di dovere avrà il coraggio di ammettere i propri errori.

Qualcuno mi ha, per l’ennesima volta, suggerito che nella Scienza non vi sono certezze.
Certo… ma permettetemi di averne almeno una: il Sole.
Senza di esso non ci sarebbe vita sul nostro pianeta. E alla base dell’AGW c’è stata l’affermazione che la variazione dell’attività del nostro Sole non influenza il clima del nostro pianeta.

 

🙁

 

Che tristezza dover sentire dai ragazzini che a scuola, durante le ore di Scienze, i professori insegnano loro che la variazione della temperatura del nostro pianeta dipende dalle emissioni antropiche. Roba da matti… ormai il metodo scientifico non ha più alcun significato. Prima c’erano le ipotesi… le teorie e le leggi. Oggi si insegna un’ipotesi… smentita tra l’altro dai dati… che viene insegnata come fosse una legge!

 

Buona giornata
Bernardo Mattiucci
Sara Maria Maestroni

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