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Torno a distanza di 2 anni a parlare del supervulcano di Yellowstone. Come da previsione, la situazione sotto la Caldera è andata incontro ad un crescendo di instabilità e scosse sismiche. Anche i geyser hanno visto un incremento di attività, sia in frequenza che in potenza.

Geyser che derivano dalla presenza di una grande massa di magma, in espansione e risalita, sotto la superficie, la quale va a riscaldare le falde acquifere sovrastanti.

Ogni tot millenni, il magma risale proprio in superficie dando origine ad eruzioni di portata eccezionale: la più forte è accaduta 2,1 milioni di anni fa, rilasciando in atmosfera ben 2450 chilometri cubi di cenere; un’altra eruzione, meno intensa, avvenne 640 mila anni fa, e liberò in atmosfera 1000 chilometri cubici di materiale vulcanico.

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Per intenderci, bene che vada, è una quantità circa 10 volte superiore a quella espulsa dal Tambora nel 1815, e che provocò una diminuzione delle temperature globali di 2-4 gradi, a seconda delle zone.

Insieme ai tempi ciclici prossimi alla scadenza (lo Yellowstone erutta con tempi di ritorno di poco più di 600 milà anni e ad oggi ne sono passati 640 mila), altri segnali, come anticipato in apertura, sono più inquietanti: gli scienziati sono in apprensione per l’aumento delle scosse sismiche verificatesi negli ultimi mesi. Lo scorso trimestre estivo abbiamo avuto una media di più di 100 scosse al mese; addirittura ad ottobre 183 in un solo mese. Ancora in novembre e dicembre la situazione non si è quietata; continuano a registrarsi circa 100 e più scosse al mese.

In particolare, Jacob Lowenstern, scienziato del Geological Survey, sostiene che l’eruzione avverrà senz’altro prima del 2100; mentre Bill McGuire, scienziato britannico e capo del Centro per lo studio delle catastrofi naturali, ritiene che l’anno più probabile per l’eruzione sarà il 2074. In sostanza, molti scienziati danno per imminente l’eruzione. Cosa significa imminente? Prendendo in considerazione lo scorso anno, in cui sono state stilate le previsioni, si considera un lasso di tempo di un minimo di 1 anno ad un massimo di 100. In parole povere, a partire dalla primavera estate del 2020 e fino al 2120 possiamo aspettarci una super eruzione in qualsiasi momento.

Da sottolineare anche un articolo scientifico pubblicato sul New York Times in agosto, dai contenuti altamente catastrofici, e riguardante la possibile e vicina eruzione dello Yellowstone.

Quanti anni abbiamo ancora per poterci preparare a questo evento globale? Non si può sapere. Soprattutto i supervulcani sono molto imprevedibili. E una tale catastrofe farebbe crollare di 12-14 gradi (localmente anche 15-20) le temperature globali in pochi mesi, azzerando la produzione agricola in gran parte del pianeta.
Purtroppo, misure di emergenza adeguate, che dovevano già essere pronte a livello globale (e soprattutto per gli Usa, in quanto sarebbero quelli maggiormente colpiti), non ve ne sono. Tutti occupati a stare dietro alla favoletta mangia soldi del Global Warming Antropico, o ad altre cose inutili e dannose. Tutt’al più la NASA ha ipotizzato di immettere (con un sistema altamente artificioso), tonnellate di acqua fredda nella caldera, per raffreddare il magma e rimandare così l’eruzione. Comunque si è trattata solo di un’ipotesi, con il rischio non indifferente che l’acqua fredda, a contatto col forte calore, possa provocare essa stessa un’esplosione. Insomma, con i governanti che abbiamo non c’è da stare tranquilli per i prossimi decenni…

Alessio

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