3 marzo 2017 - 19:06 pm Pubblicato da

Commento: “La Terra si sta certamente scaldando da quando abbiamo aggiunto tutta quella CO2 in atmosfera, dalla combustione di combustibili fossili”.

Risposta: “Dimentica la CO2. Il vapore acqueo è il più importante gas serra. Lui controlla la temperatura della Terra”.

E’ vero che il vapore acqueo è ciò che dà il maggior contributo all’effetto serra della Terra. In media, probabilmente spiega circa il 60% dell’effetto riscaldante. Comunque, il vapore acqueo non controlla la temperatura della Terra, ma è invece controllato dalla temperatura. Questo perché la temperatura dell’atmosfera circostante limita il valore massimo di vapore acqueo che l’atmosfera può contenere. Se un volume di aria contiene la sua quantità massima di vapore acqueo e la temperatura diminuisce, un parte del vapore acqueo condenserà per formare acqua liquida. Ecco perché le nuvole si formano da aria calda contenente vapore acqueo, che sale e si raffredda alle alte quote, dove il vapore condensa in piccole gocce che creano le nuvole.

L’effetto serra, che ha mantenuto la temperatura della Terra a livelli caldi a sufficienza da permettere alla civilizzazione umana di svilupparsi negli ultimi passati millenni, è controllato dai gas non condensabili, soprattutto biossido di carbonio, CO2, con piccoli contributi di metano, CH4, ossido nitroso, N2O, e ozono, O3. Fin dalla metà del Ventesimo secolo, piccole quantità di gas prodotti dall’uomo, sostanzialmente solventi e refrigeranti contenenti cloro e fluoro, sono stati aggiunti alla miscela. Ma siccome questi gas non sono condensabili alle temperature e alle pressioni atmosferiche, essi si accumulano. In più, la CO2 (come CH4, N2O e O3) è cresciuta gradualmente in atmosfera fin dalla Rivoluzione Industriale , quando abbiamo cominciato a bruciare grandi quantità di combustibili fossili.

Se non ci fosse stato un aumento nelle quantità dei gas serra non condensabili, la quantità di vapore acqueo in atmosfera non sarebbe cambiata, con le altre variabili che rimangono costanti. L’aggiunta di gas non condensabili causa un aumento di temperatura, che porta ad un aumento in vapore acqueo, che fa ulteriormente aumentare la temperatura. Questo è un esempio di effetto a feedback positivo. Il riscaldamento dovuto ad un aumento di gas non condensabili fa sì che più vapore acqueo entri in atmosfera, che si aggiunge all’effetto dei [gas] non condensabili.

C’è anche una possibilità che aggiungendo più vapore acqueo in atmosfera si possa avere un effetto a feedback negativo. Questo potrebbe accadere se più vapore acqueo portasse alla formazione di più nuvole. Le nuvole, [infatti], riflettono la luce del sole e riducono la quantità di energia che, raggiungendo la Terra, la può scaldare. Se la quantità di riscaldamento solare diminuisce, allora anche la temperatura della Terra diminuirebbe. In questo caso, l’effetto di aggiungere più vapore acqueo sarebbe di raffreddamento, invece che di riscaldamento. Ma la copertura nuvolosa significa più acqua condensata in atmosfera, portando ad un effetto serra più forte di quello [dovuto] al solo vapore acqueo – è più caldo in un giorno d’inverno nuvoloso che in uno sereno. In più, i possibili feedback positivo e negativo, associati ad un aumento di vapore acqueo e formazione nuvolosa possono annullarsi a vicenda, complicando la faccenda. L’effettivo equilibrio fra  loro è un’area di ricerca attiva [nell’ambito] della scienza del clima.

Qui l’articolo originale.

Traduzione a cura di Sara Maria Maestroni.

Attività Solare.

 

 

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