USA vs PEG

Siamo talmente abituati a considerare gli Stati Uniti d’America il motore trainante di questa “Moderna Civiltà Occidentale” che ormai gli USA sono il riferimento al progresso da almeno la metà del secolo scorso.

Negli Stati Uniti è apparso circa 80 anni fa l’Eniac, probabilmente il precursore dei moderni computer elettronici.

Circa nello stesso periodo sempre dagli USA proviene la costruzione del grande telescopio Hale di Mount Palomar, il famoso osservatorio dove gli studi di Edwin Hubble stabilirono le fondamenta per la moderna astrofisica.

Pochi anni dopo la NASA riusciva nell’impresa di far sbarcare i primi uomini sulla luna; un sogno di secoli diventato realtà e un’impresa storica.

Oltre a questi grandi conseguimenti tecnologici e scientifici, gli USA sono la terra di origine di quelli che ormai sono diventati i simboli mondiali dell’era moderna: Coca-Cola, Hollywood, Silicon Walley, Apple, Disneyland, MacDonald, solo per citarne alcuni.

Forse pochi si sono chiesti cosa ci sia dietro a questo progresso sociale-culturale-scientifico senza precedenti nella storia conosciuta.

Lasciando perdere le ragioni che stanno dietro alla conquista di nuovi territori, le quali esulano da questo articolo, prenderemo in esame i fattori climatici.

Facendo un passo indietro nella storia, andiamo alla nascita della nazione nordamericana: benché le più antiche colonie situate per lo più lungo la costa orientale siano state fondate attorno al 1600, la dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America è datata 1776.

Ora se guardiamo al grafico sotto, il quale raffigura gli ultimi minimi solari che hanno causato la PEG (Piccola Era Glaciale) salta subito all’occhio che gli Stati Uniti d’America in quanto tali hanno vissuto soltanto il minimo di Dalton, cioè l’ultimo e il più debole dei minimi solari che si sono susseguiti durante la PEG.

Questo
dato ci dice una cosa importante e cioè che gli USA, al contrario
dell’Europa, la Russia e il resto del Continente Asiatico, non
hanno sperimentato il freddo correlato al minimo di Wolf, al minimo
di Sporer e al minimo di Maunder; soltanto il minimo di Dalton, il
più debole e corto tra tutti gli altri minimi solari, fa parte della
loro storia.

Quindi
in pratica possiamo affermare che gli USA non hanno vissuto gli
effetti disastrosi e prolungati della PEG, se si escludono episodi
brevi e isolati come ad esempio quello del 1816, l’anno senza
estate causato dall’eruzione del vulcano Tambora del 1815.

Interessante
non è vero?

Questo
significa che al contrario della Vecchia Europa, la Russia e il resto
del Continente Asiatico, gli Stati Uniti d’America non hanno
conosciuto il freddo, gli stenti, le rivoluzioni, l’ignoranza, la
superstizione, le epidemie, le carestie e le guerre di uno dei
periodi più bui negli ultimi 2 mila anni; il lasso di tempo di circa
4 secoli che va tra la fine dell’epoca medievale e l’inizio
dell’era moderna (1350 – 1750 d.c. circa).

E
tanto meno hanno vissuto l’altro periodo oscuro che va dalla caduta
dell’Impero Romano d’Occidente all’inizio dell’era calda
medievale (500 – 900 d.c. circa).

Gli
USA al contrario hanno potuto godere in pieno durante l’importante
fase della loro espansione, il recente “Periodo Caldo Moderno”,
cioè quel lasso di tempo iniziato attorno al 1850 e caratterizzato
da un clima stabile e in generale caldo il quale ha portato
all’intero pianeta abbondanza e ricchezza nonché sviluppo e
progresso.

Tutto
questo fino ad ora.

Ma
sarà ancora così in futuro?

Probabilmente
no poiché con il nuovo minimo solare in arrivo e le previsioni di
raffreddamento del clima, proprio gli USA saranno quelli che
pagheranno il prezzo più caro, per non parlare del Canada.

Infatti
non ci vuole molto a capire che le recenti ondate di freddo che hanno
colpito Canada e Nord America sono soltanto un anticipo di quello che
potrebbe accadere nell’imminente futuro.

Quello
che accadrà nei prossimi anni sarà molto peggio e cambierà
profondamente l’economia degli stati settentrionali e centrali
degli USA.

E
accadrà a causa di diversi fattori che vado a elencare qui sotto.

  1. Il Nord America è orograficamente indifeso contro le discese di aria gelida provenienti dall’Artico,
  2. l’indice A.M.O. tra pochi anni diventerà negativo e ci rimarrà per diverse decadi, causando una discesa della temperatura dell’Oceano Atlantico di vari decimi di grado,
  3. gli oceani conserveranno ancora soltanto per qualche anno il calore accumulato in questi 100-150 anni di riscaldamento, ma poi inizieranno a raffreddarsi spingendo ulteriormente la temperatura in basso,
  4. secondo studi attendibili, il minimo solare si andrà approfondendo nei prossimi decenni giungendo ad un picco negativo attorno al 2040 che farà crollare le temperature globali su tutto il pianeta.

Riassumendo

Gli
USA hanno beneficiato nell’ultimo secolo di un clima caldo il quale
ha favorito la produzione agricola, questo ha predisposto il paese ad
una fase di prosperità e ricchezza nella quale ha potuto aver luogo
un forte progresso sociale-culturale-scientifico.

A
molte persone quella fase può apparire talmente normale e scontata
da fargli pensare che continuerà all’infinito. Ma si tratta di un
grossolano, imperdonabile errore; al contrario quella fase é giunta
al termine.

L’economia
USA potrebbe sperimentare un collasso nei prossimi anni a causa del
raffreddamento del clima, poiché le aree coltivabili si sposteranno
più a sud rispetto a dove sono state posizionate negli ultimi
100-150 anni.

Si
tratta di qualcosa di totalmente nuovo, un cambiamento che non è mai
accaduto nella storia degli Stati Uniti d’America.

Per finire una nota curiosa.

Gli scienziati USA, a differenza di molti ricercatori europei, russi e orientali, sono proprio quelli che insistono sulla teoria alquanto bislacca del riscaldamento globale di origine antropica, cioè causato dal diossido di carbonio.

Sembra proprio che gli americani, non avendo nella loro memoria storica la PEG, siano propensi a conclusioni azzardate e poco scientifiche riguardo all’evoluzione climatica nei prossimi anni, al contrario dei ricercatori russi, tedeschi, danesi e asiatici tra i quali ce ne sono moltissimi che abbracciano la più scientifica e ortodossa evoluzione del clima indirizzata a un imminente raffreddamento causato da una minore irradiazione solare.

Questi ultimi, al contrario dei colleghi nordamericani, sembrano avere appreso saggiamente che gli eventi del passato ci stanno indicando cosa potrà succedere in futuro.

Giovanni Tessicini