3 Febbraio 2019 - 7:00 am Pubblicato da
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Siamo talmente abituati a considerare gli Stati Uniti d’America il motore trainante di questa “Moderna Civiltà Occidentale” che ormai gli USA sono il riferimento al progresso da almeno la metà del secolo scorso.

Negli Stati Uniti è apparso circa 80 anni fa l’Eniac, probabilmente il precursore dei moderni computer elettronici.

Circa nello stesso periodo sempre dagli USA proviene la costruzione del grande telescopio Hale di Mount Palomar, il famoso osservatorio dove gli studi di Edwin Hubble stabilirono le fondamenta per la moderna astrofisica.

Pochi anni dopo la NASA riusciva nell’impresa di far sbarcare i primi uomini sulla luna; un sogno di secoli diventato realtà e un’impresa storica.

Oltre a questi grandi conseguimenti tecnologici e scientifici, gli USA sono la terra di origine di quelli che ormai sono diventati i simboli mondiali dell’era moderna: Coca-Cola, Hollywood, Silicon Walley, Apple, Disneyland, MacDonald, solo per citarne alcuni.

Forse pochi si sono chiesti cosa ci sia dietro a questo progresso sociale-culturale-scientifico senza precedenti nella storia conosciuta.

Lasciando perdere le ragioni che stanno dietro alla conquista di nuovi territori, le quali esulano da questo articolo, prenderemo in esame i fattori climatici.

Facendo un passo indietro nella storia, andiamo alla nascita della nazione nordamericana: benché le più antiche colonie situate per lo più lungo la costa orientale siano state fondate attorno al 1600, la dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America è datata 1776.

Ora se guardiamo al grafico sotto, il quale raffigura gli ultimi minimi solari che hanno causato la PEG (Piccola Era Glaciale) salta subito all’occhio che gli Stati Uniti d’America in quanto tali hanno vissuto soltanto il minimo di Dalton, cioè l’ultimo e il più debole dei minimi solari che si sono susseguiti durante la PEG.

Questo dato ci dice una cosa importante e cioè che gli USA, al contrario dell’Europa, la Russia e il resto del Continente Asiatico, non hanno sperimentato il freddo correlato al minimo di Wolf, al minimo di Sporer e al minimo di Maunder; soltanto il minimo di Dalton, il più debole e corto tra tutti gli altri minimi solari, fa parte della loro storia.

Quindi in pratica possiamo affermare che gli USA non hanno vissuto gli effetti disastrosi e prolungati della PEG, se si escludono episodi brevi e isolati come ad esempio quello del 1816, l’anno senza estate causato dall’eruzione del vulcano Tambora del 1815.

Interessante non è vero?

Questo significa che al contrario della Vecchia Europa, la Russia e il resto del Continente Asiatico, gli Stati Uniti d’America non hanno conosciuto il freddo, gli stenti, le rivoluzioni, l’ignoranza, la superstizione, le epidemie, le carestie e le guerre di uno dei periodi più bui negli ultimi 2 mila anni; il lasso di tempo di circa 4 secoli che va tra la fine dell’epoca medievale e l’inizio dell’era moderna (1350 – 1750 d.c. circa).

E tanto meno hanno vissuto l’altro periodo oscuro che va dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente all’inizio dell’era calda medievale (500 – 900 d.c. circa).

Gli USA al contrario hanno potuto godere in pieno durante l’importante fase della loro espansione, il recente “Periodo Caldo Moderno”, cioè quel lasso di tempo iniziato attorno al 1850 e caratterizzato da un clima stabile e in generale caldo il quale ha portato all’intero pianeta abbondanza e ricchezza nonché sviluppo e progresso.

Tutto questo fino ad ora.

Ma sarà ancora così in futuro?

Probabilmente no poiché con il nuovo minimo solare in arrivo e le previsioni di raffreddamento del clima, proprio gli USA saranno quelli che pagheranno il prezzo più caro, per non parlare del Canada.

Infatti non ci vuole molto a capire che le recenti ondate di freddo che hanno colpito Canada e Nord America sono soltanto un anticipo di quello che potrebbe accadere nell’imminente futuro.

Quello che accadrà nei prossimi anni sarà molto peggio e cambierà profondamente l’economia degli stati settentrionali e centrali degli USA.

E accadrà a causa di diversi fattori che vado a elencare qui sotto.

  1. Il Nord America è orograficamente indifeso contro le discese di aria gelida provenienti dall’Artico,
  2. l’indice A.M.O. tra pochi anni diventerà negativo e ci rimarrà per diverse decadi, causando una discesa della temperatura dell’Oceano Atlantico di vari decimi di grado,
  3. gli oceani conserveranno ancora soltanto per qualche anno il calore accumulato in questi 100-150 anni di riscaldamento, ma poi inizieranno a raffreddarsi spingendo ulteriormente la temperatura in basso,
  4. secondo studi attendibili, il minimo solare si andrà approfondendo nei prossimi decenni giungendo ad un picco negativo attorno al 2040 che farà crollare le temperature globali su tutto il pianeta.

Riassumendo

Gli USA hanno beneficiato nell’ultimo secolo di un clima caldo il quale ha favorito la produzione agricola, questo ha predisposto il paese ad una fase di prosperità e ricchezza nella quale ha potuto aver luogo un forte progresso sociale-culturale-scientifico.

A molte persone quella fase può apparire talmente normale e scontata da fargli pensare che continuerà all’infinito. Ma si tratta di un grossolano, imperdonabile errore; al contrario quella fase é giunta al termine.

L’economia USA potrebbe sperimentare un collasso nei prossimi anni a causa del raffreddamento del clima, poiché le aree coltivabili si sposteranno più a sud rispetto a dove sono state posizionate negli ultimi 100-150 anni.

Si tratta di qualcosa di totalmente nuovo, un cambiamento che non è mai accaduto nella storia degli Stati Uniti d’America.

Per finire una nota curiosa.

Gli scienziati USA, a differenza di molti ricercatori europei, russi e orientali, sono proprio quelli che insistono sulla teoria alquanto bislacca del riscaldamento globale di origine antropica, cioè causato dal diossido di carbonio.

Sembra proprio che gli americani, non avendo nella loro memoria storica la PEG, siano propensi a conclusioni azzardate e poco scientifiche riguardo all’evoluzione climatica nei prossimi anni, al contrario dei ricercatori russi, tedeschi, danesi e asiatici tra i quali ce ne sono moltissimi che abbracciano la più scientifica e ortodossa evoluzione del clima indirizzata a un imminente raffreddamento causato da una minore irradiazione solare.

Questi ultimi, al contrario dei colleghi nordamericani, sembrano avere appreso saggiamente che gli eventi del passato ci stanno indicando cosa potrà succedere in futuro.

Giovanni Tessicini

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