28 marzo 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Quando si cerca con l’intento di trovare, le cose interessanti saltano fuori.

E’ vero che ci sono moltissimi siti, blog e pagine Facebook, senza contare trasmissioni televisive e conferenze cittadine, che battono il chiodo del Riscaldamento Globale, dicendo che il livello dei mari si alzerà di metri sommergendo le attuali città costiere e che in sostanza la terra esploderà per troppo caldo.

E’ vero anche che ormai la rete sa offrire anche fonti alternative di informazione – certo, come dicevo all’inizio, bisogna avere chiaro cosa sto cercando: nuove informazioni o una conferma implicita delle mie credenze?

In questa mia ricerca, sono incappata in un articolo di Novembre 2016, che mi è piaciuto perché mette in relazione fra loro molti eventi di cui parliamo anche noi qui sul blog e di cui ogni tanto si sente parlare anche nel main stream come notizia isolata. Ma sappiamo che il totale è maggiore delle somma delle singole parti: un conto è prendere le singole informazioni come separate fra loro, diverso è provare a collegarle. Il risultato finale sarà decisamente diverso.

Quindi, cosa sta succedendo, in base alle informazioni che abbiamo a disposizione?

Il numero di macchie solari sta diminuendo più velocemente di quanto ci si aspettasse: siamo nel ciclo 24, che dovrebbe raggiungere il suo minimo del 2019/2020. In realtà, i dati ci dicono che siamo già di fronte ad un’Attività solare estremamente bassa, come se il minimo sia già stato raggiunto. Dovremo quindi aspettarci un ulteriore abbassamento? In tanti se lo chiedono.

Diversi studi dimostrano la presenza di una correlazione fra bassa attività solare ed aumento dell’attività sismica e vulcanica, come stiamo verificando anche nei giorni nostri (risveglio dell’Etna, continue scosse nel Centro Italia, il risveglio del vulcano in Alaska,…). Stando al fatto che ancora il vero minimo non c’è, dovremo aspettarci il famoso “Big One”, tanto temuto? E’ ciò che si chiede anche l’articolo.

Una Ricerca condotta dallo Space and Science Research Centre in Florida rivela un forte legame fra la bassa attività solare e gli eventi sismici. Lo studio ha indagato l’attività vulcanica fra il 1650 e il 2009 e l’attività sismica fra il 1700 e il 2009 confrontate con i dati registrati relativi alle macchie solari. emerge una terrificante correlazione fra la riduzione dell’attività solare e l’aumento degli eventi sismici e vulcanici nella storia [di cui si ha traccia].

L’aumento dell’attività vulcanica significa un progressivo aumento in stratosfera di SO2 e particolato, che facilitano la formazione di nuvole e quindi la copertura nuvolosa, amplificando l’effetto raffreddante del Sole: meno raggi solari, infatti, riusciranno a raggiungere la nostra atmosfera. La Terra, quindi, sarà progressivamente più fredda. Se volete approfondire questi aspetti, andate qui: è la terza parte di un trittico di articoli che abbiamo pubblicato sull’argomento (lì, troverete i link alle due parti precedenti).

Concordemente con quanto si legge nell’articolo, le temperature tenderanno a scendere, grazie anche al fatto che le temperature delle acque oceaniche si stanno raffreddando – ma come, non continuano a dirci che le acque si stanno riscaldando e che c’è moria di pesci e proliferazione di plancton per via delle acque troppo calde? Non si contano poi gli articoli che già da 1 mese cominciano a dire che l’estate prossima sarà l’estate più calda di sempre. Ma proviamo a pensarci: in questi mesi, in Nord America e Canada ha nevicato come mai negli ultimi anni. La neve comincerà a sciogliersi, entrando nell’Oceano Atlantico, raffreddandolo, contemporaneamente si avrà la formazione di El Nino, la corrente oceanica (del Pacifico) responsabile del calore delle acque, che agiranno sul meteo europeo con alcuni mesi di ritardo (forse). Quindi, come si fa a dire che sarà l’estate più calda di sempre?!?

Ci aspetta anche un aumento della frequenza di eventi estremi: se pioverà, ci saranno piovaschi intensi, grandinate e fortissimi temporali, causando danni all’agricoltura o anche in altri settori (rete elettrica, telefonica, idrica,…). Se farà caldo, farà molto caldo, ma per periodi brevi con bruschi passaggi da una condizione climatica ad un’altra.

Quale scenario si sta aprendo davanti a noi? Quello di una Piccola Era Glaciale, come ripetiamo orami da anni. Nell’articolo si legge:

Le temperature stanno calando, portando ad una raffreddamento degli oceani e ad uno spostamento dei ghiacci attorno alle coste europee – ci aspettiamo una prossima mini era glaciale.

Già che ci siamo, chiariamo un altro punto. Quando mi capita di parlare con qualcuno di queste cose, spesso mi chiedono: “Ma come?!? Ma se i ghiacci si stanno ritirando?!? Lo fanno vedere anche in TV!”. Ecco come si risponde, se dovesse capitare anche a voi:

La situazione dei ghiacci marini artici è la stessa del 2006, il che significa che da 11 anni il ghiaccio non si è sciolto.

La Groenlandia sta guadagnando ghiaccio ad un ritmo impressionante: se volete approfondire, andate qui, qui e qui.

Non più tardi di sta mattina, Stefano Fait ha scritto:

Molto sinteticamente, “Laurent” spiega come mai i ghiacci marini artici sono ai minimi mentre i ghiacci groenlandesi, già a marzo, sono ai livelli normalmente raggiunti tra maggio e giugno.
[E’ la teoria che difendo da anni: oceani caldi => ghiaccio si sposta dagli oceani al continente => glaciazione]

Laurent: “The increased snowfall on the Greenland icecap would be directly caused by the reduced area of sea ice since open water evaporates, falling as snow onto the high altitude icecap.
This is the theory of the Atlantic Thermostat, that a warmer Atlantic leads to a relatively ice free Arctic followed by glaciation on land in Northern North America, Europe and Asia”.

Durante le fasi glaciali (inclusa la Piccola Era Glaciale terminata a metà Ottocento) l’Artico ha una MINORE estensione di ghiacci marini.

Si sono “dimenticati” di dirvelo…

Forse hanno fatto un uso eccessivo di photoshop… 😉

Sara Maria Maestroni

Attività Solare.

 

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