Tag Archive : clima

Analisi multi-scala dei cicli climatici basata su serie temporali climatiche e fenologiche aprile 27, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 26 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44317   Lo sviluppo delle piante è fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. Questo è un dato di fatto e la maniacale attenzione con cui il mondo dell’agricoltura segue la meteorologia, costituisce una conferma dello stretto legame tra evoluzione delle piante e tempo meteorologico. Chi si occupa della coltivazione dei campi ha un’idea diversa di “bel tempo” e “cattivo tempo” rispetto a chi vive in città: se una o più giornate di pioggia vengono considerate per esempio una iattura da chi vive in città per i disagi che possono provocare, per chi si dedica all’agricoltura possono rappresentare la salvezza del raccolto ed il degno coronamento di un’intera stagione di lavoro. L’interazione tra lo sviluppo delle piante ed il tempo meteorologico costituisce il campo di studio della fenologia, ossia di quella parte della biologia che studia lo sviluppo delle piante in funzione di fattori meteorologici come la piovosità, l’insolazione, le temperature etc. Come ben sanno tutti i lettori di CM, il clima è diverso dal tempo meteorologico, ma, su distanze temporali trentennali, l’evoluzione della temperatura acquista valore climatologico e non più meteorologico. Lo stesso si può dire per tutte le altre... Mostra articolo

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Dall’anno più caldo di sempre a…. aprile 26, 2017 18:00 pm

Girovagando per la rete mi sono imbattuto in un tweet di Joe Bastardi:   Astounding turn around in CFSV2 in last 30 days for merry month of May which is looking more like a throwaway CDD wise pic.twitter.com/94b1x6jR7Z — Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) April 26, 2017 Guardandolo e analizzandolo, mi è tornata in mente la previsione strapubblicizzata a novembre 2016 che vedeva, nel 2017, l’anno più caldo di sempre… anche se mancavano ancora più di 30 giorni al suo inizio. Joe sottolinea l’enorme differenza tra la previsione di Maggio 2017 fatta a Marzo e quella di questi giorni. Una differenza non solo enorme, ma completamente ribaltata. Questa, per chi non lo avesse ancora capito, è l’ennesima dimostrazione che i modelli climatici e meteorologici, falliscono miseramente nel prevedere cosa accadrà in futuro… specialmente, aggiungo io, quando si è in presenza di bassa attività solare. Ma se vogliamo capire il perché di questi errori così mastodontici, bisognerebbe tornare a chiedersi se, tali modelli, considerano l’attività solare una COSTANTE o una VARIABILE. E la risposta, che noi di Attività Solare vi abbiamo dato tante volte, è che, purtroppo, non viene minimamente considerata. Per loro è costante… e come tale nei modelli è inutile inserirla.... Mostra articolo

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Caccia alle streghe aprile 26, 2017 7:00 am

E’ del 24 Aprile un articolo a proposito di un fatto di cronaca avvenuto negli USA in occasione della “Marcia per la Scienza” (“March for Science”, ndr), che si è tenuta qualche giorno fa. L’articolo titola così: 7 colpi di pistola sparati al National Space Science and Technology Center con possibile scopo intimidatorio verso gli scienziati dissidenti. Gli scienziati dissidenti che lavorano nel Centro di cui sopra, in Alabama, sono Dr. Roy Spencer e il Prof. John Christy, due dei più esperti scienziati nell’ambito della scienza del clima. La Scienza del clima con la “S” maiuscola, quella che si interroga, che fa parlare i dati reali, che non manipola. Non mi interessa entrare nel merito se questi spari fossero effettivamente rivolti a loro o meno, chi fosse l’esecutore e se ci fosse un mandante. Quello che colpisce dell’articolo è l’atmosfera, il clima (non meteorologico, però sta volta,… 😉 ) in cui questi e altri scienziati sentono di lavorare. Ecco come il Dr. Spencer ha commentato l’accaduto: Un totale di 7 colpi sono stati sparati nel nostro palazzo del National Space Science e Technology Center (NSSTC), qui a Uah durante il weekend.  Tutti i proiettili hanno colpito il 4° piano, dove si... Mostra articolo

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Current Snow Cover aprile 25, 2017 7:00 am

Figura 1: Questi diagrammi mostrano serie temporali (aggiornate quotidianamente) dell’estensione della copertura della neve (milioni di km2) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia.   Figura 2: Questi diagrammi presentano serie temporali (aggiornati giornalmente) dell’attuale quantità di acqua immagazzinata dalla neve stagionale (chilometro cubo) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia. Lo spessore della neve viene convertito in equivalente acqua utilizzando una densità climatologica ottenuta da dati di rilevazione della neve.   Fonte: https://www.ccin.ca/home/ccw/snow/current     Importantissimo il diagramma Fig.2a, che mostra in modo inequivocabile che c’è stato un forte aumento della quantità di neve caduta nell’emisfero nord. Se da un lato tale aumento può essere imputato al precedente periodo di El Niño, conclusosi nella primavera del 2016, dall’altro c’è da sottolineare che il calo delle temperature, dovuto alla diminuzione dell’attività solare (e quindi della TSI), ha fatto il suo bel lavoro. Una cosa è sicura: se non ci fossero state le condizioni ideali di TEMPERATURA, la neve non si sarebbe formata. Questo dimostra che il pianeta si sta raffreddando.   Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Eruzioni vulcaniche esplosive accese dalla miccia dei raggi cosmici: il vulcano come la Camera delle Bolle. aprile 23, 2017 7:00 am

Riporto l’abstract di un lavoro scientifico – che trovate qui – che mette in evidenza come ci sia un’altissima correlazione – statisticamente significativa – fra le eruzioni vulcaniche (di vulcani con magma ricco in silicio) e l’intensità dei raggi cosmici e, quindi, in ultima analisi, con l’attività solare. Niente di nuovo per noi, ma aggiungiamo dati scientifici importanti a sostegno di questa ipotesi 😉 Abstract I vulcani con magma altamente viscoso e ricco in silicio ha tendenza a produrre eruzioni esplosive violente, che creano disastri nelle comunità locali e che impattano fortemente sull’ambiente in senso globale. Abbiamo esaminato il timing di 11 eventi eruttivi, avvenuti negli ultimi 306 anni (dal 1700 DC al 2005 DC) che producevano magma ricco in silicio – si tratta di 4 vulcani in Giappone (Monte Fuji, Monte Usu, Myojin-sho e Satsuma-Iwo-jima). 9 degli 11 eventi si sono verificati durane le fasi in cui l’attività magnetica solare era assente (minimo solare), dato che è ben rappresentato dal numero delle macchie solari. Questa forte associazione fra il timing eruttivo e il minimo solare è statisticamente significativo ad un livello di confidenza del 97.6%. Questa [stessa] associazione non è osservata per le eruzioni dei vulcani con un magma relativamente povero... Mostra articolo

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Poveri ma Verdi aprile 22, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 21 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44256   Era il 1920 quando al termine di una conferenza durata un mese e tenuta presso il Madison Square Garden di New York, l’UNIA (Universal Negro Improvement Association and African Communities League) introdusse ufficialmente la “Bandiera Panafricana”: tre strisce orizzontali di colore rosso, nero e verde. Il rosso a simboleggiare il sangue versato per la libertà e che unisce tutte le persone di colore con antenati africani; il nero a simboleggiare la “nazione dei neri”, pur avulsa dall’esistenza stessa di uno stato-nazione; il verde a simboleggiare la ricchezza della terra d’Africa. Erano altri tempi, in cui la rivendicazione dei diritti civili elementari prevaleva su quel politicamente corretto che nel corso degli anni ha finito per trasformare una parola un tempo rivendicata con orgoglio e dai risvolti letterari in un insulto sanguinoso, la cui sola pronuncia è oggi causa di crisi isteriche di pianto per le conduttrici televisive super-liberal (e super-bionde) della CNN. Sistemato il “nero”, è poi toccato al “verde”. E qui l’operazione si è fatta più complessa. Se la ricchezza della terra africana è stata talmente apprezzata negli anni da suscitare appetiti finanziari e geopolitici di varia... Mostra articolo

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Il raffreddamento del Nord Atlantico continua… aprile 21, 2017 7:00 am

Buongiorno, guardate bene la sequenza di immagini qui sotto… Le immagini si riferiscono alle Anomalie di Temperatura Superficiale degli Oceani…. in questo caso del Centro e Nord Atlantico, tra il 14 e il 19 Aprile.   Il raffreddamento, visibile con i colori scuri (il nero indica un “non riscaldamento”, mentre le tonalità di blu indicano un raffreddamento vero e proprio) si muove continuamente all’interno della corrente nord-atlantica, la quale si origina dall’incontro della Corrente del Golfo con la Corrente del Labrador, spostandosi dalla zona del Nord-Ovest dell’Oceano Atlantico, in senso orario, verso le Azzorre, le Canarie, il Mar dei Caraibi e, infine, andando a raffreddare,sul nascere, la Corrente del Golfo. Un raffreddamento ciclico che sembra si sia innescato e che potrebbe presto diventare “semi-permanente”. Le conseguenze di tale raffreddamento sono prima di tutto la quasi totale assenza degli Uragani nell’Atlantico… il che potrebbe anche essere una buona cosa… …ma a seguito di tale raffreddamento, si espanderebbe il Blob Atlantico, l’area in blu visibile lungo le coste sud della Groenlandia, la quale aprirebbe le “porte” alle correnti atmosferiche che dal nord-atlantico convoglierebbero freddo e umidità verso l’Europa… provocando un’estate come quella del 2014. Ma se questo avviene nel breve termine, a... Mostra articolo

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Le cause della pausa nel riscaldamento globale aprile 20, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 19 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44245   In un recente post G. Guidi ha segnalato un interessante articolo, pubblicato su Nature Climate Change. in cui C. Hedemann, T. Mauritsen, J. Jungclaus e J. Marotzke (da ora in avanti Hedemann et al., 2017) analizzano una possibile spiegazione della pausa nel riscaldamento del clima terrestre, verificatasi nel corso della prima decade del 21° secolo. The subtle origins of surface-warming hiatuses Giusto per ricordarlo a me stesso, la pausa o iato è stato un fenomeno piuttosto controverso che ha agitato le acque della climatologia nel corso degli ultimi anni: il trend di aumento delle temperature superficiali terrestri è diminuito rispetto agli anni precedenti per cui sembrava scricchiolare il principale assunto dell’AGW: maggiore concentrazione di diossido di carbonio atmosferico => maggiore aumento delle temperature superficiali terrestri. La pausa è stata riconosciuta come un fatto reale da molti ricercatori e, in modo alquanto sfumato, anche da IPCC che ha rivisto al ribasso i valori della Sensibilità Climatica all’Equilibrio; mentre molti altri ricercatori non hanno mai riconosciuto l’esistenza della pausa anzi ne hanno negato l’esistenza come nel caso di Karl et al., 2015. Le spiegazioni del fenomeno sono state molte, ma... Mostra articolo

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La Pausa c’è, malgrado tutto… aprile 19, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44241   Qualcuno ha ancora dei dubbi circa il fatto che lo studio ammazza-pausa uscito appena prima del summit di Parigi sia servito solo a spianare la strada agli accordi? Nature Climate Change: The subtle origins of surface-warming hiatuses Infingarde queste pause del riscaldamento globale. Non solo esistono, malgrado dopo aver individuato decine di possibili cause della loro occorrenza se ne sia decretata l’esistenza solo in dipendenza dal fatto che non siamo capaci di osservare correttamente il sistema – per la serie se la realtà non mi piace la cambio – ma continuano anche a mettere in discussione la validità delle proiezioni – per la serie l’immaginazione non basta. Secondo questo paper di fresca stampa, né i gap nelle osservazioni, né le altre ipotesi avanzate per spiegare perché malgrado la persistenza del forcing da CO2 la temperatura ha smesso di aumentare hanno centrato il problema. Per farlo, scrivono, bisogna guardare in alto, verso il top dell’atmosfera, con la consapevolezza che forse una spiegazione vera e propria non la troveremo mai. Sorge a questo punto un altro dubbio: ma se queste pause sono vere e dunque possibili, e se i... Mostra articolo

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Operazione “Immunizzazione”, ovvero come leggere la disinformazione e rimanere vivi. aprile 18, 2017 7:00 am

Quando leggi un articolo con questo titolo, puoi solo pensare che è un articolo “acchiappaclick” – l’articolo ha il seguente titolo: “Il cado è, e sarà in futuro, il killer silenzioso di centinaia di milioni di poveri“, pubblicato il 13.04.2017 su greenreport.it. Già il titolo contiene una grande falsità: la proiezione futura – in base a quali dati?, mi chiedo – che il caldo sarà la prossima piaga. Mi addentro nell’articolo, cercando disperatamente qualche dato scientifico o qualche grafico che illustri le proiezioni delle temperature dei prossimi anni. Invece niente, il vuoto. Scorrendo le righe, non si trova un solo link che rimandi a lavori scientifici dove andare a verificare le informazioni che l’articolo cerca di diffondere. Poco dopo l’inizio, ecco cosa si legge: Secondo un recente studio condotto da ricercatori britannici, anche se il mondo, nonostante Donald Trump, fosse in grado di limitare l’aumento della temperatura globale di 1,5° C  rispetto ai livelli pre-industriali, come previsto dalla più ottimistica ipotesi dell’Accordo di Parigi, entro il 2050,  ogni anno in megalopoli come Lagos in Nigeria e Shanghai in Cina circa 350 milioni di persone in potrebbe ancora essere esposti a ondate di caldo mortali ogni anno. Le stime dell’Institute for social... Mostra articolo

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“Siccità permanente” e record di piogge in California. aprile 17, 2017 7:00 am

A metà febbraio, se vi ricordate, scrivevo del pericolo che la Diga Oroville esondasse, a causa delle precipitazioni intense che si erano abbattute nella zona. A distanza di qualche mese, le Riserve Idriche godono di buona salute? Sembra di sì 🙂 E’ del 14 Aprile questo articolo in cui si annuncia ufficialmente che mai in Sierra Nevada si sono registrate precipitazioni così intense come quelle che ci sono state in questo anno – i dati provengono dal Dipartimento delle Risorse Idriche (Department of Water Resources, DWR). DWR ha riportato oggi [14.04.17, ndr] che le 8 stazioni di rilevamento del tempo hanno registrato circa 230 cm di precipitazioni, fra acqua e scioglimento della neve. Tali stazioni monitorano continuamente le precipitazioni dal 1920, nella zona che va dal Lago Shasta al bacino del Fiume American. Nell’articolo si dice anche che tale dato ha sorpassato il record precedente  – risalente al 1983 – di 225 cm circa. Si segnala, inoltre, che la stazione meteorologica n° 6, situata nei pressi del bacino del Tulare Lake – chiamata il “groud zero” della siccità quinquennale della California – ha registrato il 178% della quantità di precipitazioni che normalmente cadono durante un anno. Le precipitazioni totali hanno raggiunto... Mostra articolo

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E questa ve la ricordate? aprile 16, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 15 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44226   Era il 1° agosto del 2008, tal Andrew Simms, esperto battitore di ortiche con le mani altrui nonché esperto di economia sostenibile, del tipo di quella che toglie ai poveri per consentire ai ricchi di campare sereni sul pianeta, presagiva la fine del mondo entro 100 mesi. Sorpresa, i 100 mesi sono scaduti il 1° aprile scorso e siamo ancora qui. Nessun punto di non ritorno – tipping point direbbero quelli bravi – è stato raggiunto. E’ passato un El Niño coi fiocchi, la temperatura media del pianeta è salita di nuovo e ora è anche tornata dov’era prima.     Così, tanto per capire con che razza di cantastorie abbiamo a che fare, penso sia opportuno riproporre almeno l’incipt del suo anatema: Se si grida “al fuoco” in un teatro affollato, quando il fuoco non c’è, si capisce che si potrebbe essere arrestati per comportamento irresponsabile e turbativa della quiete. Ma da oggi, io sento la puzza del fumo, vedo le fiamme e penso che sia il momento di gridare. Non voglio seminare il panico, ma penso che sarebbe una buona idea formare una fila... Mostra articolo

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Un pianeta, un clima, 2 emisferi aprile 14, 2017 7:00 am

Un paio di giorni fa ho pubblicato sulla nostra pagina Facebook il seguente grafico, anticipando che ne avremmo parlato con un articolo specifico.     Il grafico mostra la ricostruzione della temperatura partendo dai dati dei carotaggi effettuati in Antartide (linea blu) e Groenlandia (linea verde). La linea arancione, che rappresenterebbe la temperatura globale, verrà volutamente ignorata all’interno del presente articolo. Partiamo dall principio… Il clima del nostro pianeta, in linea generale e focalizzando l’attenzione sulla sola temperatura, è stato ricostruito per alcuni milioni di anni grazie agli studi di paleoclimatologia. Tali studi partono da una serie di analisi per generare la ricostruzione della temperatura nelle varie epoche storiche. I dati che ne risultano, dati proxy, sono ovviamente dati “indiretti”, ma danno un’idea sufficientemente precisa, se opportunamente contestualizzati, tali da far luce su quello che accadde sul pianeta a quel tempo.   Il grafico qui sopra abbraccia un arco temporale di circa 135.000 anni arrivando, in corrispondenza dello 0 a destra, al 1950. Un periodo climatico decisamente importante per la nostra razza e per il nostro pianeta. Ma risulta comunque una piccola porzione di quanto a nostra disposizione in ambito paleoclimatico.     In questa immagine, prodotta da noi sulla... Mostra articolo

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il crudo inverno 2005 aprile 13, 2017 7:00 am

Dicembre 2004 fu contrassegnato da alcune irruzioni artiche che portarono temperature rigide ma cieli sereni .Queste irruzioni erano pilotate da un Anticiclone delle Azzorre in una posizione insolita che faceva scorrere sul suo bordo orientale aria fredda. In seguito, dopo una prima parte di gennaio tranquilla, a metà del primo mese dell’anno, lo scenario italiano ed europeo cambiò drasticamente. A seguito di ripetuti riscaldamenti stratosferici, il vortice polare si suddivise in due tronconi; il primo investì l’Atlantico prospiciente le coste canadesi, il secondo andò a colpire la Russia, portando una importante irruzione d’aria artica, che fece precipitare le temperature fino a-32°C a Mosca. Ma il freddo non rimase confinato sulla Russia, difatti ben presto sconfinò verso Ovest; Svezia e Norvegia, a causa del contrasto tra l’avanzante aria gelida e l’aria atlantica più mite, subirono autentici blizzard. Oslo venne seppellita da una coltre di oltre mezzo metro di neve in 24 ore, mentre a Helsinki si registrò una temperatura minima di -22,8°C e una massima di -19°C. Viceversa, come spesso accade in questi casi, le isole Svalbard e l’Islanda si trovarono esposte al flusso particolarmente mite proveniente dall’Atlantico. Infine, l’Anticiclone delle Azzorre dopo l’ennesima espansione verso nord-est, si unì all’Anticiclone russo-siberiano rinforzato dal precedente riscaldamento... Mostra articolo

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Scienza + Credibilità = Realtà….? aprile 11, 2017 7:00 am

Uno degli argomenti su cui ci capita piuttosto spesso – purtroppo, a dire il vero – di scrivere riguarda la credibilità delle informazioni diramate dagli Enti competenti in ambito climatico. Solo qui nel sito trovate molti articoli, l’ultimo proprio di pochi giorni fa, in cui inizia ad emergere che gli interessi politici e/o economici sovrastano la veridicità dei dati. E’ di un mesetto fa circa questo pezzo – nelle prime 9 parole (11 nella mia versione tradotta), dice come stanno le cose: La scienza, oggi, in tutti i campi, è invasa dalla corruzione (corsivo mio, ndr). L’articolo punta l’attenzione sull’uso scorretto che viene fatto della dicitura “peer-reviewed” associata a quanto viene pubblicato in campo scientifico: l’autore fa notare che la sua mancanza potrebbe indurre le persone a scartare ricerche scientifiche serie, soltanto perché manca tale etichetta. Rischio ancora più grande se si tratta di qualcosa che mette in discussione le credenze e le convinzioni, così ben vivificate dal marketing di massa,.. Di nuovo, senza mezzi termini, si legge: Purtroppo, sta diventando sempre più evidente che ci vengo dette bugie (corsivo mio, ndr) riguardo i prodotti e i farmaci che utilizziamo quotidianamente. Vengono poi analizzati diversi ambiti in cui ciò è valido: la scienza del clima, la scienza che... Mostra articolo

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El Niño si ritira aprile 10, 2017 7:00 am

I dati parlano chiaro… l’ENSO è NEUTRO. Nessun El Niño, almeno per ora. L’unica zona nella quale il valore superava il +1 e che quindi faceva pensare alla formazione di un El Nino moderato, si sta raffreddando molto velocemente.     Anche le zone più centrali all’Oceano Pacifico, però, i valori stanno scendendo. Convenzionalmente si parla di El Niño solo se il valore supera +1… e si parla di La Niña quando il valore scende sotto il -1.     In questo caso, quindi, nessuna delle 4 regioni ha valori superiori a +1, pertanto si ha ENSO neutro. Niente El Nino e quindi niente estate torrida come qualcuno aveva già previsto. Anche perché servono eventualmente alcuni mesi per vedere gli effetti di un ENSO positivo! Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Se Lo Dice La NOAA… aprile 7, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 6 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44170 Beh, lo dice e basta. E ve lo riporto pari pari: In conclusione, né le nostre proiezioni modellistiche per i 21° secolo, né le nostre analisi dei trend del numero degli uragani e delle tempeste tropicali in Atlantico negli ultimi 120 e più anni, supportano l’idea che il riscaldamento indotto dai gas serra possa portare ad un significativo aumento nel numero totale delle tempeste tropicali o degli uragani in Atlantico. I nostri studi modellistici prevedono un importante (circa 100%) aumento degli uragani atlantici di categoria 4-5 nel 21° secolo, ma stimiamo che questo aumento possa non essere distinguibile fino alla seconda metà del secolo. Un interessante presa di posizione questa della NOAA. Lo spauracchio del clima (e del tempo ad esso correlato) già impazzito può, evidentemente attendere. E dovrà farlo almeno per qualche altra decade, se non per buona parte di questo secolo. In particolare, c’è da sottolineare il fatto che in quanto osservato sin qui, negli anni del global warming ruggente, non è possibile distinguere alcun segnale di cambiamento che abbia un’ampiezza tale da non essere compreso nella normale variabilità di origine naturale di questi eventi, sia... Mostra articolo

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Com’era la situazione nell’Artico? aprile 5, 2017 17:17 pm

  Qualcuno… ma non ricordo chi, sosteneva qualche tempo fa, che la situazione ghiacci nell’Artico era  una prova palese del Riscaldamento Globale Antropico e che ormai i ghiacci in artico si stavano sciogliendo a ritmi mai visti prima. E come prova di ciò c’erano le temperature sopra il Polo Nord notevolmente più alte della media… chiaro sintomo che il mondo si sta riscaldando. A quanto pare, però, al mondo non gliene frega nulla di ciò che sostengono i fedelissimi dell’AGW… perché, a quanto pare, la situazione è differente! Lo SnowCover del 2017 è maggiore rispetto a quello del 2016 e 2014… ma di poco inferiore a quello del 2015. L’estensione dei ghiacci artici del 2017, invece, nel comparto Atlantico è maggiore rispetto al 2016 e 2015 mentre è simile al 2014. Nel comparto del Pacifico, invece, è minore rispetto al 2015 e 2016 e simile al 2014.   Alla fine, tirando le somme… non c’è tutta questa ENORME differenza sbandierata ai 4 venti dai soliti noti.   Le immagini e i dati parlano chiaro. Buona serata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Tendenza senza tendenza…. aprile 5, 2017 12:00 pm

El Niño si o El Niño no? Per molti la prossima estate sarà torrida, con temperature molto sopra la media… E questo a causa di un El Niño che, prepotentemente, si sta concretizzando sempre di più nelle acque dell’Oceano Pacifico. Ma è veramente così? La risposta è NO! Nel modo più assoluto! Il termine El Niño viene dato ad un evento che comporta il riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale centrale. In realtà El Niño è il nome dato ad una fase positiva dell’indice ENSO. Quando tale indice supera la soglia positiva di +1, si ha El Niño, quando supera quella negativa di -1, si ha La Niña. Vi sono 4 regioni principali che determinano gli eventi ENSO…   ….ma finché non si hanno valori significativamente importanti nelle regioni 4 e 3.4, gli effetti sono limitati a pochissime aree del pianeta. In più, per avere effetti alle medie latitudini (come la nostra), è necessario che i venti Alisei siano belli forti… ovvero che ci sia un poderoso trasporto di calore dall’equatore verso i tropici e le aree subpolari. E questo, attualmente, non sta avvenendo!   Ad ogni modo, attualmente, l’unica zona che si sta riscaldando delle 4 qui sopra, è... Mostra articolo

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Hai capito…?!? aprile 5, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 04 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44160   Di “settled“, ovvero definito, nella scienza del clima c’è solo il fatto che trattasi di scienza, che malgrado tutto continua a progredire. Leggete qua, qualche spunto di riflessione. Sun’s impact on climate change quantified for first time Per la prima volta pare sia stata data una dimensione all’impatto delle oscillazioni dell’attività solare sul clima. La volete sapere la novità? Quando l’attività solare declina, il pianeta volge al raffreddamento. Secondo quanto leggerete al link, questo è quello che ci aspetta nelle prossime decadi, in cui sembra consolidato un trend di diminuzione delle dinamiche solari. A robust empirical seasonal prediction of winter NAO and surface climate Vuoi prevedere come sarà l’inverno in Europa? Devi conoscere quale sarà l’andamento della NAO (North Atlantic Oscillation). Vuoi prevedere la NAO? Dimentica i modelli dinamici, c’è n’è uno empirico che pare faccia molto meglio, tracciando l’andamento della circolazione nella bassa stratosfera, l’estensione del ghiaccio artico e la temperatura di superficie del mare. E la previsione stagionale (del passato) è servita. Cosmic Rays Increase Cloud Cover, Earth’s Surface Cools Ancora Sole, ancora fresco in arrivo. Un altro lavoro che attribuisce all’attività solare in diminuzione... Mostra articolo

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Corrente del Golfo: superato il punto di non ritorno? aprile 2, 2017 7:00 am

Si è parlato spesso della Corrente del Golfo e del suo reale stato. La comunità scientifica è divisa essenzialmente in due parti… Da un lato abbiamo quelli che sono convinti che la CdG stia ancora bene e che un suo, comunque improbabile, indebolimento, non avverrà prima di qualche migliaio di anni… anche se una stima così aleatoria denota una volontà di negare, di fatto, un qualche tipo di indebolimento. Dall’altro lato, invece, ci sono quelli che affermano, dati alla mano, che la CdG sia ormai in procinto di superare un “punto di nn ritorno”, ovvero una condizione di temperatura e salinità delle acque di superficie che ne fanno parte, oltre la quale si ha una sorta di “blocco” della corrente stessa. Ora… tra gli appassionati di clima e meteo, che si interessano di queste tematiche, si sono creati anche qui 2 schieramenti contrapposti. Il primo, quelli convinti che un improbabile blocco della CdG possa provocare uno scenario alla The day after tomorrow, il noto film di Hollywood, il quale, come dicolo loro, è una palese esagerazione cinematografica… un’americanata insomma… Il secondo, invece, è convinto che il rallentamento della CdG è già in corso da qualche anno (in realtà è da... Mostra articolo

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IL CLIMA NON SI MODIFICA CON LE NOCCIOLINE! marzo 30, 2017 12:11 pm

Nei giorni scorsi, molti di voi ci hanno chiesto se eravamo al corrente delle ricerche di Harvard, circa l’intenzione di effettuare degli esperimenti in atmosfera, il cui scopo dichiarato è “raffreddare il pianeta”, sfruttando lo stesso sistema che si realizza in occasione di potenti eruzioni vulcaniche con immissione di aerosol (cenere e gas) in stratosfera.   Il progetto, del costo di 20 milioni di dollari, «Non è il primo esperimento del genere, ma sicuramente è il più completo mai realizzato», come afferma Geornot Wagner, responsabile di tale progetto.   Ok. Leggendo l’articolo di Focus senza alcun preconcetto e con mente aperta,  si capiscono un paio di cose che in TV, ovviamente, non hanno detto. Oppure, come abbiamo visto con l’articolo di questa mattina, vengono totalmente travisate… volontariamente, al fine di massimizzare gli ascolti e quindi i profitti.   Ripeto per l’ennesima volta che non si parla di SCIE CHIMICHE… e che sia queste che il progetto della Harvard University, spalleggiata dalle Nazioni Unite (guarda caso…), non è un progetto volto alla modificazione del clima. Motivo? Il clima non si modifica spruzzando in atmosfera degli aerosol… perché per clima si intende l’evoluzione nel tempo di complessi meccanismi che comprendono sia l’oceano... Mostra articolo

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Quando la divulgazione scientifica fa cilecca marzo 30, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 29 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44104   Qualche giorno fa L. Mariani e G. Guidi hanno pubblicato un post in cui si analizzava il bias che caratterizza alcune pubblicazioni scientifiche in materia di cambiamento climatico. Senza aver ancora digerito integralmente l’articolo, ecco che mi capita un caso da manuale che avvalora il senso di quanto scritto nel post e che lascia molto perplessi. Leggo “Le Scienze” da decenni e la rivista rappresenta la mia principale fonte di aggiornamento in campo scientifico (ad eccezione delle questioni climatiche, però). Ricevo regolarmente le news della rivista e, stasera, ho letto i titoli dell’ultima rassegna che mi è stata recapitata. Un titolo mi ha colpito in modo particolare: Il clima che cambia e il declino delle farfalle monarca Mi sono sempre interessato alle vicende di questo lepidottero in quanto impressionato dalla lunghissima migrazione che milioni di essi compiono per recarsi dal Messico agli USA ed al Canada e per far ritorno in Messico. Queste farfalle si muovono formando sciami enormi e cibandosi di un’euforbia particolare. Secondo i conservazionisti la causa del declino della specie, è da attribuirsi alla quasi scomparsa di questa pianta. L’euforbia da cui trae nutrimento la... Mostra articolo

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Si fa sul serio… marzo 29, 2017 7:00 am

Quando diciamo che dobbiamo aspettarci un periodo climatico difficile, non scherziamo. Intendiamo che bisogna essere pronti ad affrontare la violenza degli eventi estremi, di forte intensità. Guardate cosa sta succedendo in Australia – Ciclone Debbie, forza 4: La zona maggiormente colpita è quella del Queensland, con decine di migliaia di persone evacuate. La zona è senza energia elettrica. Il ciclone ha un occhio di 50 Km di diametro e sta provocando venti attorno ai 200 Km orari e più. Fonte: RT Documentary Channel Sara Maria Maestroni Attività Solare.  

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