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Ripubblichiamo in data odierna, su richiesta dell’autore, il post di Alessio precedentemente pubblicato il 2 gennaio.

Arrivati alla fine dell’anno, voglio pubblicare un articolo in cui vengono elencate le principali congiunzioni planetarie del 2020, estremamente rare (tempi di ritorno di 750 anni circa).


Come si è potuto osservare sia in epoche passate che con studi recenti (centro ricerche Global Wheather Oscillations, Università Federico II di Napoli, (teorie di Landscheit e cicli di Milankovitch solo per citarne i più importanti), le disposizioni dei pianeti all’interno del sistema solare, determinano i principali cambiamenti nel clima e nella geologia terrestre, nonché nell’attività della nostra Stella, il Sole.
Soprattutto le congiunzioni planetarie, per un meccanismo ancora da chiarire nei dettagli, creano perturbazioni gravitazionali e magnetiche, responsabili degli effetti sopra citati. In particolare possono determinare la formazione di grosse macchie sulla superficie del Sole, le quali possono agire (con le annesse tempeste elettromagnetiche) in maniera invasiva sul clima e la geologia del nostro Pianeta. Perturbazioni gravitazionali evidenti  sui fluidi atmosferici (ondulazioni corrente a getto), idrosferici (alte e basse maree) ed interni (magma del Mantello). Il magma poi  essendo una sostanza ferromagnetica, reagisce a stimoli elettromagnetici esterni divenendo più instabile e fluido.

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Tralasciando gli effetti che tali interferenze possono produrre sulla psiche umana (la comunicazione neuronale avviene per impulsi elettrici, così come le emozioni). Spesso guerre e rivoluzioni sono scaturite in periodi di intensa attività solare: 1788-89 picco dell’allora ciclo solare, che si rivelò molto potente, Rivoluzione Francese; 1941 seconda guerra Mondiale (aurore boreali visibili fin verso il 40° parallelo, clima estremo in quell’anno: El Nino ed inverno piuttosto inclemente; 1929 crollo borsa Wall street, 2001 Torri gemelle). concentriamoci sugli effetti geoclimatici.
Molto importante osservare come i principali periodi di raffreddamento climatico seguano un ciclo di circa 750 anni, allo scadere del quale si verificano devastanti eruzioni vulcaniche, con annesse carestie, pandemie e rivolte. In particolare bisogna ricordare i seguenti periodi: 220-200 a.C, 535-545, 1315-1335. Il primo, che vide probabilmente alcune eruzioni importanti in area mediterranea, determinò intorno al 210 a.C, come riportato da Tito Livio, la caduta a Roma di ben 2 metri e dieci di neve (cosa non più successa da allora); nel 536 d.C. l’Eruzione dell’Ilopango, supervulcano, in Salvador, che produsse un inverno vulcanico della durata di dieci anni. Carestie, epidemie ed invasioni di altri popoli (in Europa i barbari), portarono a vere e proprie decimazioni nelle popolazioni, specie in America centrale e Asia orientale (fino al 70% di popolazione in meno in Cina in pochi anni).
Nel 1300, ben 25 eruzioni vulcaniche potenti (maggiori o uguali al VEI 6) tra il 1315 ed il 1335 sconvolsero il clima mondiale, determinando un deterioramento drammatico della società. In tutti quei casi, ci furono super congiunzioni planetarie. In particolare, quelle del 2020 appaiono molto simili a quelle del XIV secolo.
Ora, (trattandosi comunque di indagini sperimentali), andiamo ad elencare quelle che sono le date a maggior rischio sismico e vulcanico, in ordine cronologico:

11-14 gennaio eclissi di Luna opposta a Saturno-Plutone-Sole-Mercurio esattamente congiunti.

21-25 marzo , 1-2 aprile, 8-11 aprile , 15-16 aprile. Tale fase, la peggiore, vedrà Saturno-Giove-Plutone-Marte congiunti e quadrati ad Urano. In particolare, tra l’8 e l’11 aprile, tutti i pianeti del Sistema Solare (tranne Venere) entreranno in gioco: i pianeti sopra congiunti, vedranno la quadratura della Luna Piena e del Sole; la Luna a sua volta sarà opposta ad Urano ed al Sole. Dulcis in fundo, anche Mercurio e Nettuno saranno congiunti insieme. Insomma, lì si rischia veramente un’eruzione epocale. Tant’è saremo anche in vicinanza dell’Equinozio (maree equinoziali e campo magnetico più debole). Non vorrei sbilanciarmi, ma un VEI 7 appare probabile.

Statisticamente la Primavera, ed in particolare marzo ed aprile, hanno visto spesso importanti eruzioni. L’Ilopango, ad esempio, eruttò il 24 marzo 536; o il più vicino vulcano islandese dell’aprile 2010.

Altre date: 5-6 luglio, 19-22 luglio, 26-27 luglio, 1-2 agosto.
17-19 ottobre, 24-25 ottobre, 1-2 nov, 22-30 dic. Anche questi periodi a rischio concreto, seppur in misura minore rispetto a marzo-aprile.

Effetti gravitazionali e magnetici che si ripercuoteranno anche sul tempo atmosferico. Corrente a getto spesso in frantumi (probabilmente in maniera definitiva). Probabile ritorno di El Nino. Anno di estremi climatici importanti in sostanza.

  • In conclusione, il 2020 promette grandi stravolgimenti dal punto di vista geo-climatico, e di riflesso, anche sull’economia e la società umana.
    Prima di salutarvi, vi suggerisco di annotare le date sopra scritte, in modo da poter verificare insieme la validità del metodo utilizzato.

Vi auguro un 2020 ricco di emozioni e sorprese.

Alessio

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