Stesse Bufale, Stesso Mare

Autore: Massimo Lupicino
Data di pubblicazione: 24 Agostoo 2018
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=49110

Per quest’anno non cambiare

Stesse bufale stesso mare

Per poterti intrattenere

Con le solite cazzate leggi me

Mina perdonerà l’irrispettosa revisione del celeberrimo testo, ma la tentazione era troppo forte. Eh sì, perché la fake-news sul Mar Glaciale Artico che ribolle, con le navi che scorrazzano tra gli orsi bianchi stremati sta diventando ormai un grande classico della disinformazione mainstream di fine estate.

Esattamente un anno fa, infatti, su queste stesse pagine commentavamo l’incredibile bufala spacciata dalla Stampa in cui si attribuiva allo scioglimento dei ghiacci artici l’imminente assalto delle petroliere russe che agli ordini di Putin si apprestavano a devastare l’Artico. Un falso clamoroso e ridicolo, visto che la notizia vera consisteva nel varo di una nuova classe di navi gasiere con proprietà rompighiaccio atte a trasportare l’idrocarburo liquefatto attraverso il Mar Glaciale Artico: verso l’Asia in Estate, e verso l’Europa in inverno.

Eh sì, perché il cosiddetto passaggio a Nord-Est, quello che permette di raggiungere lo Stretto di Bering e il Pacifico costeggiando la Russia, è completamente libero dai ghiacci solo per poche settimane all’anno. E l’inverno è un osso duro anche per le stesse rompighiaccio, visti gli spessori notevolissimi che si accumulano sul Mare della Siberia orientale e rendono l’impresa possibile solo per navi a propulsione nucleare (Fig.1).

Stesso Mare, stessa Fake

…E stesso gruppo editoriale, ma diversa testata (almeno nel titolo): è Repubblica, infatti, ad informarci dell’imminente apertura di “nuove rotte commerciali” sull’Artico, ovviamente a causa dello scioglimento catastrofico dei ghiacci con temperature che “hanno toccato i 30 gradi”. Come spesso accade dalle parti di chi dice di combattere le bufale salvo propinarle in prima persona, si parte da un fatto reale e conclamato: la Maersk sta per effettuare il primo trasporto commerciale via nave attraverso il Passaggio a Nord-Est. A detta della stessa compagnia, si tratta di un esperimento pieno di incognite, visto che l’utilizzo della rotta in questione pone da sempre grossi interrogativi sulla reale convenienza economica rispetto al più lungo, ma meno travagliato transito attraverso il Canale di Suez.

Esattamente come un anno fa, tuttavia, passa in seccondo piano il messaggio principale: la Maersk per il trasporto in questione utilizzerà… una nave rompighiaccio nuova di pacca: la Venta Maersk, ovvero la prima di sette nuove navi container capaci di affrontare ghiaccio marino fino a spessori di un metro, e in ogni stagione.

Stravolgimento della realtà

Il frutto di una pura e semplice evoluzione tecnologica, ovvero il varo di nuove generazioni di navi porta-container con proprietà rompighiaccio, diventa quindi il solito pretesto per la solita filippica in cui si parla con i soliti toni catastrofisti di un Artico in disfacimento a causa del Climate Change. L’articolo di Repubblica, tra l’altro, si configura come il riassuntino di un pezzo molto più lungo (e catastrofico) uscito pressoché in contemporanea sull’inglese Independent, cugino “orgogliosamente liberal” del già citatissimo Guardian. Solita storia, e solito copia-incolla maldestro di lanci di agenzia, condito con gli immancabili strafalcioni di traduzione, visto che i “30 gradi di anomalia termica” (ovviamente invernali) citati dall’Independent diventano per Repubblica 30 gradi tout-court: una temperatura senza alcun senso fisico se riferita al pack che nel periodo estivo veleggia più o meno stabilmente su temperature prossime allo zero.

Pressapochismo e sfiga

Il punto è che questo giornalismo già di per se scalcinato, male informato e prono alle narrative globaliste più trite e malferme, è anche sfigato. Perché quella in corso è una stagione tutt’altro che negativa per i ghiacci artici, che in vicinanza del minimo di volume annuale viaggiano su livelli superiori alla media degli ultimi 10 anni (ne riparleremo).

Non solo, anche volendo limitarci alle sole discussioni sulla navigabilità del Mar Glaciale Artico, è proprio di queste ore la notizia che una nave rompighiaccio svedese è in difficoltà a causa di un ghiaccio troppo denso e spesso “come non si vedeva da una quindicina d’anni”.

E giusto per chiudere il cerchio, anche le protagoniste della fake news di un anno fa, ovvero le gasiere rompighiaccio russe, hanno avuto i loro bei grattacapi quest’anno: a causa del troppo ghiaccio nella baia dell’Ob che nel mese di luglio ha imposto l’assistenza di rompighiaccio a propulsione atomica, per poter garantire la consegna altrimenti impossibile del carico di gas pianificato.

PS: chi fosse interessato agli aspetti commerciali e tecnologici del viaggio della Venta Maersk potrà seguire la navigazione in tempo reale attraverso questo link. Per tutti gli altri l’appuntamento è all’anno prossimo, per un evento che promette di diventare un grande classico pseudo-giornalistico dell’infotainment climatista di fine estate.