11 febbraio 2018 - 7:00 am Pubblicato da

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2018
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=47446

Oggi è il gran giorno. Uno di quelli che chi ha fatto della meteorologia la sua passione e professione non si perderebbe per nulla al mondo (quasi ).

Come previsto con straordinaria efficacia già due mesi fa, l’evoluzione delle dinamiche atmosferiche dell’autunno e di questa prima parte dell’inverno hanno generato lo split del Vortice Polare Stratosferico. Un Sudden Warming spettacolare, strutturato come poche altre volte ci è capitato di osservare, giunto tra l’altro con un VPS che era, per così dire, in ottima salute, ovvero freddo, profondo e ben saldo sulla latitudine polare.

Questo significa che il cambiamento della distribuzione della massa che questo episodio di split segnerà è comunque un cambiamento di paradigma della circolazione atmosferica del nostro emisfero, qualcosa che probabilmente avrà effetti tanto nel breve termine, con l’instaurarsi di un periodo di scarse velocità zonali alle alte latitudini, quanto nel medio termine, con una fine d’inverno e prima parte di primavera in probabile anomalia termica negativa per l’Europa centro-orientale e settentrionale e, nel lungo termine, con i venti stratosferici a ciclo quasi biennale (QBO) entrati in fase negativa che accompagneranno probabilmente questa nuova fase per i prossimi due anni.

Vivremo tempi interessanti in termini meteorologici. Ma, del resto, è sempre così!

Ora però godiamoci le animazioni del geopotenziale e della temperatura alla quota di 10 hPa, quella che si prende normalmente a riferimento per seguire gli eventi stratosferici.

La cosa più spettacolare, è come le due strutture anticicloniche guadagnano latitudine, spostando i due vortici verso sud e imprimendo una circolazione di anticiclonica sulla zona polare che trascina i lobi da est verso ovest, ossia al contrario di quanto avviene normalmente.

E poi? Bé, poi, la persistenza di un lobo così profondo del VPS sul Canada è la chiave di lettura di questo evento. Il flusso zonale atlantico che ne deriva, basso di latitudine, impedisce che l’aria fredda invada le basse latitudini mediterranee. Non appena il vortice allenterà la presa la musica cambierà, ma la stagione sarà probabilmente finita. Quindi per quest’anno, a meno di stravolgimenti che adesso non è possibile neanche immaginare, niente evento epocale. Sapete che c’è? Meglio così, per tante, tante ragioni.

Stay with us 🙂

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