Devo dire che non ricordo l’ultima volta che ho visto SST così anormalmente fredde nel Pacifico nordorientale/Sud dell’Alaska, specialmente nel periodo autunnale in cammino verso l’inverno.

Quel cerchio nero che vedete sotto nella cartina è la zona del Pacifico nordorientale chiamata PDO (Pacifical Decadal Oscillation) che mostra le anomalie termiche oceaniche che influenzano, come più volte detto in questi anni, le condizioni meteo-climatiche di ampie zone della Terra.

Il PDO risulta essere collegato alle fasi di NINA, ovvero quando esso è negativo, è molto probabile che vi sia una situazione di ENSO negativo e comunque rappresenta un amplificatore di cambio climatico su larga scala, influenzando indirettamente le condizioni meteo-climatiche anche sul vecchio continente.

È apparso evidente che dal momento in cui questo indice è divenuto tendenzialmente negativo, è subentrata una fase tendenzialmente negativa di ENSO e le temperature globali, registrate dai satelliti, risultano ora in diminuzione. Dato certo è che questo indice rimarrà negativo per molti anni e che quindi fa supporre ad un continuo raffreddamento climatico. Fondamentale è la correlazione di questo indice teleconnettivo con il minimo solare attuale, che fa supporre un legame di risposta terrestre al calo dell’attività della nostra stella. 

Allo stesso modo, l’AMO (anomalie dell’Atlantico settentrionale e l’ENSO, seguono le fluttuazioni solari, cosi come la Corrente del Golfo che viene ad interagire direttamente sul clima europeo. Viene da solo pensare al sicuro calo termico terrestre in avvicinamento al minimo di Maunder, ormai prossimo, della nostra stella, che potrebbe farci rivivere una nuova fase di raffreddamento globale.

Inizia, dopo qualche anno di inerzia termica l’influenza negativa della bassa attività solare!