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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 11 Giugno 2021
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=55179

Di norma a questo punto del mese di giugno avremmo dovuto parlare già da un pezzo della stagione degli uragani, o, meglio, delle proiezioni per le prossime settimane/mesi, dal momento che, nominalmente, la stagione dei Cicloni Tropicali in Atlantico inizia dal 1° giugno. Non ci sono ragioni particolari per questo colpevole ritardo, solo pigrizia o mancanza di tempo, non atmosferico.

Rimediamo subito. La NOAA, con la solita puntualità (loro sì!) ha pubblicato alla fine di maggio il suo outlook. Anche quest’anno, è attesa una stagione molto attiva. Qui sotto il video che riassume la previsione.

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La scorsa estate, il numero di depressioni degenerate in Tempeste o Cicloni Tropicali (cui quindi è stato attribuito un nome), è stato anomalmente alto, molto più alto anche di quanto previsto. Curiosamente, a questa intensa attività non si è associato un parimenti elevato livello di energia accumulata, quella con cui si misura nel tempo l’intensità e la durata degli eventi.

Questa discrepanza si nota anche dal numero piuttosto basso di eventi di categoria 3 o superiore della scala Saffir-Simpson rispetto a quelli di categoria inferiore. Molta attività quindi, ma con scarso potenziale per un’evoluzione intensa e/o duratura.

Tornano all’outlook per quest’anno, con riferimento al Nord Atlantico, gli elementi che hanno indirizzato gli esperti della NOAA verso la previssione di attività intensa (ma non quanto l’anno scorso), sono stati essenzialmente tre:

  • La persistenza, dal 1995, di una fase di lungo periodo con stagioni ad elevato numero di eventi;
  • La fase di neutralità dell’indice ENSO, con possibilità che si manifesti un altro episodio di La Niña, che in genere favorisce numeri alti per i cicloni tropicali atlantici;
  • Una anomalia positiva delle temperature superficiali dell’area attorno ai Caraibi, che solitamente riduce il wind shear, favorendo così lo sviluppo delle depressioni e intensifica invece la “pompa” dell’Africa centrale, ossia il Monsone Africano, da cui partono le ondulazioni che viaggiano poi verso le Americhe e possono evolvere in depressioni.

In genere gli outlook della NOAA, pur generici, sanno essere anche abbastanza precisi, a testimonianza degli enormi passi avanti che sono stati fatti in questo campo. Per la cronaca, anche l’ECMWF (non riproducibile) è dell’idea che la stagione sarà più attiva della media, anche se con numeri un po’ più bassi e, soprattutto, con ACE ancora una volta abbstanza bassa.

Nel frattempo, prima ancora che iniziasse nominalmente la stagione c’è stata la prima depressione evoluta in Tempesta Tropicale, quindi non uragano, che si è però spenta rapidamente. Poi, sin qui, ma è normale, silenzio.

Staremo a vedere. Il sito web di riferimento, oltre quello della NOAA per l’outlook è questo: nhc.noaa.gov.

Enjoy.

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