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Di Stefano Fait – 23 Aprile 2019

Per anticipare il #futuro è fondamentale saper mappare il presente. Il presente si mappa quando si possiedono strumenti adeguati per farlo. Servono informazioni spesso riservate ma anche una grande familiarità con la letteratura scientifica e con il metodo scientifico. Il fenomeno #gretathunberg è particolarmente accentuato proprio in Italia, a detta della stessa protagonista di questa crociata ambientalista. Temo che una delle ragioni sia la scarsa dimestichezza degli italiani sia con inglese sia con la #letteraturascientifica climatologica. Mi sono preso la briga di Illustrare, dati empirici alla mano, le tante falle del messaggio catastrofista e apocalittico lanciato da #Greta in questi ultimi mesi, vale a dire da quando tutti i media internazionali e i potenti della terra hanno stabilito che doveva diventare una celebrità e un’ influencer planetaria. Il dato empirico è un qualcosa di più solido delle sollecitazioni emotive purtroppo particolarmente in voga di questi tempi e che certamente non aiutano ad effettuare un processo decisionale lucido e assennato.

Quando 126 su 126, 111 su 114 e 42 su 49 proiezioni basate su modelli matematici si dimostrano errate, non solo si finge che la cosa sia di importanza trascurabile, ma addirittura si appoggiano campagne di allarmismo catastrofista da fine dei tempi

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Un’unica specie estinta in questo secolo, due tra il 1970 e il 2012, 799 tra il 1500 e il 1970. Il tasso di estinzioni è in calo all’aumentare dell’anidride carbonica e delle temperature (la Piccola Era Glaciale è terminata nel 1850–1860)

Le estinzioni si verificano quando il clima volge bruscamente al freddo, non al caldo.

Nell’Ordoviciano (uno degli episodi di estinzione di massa) la glaciazione avvenne con concentrazioni di anidride carbonica dieci volte superiori a quelle attuali

6 casi di estinzioni di massa: neppure una volta si incolpano le variazioni di anidride carbonica

Le temperature sono salite di 0,44°C in 40 anni. Dal 2016 in poi sono in calo. In Groenlandia le temperature sono cresciute di 8–15°C nell’arco di alcuni decenni 25 volte durante l’ultimo glaciale (da 20.000 a 80.000 anni fa). Le concentrazioni di CO2 non si sono mosse, ma sono rimaste costanti a 190 ppm.

Le temperature salgono PRIMA che si verifichino variazioni nella concentrazione di anidride carbonica

La componente umana dello scioglimento dei ghiacci groenlandesi è troppo minuscola per essere identificabile e misurabile

L’aumento delle temperature oceaniche è statisticamente trascurabile: +0.02°C

A livello globale, i ghiacciai hanno contribuito 1,5–2 mm / anno ai livelli oceanici nel periodo 1920–1950. Per il periodo 2000–2016 il contributo si è ridotto a 0,75 e 1 mm / anno. Il periodo 1920-’50 registrava 310 ppm di CO2, mentre in questo secolo le concentrazioni di anidride carbonica hanno superato le 400 ppm.

La Groenlandia e l’Antartide, assieme, hanno fornito un contributo di 1,52 cm alla crescita del livello del mare durante il periodo 1958–2014. Considerato che contengono abbastanza acqua da innalzare i livelli del mare di 66 m (6600 cm), ciò significa che hanno perso circa lo 0,0002% della loro massa da quando si è cominciato a lanciare l’allarme sul riscaldamento globale. Apocalittico? Veramente?

Oggi c’è molto più ghiaccio artico rispetto a qualche migliaio di anni fa, quando l’Artico era 6 C più caldo e non c’erano ghiacciai nelle regioni oggi completamente ghiacciate. La concentrazione di CO2 nell’atmosfera era di 260–70 ppm. Adesso siamo a 407,4 ppm.

L’effetto di rinverdimento (greening) dovuto all’accresciuta concentrazione di anidride carbonica è del 60% superiore a quanto si era precedentemente stimato

Nei prossimi decenni ci si attende un ulteriore impulso alla riforestazione del pianeta (+ 32 / +37%) dovuto alla maggiore concentrazione di anidride carbonica

La CO2, oltre a permettere alla flora di crescere rigogliosa, garantendo la vita sul nostro pianeta, non compromette le nostre capacità cognitive fino a una concentrazione di 15000 ppm (al momento siamo a 408 ppm)

Fonte: Stefano Fait

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