6 dicembre 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Tim Ball, 50 anni di carriera accademica concentrata sulla Climatologia Storica, è straordinariamente qualificato per parlare di riscaldamento climatico di origine antropica, dimostrando che è un grande imbroglio.

E’ attorno a questo tema che ruota l’articolo di cui ci occuperemo nelle prossime righe, articolo che risale a Giungo di quest’anno, per pubblicizzare il suo libro di ultima pubblicazione.

Comincia, riprendendo la decisione – molto criticata dai media di tutto il mondo – del Presidente Trump di uscire dall’Accordo di Parigi sul Clima:

Il presidente Trump aveva ragione quando ha deciso di togliersi dall’Accordo di Parigi. Avrebbe potuto spiegare semplicemente che la scienza era predeterminata e deliberatamente orchestrata per demonizzare la CO2, seguendo un’agenda politica. Saggiamente, egli ha semplicemente spiegato che era un cattivo accordo per gli Stati Uniti, poichè garantiva un vantaggio economico ad altre nazioni, specialmente la Cina. La maggior parte degli Americani pensa che abbia sbagliato […]. Parlo grazie all’esperienza come insegnante di un corso accreditato di Scienza per 25 anni, rivolto ad una popolazione studentesca che rispecchia la società, con il 80% di studenti di Arti. I promotori di quello che è chiamato il Riscaldamento Globale Antropogenico (Antropogenic Global Warming, AGW) sapevano che la maggior parte delle persone non capisce la scienza e l’hanno rovinata.

In questo primo paragrafo c’è già tutto: parole forti, che arrivano dritte al punto… un punto che per noi di AS e per voi che ci seguite è ormai noto da tempo, con prove e denunce che arrivano da più parti.

Dopo aver ricordato i valori passati e presenti di CO2, il Dott. Ball ricostruisce come la tesi dell’AGW si sia originata:

Le piante hanno bisogno di più CO2 atmosferica, non di meno. Gli attuali livelli di 400 parti per milione (ppm) sono vicini ai livellli più bassi in 600 milioni di anni. Ciò contraddice quello che è stato detto al mondo dalle persone che hanno usato la tesi secondo la quale la produzione umana di CO2 aveva causato il risacaldamento globale. Essi non sanno che l’agenzia delle Nazioni Unite, la Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC – ndr), aveva stabilito di esaminare il riscaldamento globale causato dall’uomo, limitandosi a studiare soltanto le cause umane per definizione, basandosi sull’Artiolo 1 della Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC – ndr).

Se lasciamo parlare la Scienza:

E’ impossibile identificare una causa umana senza comprendere ed includere le cause naturali. Pochi sanno che la CO2 rappresenta solo il 4% dei gas serra totali. Essi presuppongono che un aumento di CO2 causi un aumento della temperatura. Non lo fa, in ogni registrazione la temperatura aumenta prima della CO2. L’unico luogo in cui un aumento di CO2 causa un aumento della temperatura è nei modelli computerazzati dell’IPCC. Ciò spiega parzialmente perchè ogni singola previsione sulla tempratura (le chiamano proiezioni) che l’IPCC ha fatto dal 1990 in avanti è sbagliata. Se la tua previsione è sbagliata, la tua scienza è sbagliata.

[…] Quando cominciai, fine anni Sessanta, c’era consenso attorno al raffreddamento globale. Ero contrario sia alla previsione che il raffreddamento avrebbe portato ad una mini Era Glaciale sia quando, più tardi, si diffuse la tesi dell’AGW. Sapevo dalla creazione e dallo studio di dati a lungo termine che il clima cambia in continuazione e che cambiamenti sono molto più ampi e più frequenti rispetto a quanto si conosce. Sapevo anche che cambiamenti nella CO2 non erano la causa.

Quando, invece, parla l’Agenda politica…:

Il Club di Roma (Club of Rome, COR, ndr), formato nel 1968, aveva deciso che il mondo era sovrappopolato e aveva allargato l’idea Malthusiana che la popolazione non avrebbe più avuto abbastanza cibo nè risorse, specialmente le nazioni sviluppate. Un membro del COR, Maurice Strong, disse ad Elaine Dewar nel suo libro “Cloack of Green” che il problema per il pianeta erano le nazioni industrializzate e che era un dovere di tutti chiudere bottega. Dewar chiese a Strong se egli aveva pianificato di raggiungere l’ufficio politico. Egli effettivamente disse che tu non puoi fare niente come politico, per cui stava andando alle Nazioni Unite poichè “Egli avrebbe raccolto denaro da chiunque a cui sarebbe piaciuto, avrebbe nominato chiunque avesse voltuo e controllato l’agenda”.

Dopo 5 giorni con lui alle Nazioni Unite, essa concluse che “Strong stava usande le Nazioni Unite come la piattaforma per vendere una crisi ambientale globale e l’Agenda della Governance Globale” [grassetto mio, ndr].

Egli creò la crisi secondo la quale l’effetto collaterale dell’industria stava provocando il riscaldamento globale. Anche Obama annunciò che il 97% degli scienziati era concorde. Se avesse controllato la fonte dell’informazione, avrebbe trovato che la ricerca era completamente inventata. E’ molto più probabile che il 97% degli scienziati nemmeno ha letto i report dell’IPCC. Coloro che l’hanno fatto, hanno espresso la loro perplesssità in termini molto smussati.

Se cercate nell’archivio di AS, trovate diversi articoli a supporto di queste affermazioni. Questo, in particolare, è quello che preferisco dove si smonta la tesi del consenso del 97% degli scienziati, ma ne trovate anche altri… potete sbizzarrirvi 😉

Il Dott. Ball conclude, riportando l’esperinza del meteorologo e fisico Tedesco Klaus-Eckart Puls, simile alla propria:

Dieci anni fa, ripetevo semplicemente a pappagallo ciò che l’IPCC diceva. Un giorno ho cominciato a verificare i fatti e i dati – all’inizio, ho cominciato ad avere dei dubbi, ma poi sono stato assalito da un senso di indignazione quando scoprii che la maggior parte di quanto l’IPCC e i media ci stavano dicendo era un completo non senso, nemmeno supportato da alcun fatto e misurazione scintifici. Oggigiorno, sento ancora la vergogna, come scienziato, per aver fatto una presentazione della loro scienza senza prima verificarla.

Egli scoprì ciò che avevo denunciato pubblicamente per anni. Il mio sfidare la versione governativa del riscaldamento globale diventava sempre più problematica. Non petavano dire che non ero qualificato. Gli attacchi includevano minacce di morte, informazioni false circa le mie qualifiche pubblicate su Internet e 3 cause legali da parte di membri dell’IPCC. La maggior parte delle persone non pensa che cose di questo tipo possano succedere in una società democratica. Provate a verificare l’idea, dicendo alle persone che non accettate l’idea del riscaldmaento globale causato dall’uomo. La reazione della maggior parte, che non sa nulla di scienza, sarà invariabilmente sprezzante, se va bene.

Effettivamente, credere che si possa arrivare alla minacce di morte perchè con dati scientifici si smonta una narrazione globale richiede coraggio: vuol dire essere disposti a mettere in dubbio il Sistema, il sistema di credenze e convinzioni su cui abbiamo basato la nostra vita quotidiana e che regola il nostro modo di ragionare.

E’ un coraggio necessario, che ci fa guardare alla realtà con occhi che sanno andare oltre a quanto ci viene proposto dalle narrazioni globali.

Sara Maria Maestroni

Attività Solare.

 

 

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