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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 18 Luglio 2020
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=53132

Ma guarda un po’, proprio nel mezzo di una normalissima estate mediterranea, con i temporali, siano essi da calore o dinamici perché qualche perturbazione ogni tanto entra sul Mare Nostrum, ecco che Nature cala carta definitiva.

Persistent warm Mediterranean surface waters during the Roman period

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Uno studio di dati di prossimità raccolti nell’area del Mediterraneo, da cui emerge un segnale chiaro di persistenza di temperature circa 2°C superiori alla media degli ultimi secoli durante il periodo (appunto caldo) romano. Al termine del periodo, pare che invece la temperatura abbia iniziato a scendere. Non contenti, gli autori associano anche la fase calda al fiorire dell’impero e quella successiva, più fredda, al suo declino. Sarà perché risultava più difficile produrre cibo e proteggersi? Sarà perché risultava più difficile scambiarsi derrate e cultura? Chi può dirlo, misteri del clima.

Nel frattempo, con 7 miliardi e passa di persone a cui dar da mangiare, con la produzione di materie prime alimentari che anche grazie al recente clima benevolo continua ad aumentare, qui si fa il tifo per il freddo, paventando disastri all’eventuale ritorno (perché di ritorno si tratta se queste temperature ci sono già state) di qualcosa che ha invece fatto solo bene.

Ma, naturalmente, tutto questo sin qui. Perché è previsto, anzi sceneggiato, che le cose non potranno che peggiorare.

L’articolo su Nature è di libera lettura.

Enjoy.

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