22 marzo 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Un grande buco coronale, (CH) nella corona magneticamente calda del sole porterà ad un aumento del vento solare nei prossimi giorni, dando inizio a moderate aurore polari penetrando il campo magnetico terrestre. Questa sarà però una breve pausa [in corso] alla consistente bassa attività solare che è iniziata in quest’ultimo anno, permettendo così ai raggi cosmici di penetrare quasi liberamente nell’atmosfera terrestre.

La NASA scrive: “Un grande buco coronale sta per arrivare fronte terra“.

“I buchi coronali sono zone – grandi zone – dove il campo magnetico del sole si apre e permette al vento solare di fuoriuscire”, scrive la NASA. “Un importante flusso di vento solare, proveniente da questo buco coronale ci si aspetta raggiunga il nostro pianeta il 23 Marzo. L’impatto del vento solare dovrebbe produrre attività magnetica attorno ai poli della Terra e potrebbe destare le prime aurore della primavera settentrionale. Fonte: NASA.

Nel magnetogramma HMI, il buco coronale oggi [19.03.17] appare come un’ampia macchia scura sul lato sinistro (lato est) del sole e nei prossimi giorni, dal momento che il sole ruota (rotazione di Bartel) sarà rivolto verso la Terra, come nell’immagine seguente:

Il magnetogramma HMI, dal 17 Marzo 2017, mostra un ampio buco scuro con una piccola attività magnetica sulla superficie del Sole (CH, Coronal Hole). Il sole ruotando, farà si che il buco coronale si troverà fronte terra e un forte vento solare formato da plasma elettricamente carico investirà il nostro pianeta. Fonte: sohowww.nascom.nasa.gov/sunspots/

Anche se non c’è stata alcuna attività dovuta alle macchie solari per due settimane, fatto che indica che raggi cosmici galattici (GCRs) hanno facilmente raggiunto l’atmosfera terrestre. Adesso, questi raggi cosmici galattici saranno deflessi via temporaneamente dalla terra, dal potente vento solare che ci si aspetta per poi tornare.

Il grafico SILSO del 17 Marzo 2017 qui sopra, mostra la conta giornaliera delle macchie solari degli ultimi 30 giorni. All’inizio di Marzo, c’è stato un crollo da 55 a zero macchie, il 4 Marzo e dal 6 al 17 Marzo. La media mensile (linea blu) è precipitata al di sotto delle 10 macchie solari giornaliere. Fonte: sidc.oma.be/silso/home

Se questo risulti un cosiddetto evento Forbush, dove si ha un forte calo nei raggi cosmici ad alta energia, come in una sorta di eruzione solare ed emissione di massa coronale (CME) rimane tutto da vedere. L’impatto può essere monitorato quotidianamente, utilizzando l’OULU dell’Università della Finlandia, che misura i raggi cosmici galattici (GRC) costantemente .

Stante l’inusuale basso numero di macchie solari dall’inizio del 2016, l’intensità dei GRC è aumentata significativamente:

Il grafico OULU sopra, mostra la forza giornaliera dei raggi cosmici galattici (GCR) come percentuale del valore medio da Gennaio 2015 al 17 Marzo 2017, in alto a destra. A causa dell’attività delle macchie solari sempre più debole i raggi cosmici galattici sono significativamente aumentati fin dal 2015. La pausa temporanea nel Giugno 2015 fu causata da un cosiddetto evento Forbush, dove venti solari molto forti fecero scudo alla terra contro i raggi cosmici. Fonte: cosmicrays.oulu.fi/

La protezione a scudo della Terra contro i raggi cosmici in grado di originare le nuvole durante i venti solari, che arrivano dal buco coronale, sarà solo temporaneo. Ricordiamoci che il CERN ha affermato che i raggi cosmici aumentano la formazione delle nuvole di 100 volte.

Il minimo solare dal 2019/2020 porterà raggi cosmici aggiuntivi, aurore rosa e molto altro.

26 Dicembre 2016: il giorno di Natale del 2016 è avvenuto un fantastico spettacolo di aurore al Circolo Polare Artico. Una gran parte di questi erano di colore rosa. James Helericks ha mandato questa foto dal delta del fiume Colville, nell’Alaska del Nord. Fonte: pink auroras

Continueremo a monitorare a lungo il sole continuerà la sua latitanza di macchie, escludendo i buchi coronali, come è successo nel Febbraio 2017: Eastern Limb of Sun Feb 18th and 19th 2017 – YouTube.

Qui l’articolo originale.

 

Sara Maria Maestroni.

Attività Solare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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