5 settembre 2017 - 14:00 pm Pubblicato da

I RISULTATI SU ASTRONOMY & ASTROPHYSICS

I getti di plasma attorno ai resto di supernova della Vela sono molto frammentati, al punto da apparire come ”shrapnel”, le pallottole cave che all’esplosione vanno in mille pezzi. Un team internazionale del quale fanno parte tre ricercatori dell’Inaf di Palermo ne ha osservato uno con il telescopio spaziale Xmm-Newton, scoprendo un’insolita abbondanza di silicio

Il resto di supernova della Vela osservato nella banda energetica 0.44-2.04 keV. I circoletti segnati dalle lettere A e G, collegati dalla linea tratteggiata che incontra al centro la pulsar della Vela, corrispondono ai due “proiettili” analizzati nel lavoro di F. García et al.

Stelle molto massive terminano il loro ciclo vitale con spettacolari supernove. Per comprendere la violenza di simili eventi, basti pensare che durante l’esplosione di una supernova viene rilasciata in pochi secondi un’energia paragonabile a quella che il nostro Sole irradia in tutta la sua esistenza, lunga più di 10 miliardi di anni. E che gli strati esterni della stella che esplode (la “progenitrice”) vengono espulsi a velocità maggiori di 1000 km al secondo.

Cosa rimane di un’esplosione di supernove? Un oggetto compatto formato dal nucleo della progenitrice, con attorno una nebulosa costituita dal gas espulso durante l’esplosione, chiamato “resto di supernova”. Lo studio delle proprietà dei resti di supernove è fondamentale per riuscire a comprendere le supernove stesse e la natura delle loro stelle progenitrici.

Nell’articolo “Indications of a Si-rich bilateral jet of ejecta in the Vela SNR observed with XMM-Newton” – pubblicato questo mese su Astronomy & Astrophysics a firma di Federico García, dell’Istituto di radioastronomia argentino, e con la partecipazione di tre ricercatori dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Palermo, Marco MiceliFabrizio Bocchino e Salvatore Orlando – è presentata una dettagliata analisi della composizione chimica di uno dei “proiettili di plasma” espulsi dalla supernova che ha formato il resto di supernova della Vela. La morfologia e sovrabbondanza di silicio di questo proiettile rispetto al resto della nube, simile a quelle osservate in un altro proiettile in posizione speculare rispetto al centro, è interpretata come una prova del fatto che esso sia composto da plasma espulso da regioni molto interne della progenitrice sotto forma di due jet lanciati in direzione opposta rispetto al centro di espansione. Simili strutture sono state osservate in pochi altri resti di supernove, e sono fondamentali per comprenderne l’esplosione.

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