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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 21 Novembre 2019
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=51890

[…] La minaccia del cambiamento climatico antropogenico è stata grandemente esagerata. Il riscaldamento globale e il cambiamento climatico ad esso associato esiste – ma il ruolo dell’uomo in questo cambiamento è interamente discutibile. Un aspetto poco noto della scienza climatica moderna è che il riscaldamento del sistema oceano-atmosfera negli utlimi 100 anni, quand’anche interamente generato dagli uomini, ha progredito ad un passo che riduce la minaccia di ulteriore riscaldamento del 50% rispetto alle proiezioni dei modelli climatici. Nella misura in cui il riscaldamento sia in parte naturale (una possibilità che riconosce anche l’IPCC), la minaccia per il futuro si riduce ulteriormente.

Con queste parole di Roy Spencer, si apre la presentazione del suo libro “Scetticismo sul riscaldamento globale per gente indaffarata”, che vi segnalo non fosse altro per la fantastica copertina qui accanto :-).

Per chi non lo sapesse – in effetti lo sanno solo gli accaniti del dibattito sul clima – sono passati ormai dieci anni dal Climategate (ben altre nefandezze sono accadute di lì in avanti per carità…) e lo stesso giornalista che lanciò lo scoop ha celebrato l’anniversario con parecchio sconforto. Da allora, infatti, la situazione è probabilmente peggiorata, nel senso che se nelle migliaia di mail esposte non si ravvisò alcuna cattiva condotta scientifica, emersero invece – queste sì – abbondanti dosi di bullismo, attivismo, pensiero di gruppo, bias, insomma, tutte cose che oggi ci sembrano acqua fresca, visto che il climate change non si studia più, lo si prega direttamente.

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E così, anche Roy Spencer, in questo bizzarro anniversario, ha voluto dire la sua al riguardo, mettendo l’accento proprio sul fatto che, come per ogni genere di culto, quali siano le evidenze, le prove, i numeri a carico di ogni lato del dibattito, non c’è mai verso di smuovere un catastrofista credente o uno scettico impenitente dalle proprie convinzioni. Un post da leggere (Climate Extremism in the Age of Disinformation), specialmente nella parte in cui discute il ruolo dell’autostrada della disinformazione, che scorre in entrambe le direzioni ma, soprattutto, contribuisce a far sì che alle nuove generazioni non si insegni più a pensare, ma a cosa pensare. Ogni riferimento ai recenti propositi di inserimento del climate change nelle materie di studio scolastiche è puramente desiderato…

Vi consiglio quindi di andare a leggerlo, ma con una speranza. Nel suo post Spencer riprende a sua volta le parole di altri protagonisti della scena, entrambi piuttosto rassegnati circa la possibilità che si torni ad affrontare questi temi con la ragione piuttosto che con il culto, e si unisce alla rassegnazione.

Io no. Noi no. Il villaggio di Asterix non molla, anche se poi l’impero lo avevano i Romani. Qui troverete sempre la vostra pillola, sceglietene il colore.

Enjoy

 

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