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Del Colonnello Paolo Ernani meteorologo e climatologo – 4 Maggio 2022

Quello che stiamo per riprendere, ridiscutere e approfondire, e che tempo fa abbiamo reso noto pure su FACEBOOK, è uno stralcio del libro “Effetto Serra e Macchie Solari” pubblicato da Sovera Editore (ora Armando Editore) nel 2006 (è possibile trovarlo nella biblioteca della Terza Università di Roma). Ci ritorniamo perché questa parte del libro contiene, a nostro parere, una dimostrazione scientifica (che forse non è stata capita o ai più è sfuggita) secondo la quale risulterebbe ineccepibile che tra l’attività della nostra stella e il nostro pianeta esiste un legame indissolubile. Dalle figure sottostanti si vede benissimo come le 2 variabili vanno a braccetto, nel senso che dove va l’una, l’altra la segue. Insomma per essere chiari esiste una forte correlazione tra di loro.

Ad essere precisi è la nostra stella che comanda l’altra variabile, quale strada deve percorrere. Quello che ci stupisce, e l’abbiamo evidenziato anche prima, e che non ci sia stato nessuno (Istituto scientifico, università, singoli ricercatori) che abbia, che so, preso in esame quanto certificato per verificarne la sua veridicità oppure contestarla, criticarla. L’unica cosa, che noi stessi contestiamo e che la seconda variabile presa in esame, ha un limite: non è a scala globale e cioè, il campo del geo-potenziale in quota a 5,5km (è come se a quella quota portassimo dei barometri e misurassimo la pressione a quest’altezza) altezza circa, è circoscritta ad una vasta area dell’Europa, parte delle coste orientali degli U.S.A, parte dell’africa settentrionale e dell’est europeo (tutto ciò scaturisce dalla media della pressione in quota a 500mb. di 24 stazioni meteorologiche, di cui di ognuna si è calcolato il valore di ogni singolo anno per il periodo 1951/1980. Insomma il 1951 è la sintesi di 24 stazioni (somma e media), e così via gli anni successivi.

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Entrambi i grafici seguono, e si vede ad occhio, lo stesso cammino. Basta stamparli e sovrapporli. Si nota uno sfasamento di 2 anni, ma questo, secondo noi, trova giustificazione dal fatto che tutta l’energia diffusa dal Sole sulla Terra, ha una inerzia per cui i suoi effetti si palesano con 2 anni di ritardo. Chiaro! (ci riferiamo all’IPCC, alla svedese e a chi la segue senza porsi delle domande). Ora, ritorniamo sui grafici. Oltre ad essere analoghi, hanno uno stesso trend, in discesa. A un buon climatologo o meteorologo, questo dovrebbe suggerire un qualcosa. Il trend solare in discesa, anche quello del geo-potenziale in discesa. Dunque? Il 30ennio 1951-1980 è risultato un ciclo climatico (almeno per l’Italia) freddo. Le temperature sulla nostra penisola dal 51 e sino quasi verso la fine del periodo hanno seguìto un trend negativo. E non poteva essere diversamente. Perché? La risposta è semplice. In meteorologia, per subsidenza s’intende l’azione pressante che un anticiclone o area di alta pressione esercita, con il loro movimento dall’alto verso i bassi strati, sino al suolo. Ciò determina un sensibile aumento delle temperature (come quando si gonfia una ruota di una bicicletta, ad un certo punto il tubo scotta per la pressione esercitata). Là dove invece impera la bassa pressione l’aria è decompressa, sale e si raffredda. Tutto ciò per dire che la variabile geo-potenziale (comandata a sua volta dalla variabile solare) delinea l’andamento delle temperature al suolo e il cerchio così si chiude.

L’unico rammarico del nostro lavoro è che non siamo stati in grado di elaborare a scala mondiale la variabile geo-potenziale. Ci piacerebbe che strutture molto più attrezzate, nel reperire dati di questo tipo, siano invogliate ad approfondire questo nostro lavoro per verificarne la validità oppure smentirci. Se troverà conferma (e sarà così) si dovrà sempre dire che: è il Sole a calibrare i cicli termici della Terra, compresi naturalmente gli effetti generati dalle fluttuazioni interplanetarie, ma questa affermazione, è un discorso più complesso che riguarda le Grandi Glaciazioni.

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