13 novembre 2017 - 7:00 am Pubblicato da
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In questo articolo facciamo il punto sulla situazione riguardante la Peg in arrivo, analizzando le cause che nei prossimi anni ci traghetteranno in uno scenario climatico totalmente diverso a quello avutosi nell’ultimo secolo.

High Risk 6.5 to 8.0 or greater Magnitude
Electromagnetic Earthquake Tectonic Pulse
From 1 st January 2019 , California will be a cycle for increased earthquake activity as induced by a very specific Earth-Moon-Sun gravitational cycle. GWO predicts:
.80% risk it will be a strong to major (6.0 to 8.0 magnitude) earthquake
.80% risk it will be Major to severe 6.5 to 8.0 magnitude
.40% risk it will be severe 8.0 or greater magnitude

Apriamo l’approfondimento con le tendenze previsionali sismiche del Global Wheather Oscillations, riguardo il picco gravitazionale Luni-Solare congiunto che si avrà dal 2019 al 2024 (fase di massima 2020-2022). I cicli di massima attrazione gravitazionale luni-solare sulla Terra hanno l’effetto di destabilizzare pesantemente il nucleo terrestre, rendendo così il magma molto più fluido ed instabile (aumento netto sia in frequenza che intensità di terremoti ed eruzioni vulcaniche). Conseguenze che si ripercuotono sul campo magnetico indebolendolo, ed in misura minore ma non indifferente, anche sul tempo atmosferico, favorendo azioni meridiane del jet stream. Dalla previsione fatta sopra per la California, si è stimato un rischio del 40% di avere un terremoto di magnitudo pari o superiore al grado 8 a partire dal 1 ° gennaio 2019. Un pericolo elevato, essendo l’area ricca di raffinerie ed impianti industriali importanti, nonché densamente popolata. Sottolineo come la previsione in questione si rifà solo al picco gravitazionale luni-solare; se si somma la bassissima attività solare prevista per il 2020-2022, gli effetti tellurici saranno maggiori.

Quello per la California è stato reso pubblico, per consultare il rischio sismico nel resto del Mondo bisogna pagare 10 dollari, per chi fosse interessato.

Nel periodo 2020-2025 l’orbita lunare raggiungerà una ellitticità massima. Questo determinerà picchi tides elevatissimi durante le fasi di Luna nuova e Luna piena, i quali favoriranno intense onde di Rossby (aumento fenomeni estremi e ondate di freddo), nonché maggior stress sulle placche litosferiche, con conseguente incremento dell’attività sismica.

Riparliamo ora della Corrente del Golfo. Dopo decenni di indebolimento nella portata d’acqua e nella velocità, dal 2012 ha iniziato a restringere il suo raggio d’azione.

Nel suo percorso normale, come possiamo vedere dall’immagine sopra, partiva dal Golfo del Messico, e, al largo delle coste orientali della Florida si univa alla corrente calda dei Caraibi. Risaliva la East Coast e arrivata al largo del Labrador, si divideva in due rami. Uno andava ad incunearsi nella Baia di Baffin, quello principale attraversava l’Oceano Atlantico e arrivato alle soglie delle Isole Britanniche si diramava ancora; la parte maggiore proseguiva verso nord-est, lambendo le coste irlandesi e scozzesi, rilasciando una bella quantità costante di calore, passava al largo delle coste norvegesi, mitigandole, poi, arrivata al Mare di Barents, di diramava in due: una ramificazione proseguiva fin verso il Mar di Kara, l’altra andava a costeggiare le coste islandesi e groenlandesi, e arrivata nella zona centrale del Nord-Atlantico, si inabissava, per poi riemerge nei pressi delle coste africane. Il ramo minore diramatosi prima della Gran Bretagna, andava a lambire le coste del Portogallo, proseguendo giù verso l’Africa.

Com’è cambiata in questi anni: dal 2013 non raggiunge più il mare di Barents, mar di Kara e coste groenlandesi. Nel 2015 arrivava a mala pena a lambire le coste meridionali irlandesi, con spifferi intermittenti; di lì in poi non è più riuscita ad incunearsi nella Baia di Baffin. Nel 2016 è saltato anche il ramo che andava a lambire le coste portoghesi e non riesce più a oltrepassare la zona centrale dell’Atlantico. La corrente calda dei Caraibi, che andava ad unirsi al flusso principale tra la Florida e le Bahamas, ora appare molto sbiadita, quasi non c’è più. Detto questo, vorrei ricordare quando alla fine XII secolo ci fu un sensibile indebolimento della circolazione termoalina, simile a questo: all’epoca BASTARONO SETTE ANNI PER STRAVOLGERE IL CLIMA EUROPEO, (TRA IL 1197 ED IL 1203) CON IMPROVVISA AVANZATA DEI GHIACCI POLARI; L’ISLANDA NELL’ULTIMO ANNO (1203) RIMASE CIRCONDATA DAI GHIACCI DURANTE TUTTO IL TRIMESTRE ESTIVO. ANCORA PRESENZA DI BLOCCHI DI GHIACCIO NEL MARE DEL NORD IN AGOSTO.

Ultimo punto, l’attività solare. Nei prossimi anni verrà raggiunto un minimo considerevole di radiazione solare; nel decennio 2020-2030 possiamo ben aspettarci un’attività solare bassissima, con lunghi periodi segnati da una totale assenza di macchie sulla superficie solare. Il minimo dell’attuale ciclo solare è atteso tra il 2019 ed il 2021. In tal contesto vi sarà in tali anni un’escalation dell’attività sismica e vulcanica. La bassa radiazione solare determinerà poi una circolazione atmosferica prettamente anti-zonale, con pattern meteorologici ad evoluzione molto lenta (sviluppo di anomale masse d’aria fredda, aumento delle alluvioni a causa di perturbazioni estremamente lente e persistenti, gravi siccità, incremento delle grandinate dovuto all’elevato gradiente termico fra alte e basse latitudini). L’ingente entrata di raggi cosmici in atmosfera produrrà una maggiore formazione di nubi ed un aumento delle precipitazioni.

In conclusione, abbiamo per i prossimi anni una tendenza climatica quasi scontata, dovuta a più fattori che si andranno a sovrapporre insieme (picco gravitazionale luni-solare, massima ellitticità dell’orbita lunare, forte indebolimento circolazione termoalina e bassissima attività solare). Volendo cercare di dare un’ inquadratura temporale, nel 2018 (da questo inverno) possiamo attenderci il primo step di raffreddamento. Il secondo, più intenso, dovrebbe esserci dal 2020, quando saremo in presenza di un’attività vulcanica molto elevata e l’acqua fredda seguente le ingenti nevicate del 2018-2019 si sarà riversata nel Nord Atlantico, rischiando di produrre un rapido e grave raffreddamento dell’area, vista l’insufficiente azione riequilibrante della Corrente del Golfo.

Sopra il porto di New York ghiacciato nel febbraio 2014; situazioni del genere diverranno molto frequenti e durature nei prossimi anni.

Quel che accadrà dopo non si sa di sicuro; bisognerà vedere se e come partirà il ciclo solare successivo e quale sarà l’entità delle eruzioni vulcaniche dei prossimi anni.

Vi saluto cercando di fare una rapida comparazione (lasciandola all’implicito) tra il minimo di Maunder e quello in arrivo. Dovete sapere che la Corrente del Golfo fu scoperta intorno alla metà del ‘700 davanti alle coste norvegesi; tale era che bastava mettere una mano nell’acqua per sentire un flusso di acqua tiepida costante. Ad oggi sarebbe una missione impossibile riuscire ad individuarla davanti alle coste norvegesi…

A presto
Alessio

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