17 Novembre 2018 - 7:00 am Pubblicato da
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Arrivati a metà novembre, e quindi alle soglie dell’inverno, stimiamo una prima tendenza sulla stagione fredda entrante. Partiamo dagli indici fondamentali:

-corrente del Golfo ai minimi , probabilmente a fine ciclo(durata media 10000anni); temperature SST nord Atlantico decisamente inferiori alla media.

 

L’immagine sopra evidenzia come temperature del Nord Atlantico siano crollate negli ultimi sei anni, tornando a valori simili di metà ‘800 e fine anni ’70.

 

  • – entrata in un minimo solare molto profondo e prolungato. Ora siamo a  200 giorni spotless. 2018 si chiuderà con circa con 230 gg senza macchie. Situazione di minimo che genera frequenti formazioni di HP tra Groenlandia, Islanda e un Anticiclone Aleutinico molto persistente.
  • Qbo tra il neutro ed il positivo;
  • El Nino Modoki molto debole. Favorisce, e non poco, la creazione di blocchi anticiclonici tra Groenlandia, Islanda e Nord Atlantico.

A ciò, aggiungiamo le tendenze dei principali modelli, tra cui Jamstec, Gfs, Ncep, i quali propendono per frequenti e persistenti blocchi altopressori tra Groenlandia, Islanda e Polo Nord; e tra Alaska e Siberia Orientale( alta pressione Aleutine). Anomalie inferiori alla media di temperatura e geopotenziale sono attese sui settori centro-settentrionali di Stati Uniti e Canada, ed in modo ancora più marcato sull’Europa, specie settore centrale.

 

Geopotenziali previsti per febbraio e marzo.

 

 

Sostanzialmente in media il settore russo siberiano. Il tutto deporrebbe per azioni marcate e frequenti della corrente a getto polare in Europa. Meno probabili retrogressioni fredde dal comparto siberiano.
tendenza da un punto di vista astronomico(effetti gravitazionali lunari):
Da adesso e per buona parte di dicembre saremo in fase di apogeo lunare, tendiamo quindi ad escludere  importanti ondulazioni del jet stream nel primo mese invernale. Situazione che cambia dal 22 dicembre, con luna piena in prossimità di  perigeo medio il 24. Successivamente eclissi parz. sole il 6 gennaio. L’azione della luna piena seguita dall’eclissi del 6 dovrebbe determinare una prima irruzione fredda di vivace entità intorno la metà di gennaio, seppur breve. 21 gennaio 2019 eclissi totale di Luna in coincidenza del perigeo minimo.  Anni con situazioni simili( luna nuova o piena al perigeo minimo nel cuore dell’inverno):2005, luna nuova il 10, Split del vortice polare il 16. Gelo in Europa dal 20 gennaio al 10 marzo.2018, eclissi lunare vicina al perigeo tra 31 gen e 1 feb, Split del vortice polare il 10, gran gelo in Europa dal 20 in poi. Anche marzo molto freddo.1956 luna nuova al perigeo minimo il 26 gennaio, Burian dal 2 febbraio su gran parte d’Europa. Febbraio eccezionalmente nevoso .1708/09 luna nuova al perigeo minimo il 28 dicembre, epocale irruzione gelida dal 6 gen.
Nel 2019, anche il 19 febbraio avremo una luna piena in perfetta corrispondenza del perigeo minimo. Di nuovo una luna piena molto vicina ad un perigeo importante il 19 marzo.
Conclusioni e tendenze
Visti i dati in possesso e le emissioni dei principali modelli, la previsione più probabile è la seguente:

  • Dicembre mite e altopressorio, grazie al rinforzo del vortice polare. Non mancheranno comunque occasionali sbuffi freddi da est.
  • Gennaio che esordisce in compagnia di pressione alta e livellata. Possibile qualche ingerenza oceanica nella prima decade. Intorno al 15 retrogressione gelida da nord est , neve a bassa quota sulle aree adriatiche. Clima ventoso e gelido . Segue rapido miglioramento e temperature in aumento dal 20. Ultima decade secca e nella media termica. Attenzione : fine del mese probabile rottura del vortice polare, con lobo direttamente sull’Europa( situazione simili 2005,dicembre 2009,1985)non aria siberiana, ma gelida polare quindi.

Situazione geopotenziali 5 gen ’85: lobo vortice polare direttamene piomba in ‘Europa. Alta pressione tra Groenlandia e Islanda.

 

Sopra, irruzione polare del dicembre 2005. Probabile che tale configurazione(cosi come quelle del gen ’85 e dic 2009)si presenti a più riprese nel corso di questo inverno.

 

Probabile lunga fase gelida e molto nevosa per l’Europa dai primi di febbraio(dal 3-4 in poi). Nuovo importante disturbo  al vortice polare a fine febbraio. Ne consegue un marzo ancora molto freddo e nevoso. Ancora un disturbo incisivo al jet stream per fine marzo. 
Riassumendo, inverno che partirebbe col freno a mano tirato(dicembre e prima metà gennaio); ma da fine gennaio/ inizio febbraio rischio concreto lunga fase gelida e nevosa. Mesi di febbraio e marzo potenzialmente molto inclementi per l’Europa.
Questa, in sostanza, la proiezione che ha maggior chances di realizzarsi nel prossimo inverno.

 

Alessio

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