28 gennaio 2018 - 7:00 am Pubblicato da

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 27 Gennaio 2018
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=47284

Questa è una lettura da week-end, almeno così è arrivata nella mia casella di posta elettronica. In realtà penso sia qualcosa di più, ma visto che siamo nel week-end perché non approfittarne?

Su Nature Communications: Pronounced centennial-scale Atlantic Ocean climate variability correlated with Western Hemisphere hydroclimate

Su Eurekalert: Research finds link between rainfall and ocean circulation in past and present

La nuova scoperta. E’ più che altro una conferma dell’ovvio, cosa che pure non le toglie interesse. Le variazioni di intensità del trasporto di calore dalle basse alle alte latitudini che avviene attraverso le correnti oceaniche atlantiche sono correlate con le precipitazioni dell’emisfero occidentale. E lo sono da sempre, la scoperta è questa, almeno questi sono i risultati di questa ricerca.

Poi ci sono dentro alcune vecchie conoscenze. La Corrente del Golfo, il nastro trasportatore di calore che viaggia in superficie sull’Oceano Atlantico dai Caraibi al Mare del Nord. La Loop Current, che è il serbatotoio di calore della Corrente del Golfo e agisce nel Golfo del Messico generando calore e salinità per il nastro trasportatore. C’è la LIA, meglio nota come Little Ice Age o Piccola Età Glaciale, il periodo più freddo del clima recente (memo: il clima si misura nei secoli, piaccia o no a chi lo vorrebbe far cambiare da un giorno all’altro).

E c’è l’ennesima consegna all’oblio del ruolo dell’attività solare nel determinare la LIA, dal momento che in questo studio si limita l’attribuzione della Piccola Età Glaciale alla sola attività vulcanica.

Stranamente però manca qualsiasi riferimento alle note oscillazioni multidecadali delle temperature oceaniche, in Atlantico note come AMO – Atlantic Multidecadal Oscillation, il cui ruolo nei destini climatici dell’emisfero occidentale è significativo e inoppugnabile.

Lo studio si avvale dell’analisi di sedimenti marini, di osservazioni recenti e di strumenti modellistici. I primi per fornire informazioni di lungo periodo sulle dinamiche delle precipitazioni e delle correnti marine, le seconde per tarare le serie storiche e i terzi per “vedere” come avrebbe potuto essere la Corrente del Golfo durante la LIA.

Insomma, è una lettura interessante, se tiene però presente che non dice tutto. Essendo open surce, penso comunque che valga la pena approfondire.

Buon week-end.

Roberto

Attività Solare

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