23 febbraio 2017 - 19:00 pm Pubblicato da

Di Paul Homewood

19 Febbraio 2017

 

 

L’Artico, secondo molti sta vivendo un’ondata di caldo senza precedenti dall’inizio di questo inverno, con conseguente massiccia fusione del ghiaccio.

Ma da questa immagine qui sotto vediamo come si presenta realmente il ghiaccio artico nella situazione aggiornata al 18 febbraio 2017:

 

http://nsidc.org/data/seaice_index/

Sempre secondo NSIDC, l’estensione del ghiaccio ha già superato l’anno scorso in questa data, ed è a soli 111,000 km quadrati per raggiungere il 2005.

http://nsidc.org/data/seaice_index/archives.html

Come vi abbiamo già riferito in altre occasioni vi mostriamo la crescita della calotta glaciale della Groenlandia che ha stabilito valori da vero record:

http://www.dmi.dk/en/groenland/maalinger/greenland-ice-sheet-surface-mass-budget/

E in ultimo aggiungiamo la misura della copertura del manto nevoso del Nord Emisfero tra le più alte mai registrate nel mese di gennaio:

http://climate.rutgers.edu/snowcover/chart_anom.php?ui_set=1&ui_region=nhland&ui_month=1

Non oso pensare a ciò che diventerà l’Artico quando invece di una stagione calda se ne presenterà una fredda. 😉

Fonte: notalotofpeopleknowthat

Attività Solare

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  • Mintore

    Prendere ad arte grafici e saltarne altri scomodi. Dirige Attivitàsolare.com.
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    • Vedi… dici a noi che ignoriamo dei grafici… mentre tu ignori completamente tutto il contesto, il clima, i relativi cicli ed il perché di determinate condizioni… Evidentemente qualcosa ti appaga maggiormente se credi alle stupidaggini dell’AGW.

      L’Artico segue dei cicli condizionati dall’indice AMO, in primis, e dall’indice PDO. Entrambi questi indici hanno una ciclicità complessiva di 60-70 anni, pertanto per circa 30 anni l’andamento dei ghiacci artici presenta anomalie negative, per altri 30 anni circa quelle positive. Oltre a tali “cause”, però, ci sono quelle legate alla geologia… e nello specifico alle eruzioni vulcaniche e idrotermali sottomarine presenti in molte zone dell’artico europeo e siberiano.

      Ignorare questi fattori per far credere al mondo che tutto è condizionato dalle emissioni antropiche, è non solo disgustoso, ma anche segno di un comportamento illecito. Mentire sapendo di mentire… e farlo per compiacere a qualcuno (o a se stessi).

      Non so cosa possa essere peggiore…

      Intanto… sono anni che “ripetete” che l’artico non ci sarà più… mentre invece l’artico è sempre lì…

      Quindi continuate a sparare stronzate… forti della vostra presunta superiorità dettata dalla moda del momento. Ma il tempo, solo lui, decreterà il vincitore!

      • Mintore

        Ma quali stronzate? Cioè d’accordo, da ambo le parti se ne sono sentite di ogni colore, trovi i giornali catastrofisti del “addio all’Artico nel 2020” e quelli che danno la colpa del riscaldamento globale alle termiti (entrambi analogamente irritanti), ma basta consultare un qualsiasi modello climatico per accorgersi che gli indici AMO e PDO sono inclusi (cioè sono elaborati da dei climatologi, mica dai primi deficienti). Diversi paper, anche recenti, pur nel ribadire la forzante antropica come prima causa dei cambiamenti in atto, affermano che l’indice AMO giochi un ruolo non indifferente nell’aumento delle temperature globali (lo ammetto, anche più ampio di quanto pensassi), ma come resti una causa secondaria del riscaldamento in atto. Riguardo l’Artico è indubbio il fatto che è dal 1900 che il trend della superificie ghiacciata sia palesemente decrescente, ed è sempre il sito nsidc.org a illustrarlo, lo stesso che spiega chiaramente l’inconsistenza della questione dei vulcani sottomarini, ben lontana dallo spiegare il trend negativo. E’ tutto nero su bianco, per questo ironizzavo sul vostro prendere solo alcune informazioni.

        Qui non si tratta di arrivare tra 20 anni a dire “Avevo ragione io, tu sei un idiota”, qui si tratta di credere a dei dati scientifici, con tutte le incertezze che le proiezioni climatiche future mostrano in quanto tali e farlo non vuol dire essere soldatini dell’AGW. Gli estremismi sono sempre sbagliati, ma pensare che la nostra impronta su questo pianeta sia nulla è semplicemente ridicolo.