29 gennaio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Autore: Massimo Lupicino
Data di pubblicazione: 27 Gennaio 2017
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43482

 

Cari figli miei,

Ho impiegato del tempo, è stato un processo graduale, un percorso a ritroso che, musicalmente parlando, mi ha portato a farvi ascoltare da neonati John Mellencamp o i Creedence Clearwater Revival salvo accorgermi, infine, che c’era ancora di meglio: la musica scritta appositamente per voi. E quindi, con qualche anno di ritardo, eccoci qui ad ascoltare Caspar Babypants e le sue bellissime rivisitazioni musicali.

C’è una canzone che ci piace particolarmente, e mi ha fornito il pretesto per questo articolo. Si chiama Mr. Cloud, ed è bellissima. Bellissimo il video, e bellissime le parole che spero di aver trascritto correttamente, giacché baby dorme sul letto accanto a me e ho paura di svegliarlo riascoltando la canzone a volume troppo alto…

 

You are a million billion
Droplets of water
You disappear when
The sun gets hotter

I saw you in the valley as fog
You look so fluffy and white
You live in the sky and I’m
Talking to you Mr. Cloud

I’m talking to you Mr. Cloud
I’m talking to you Mr. Cloud
I’m talking to you

A rainy rainstorm
Fell out of your bottom
And into rivers
Running rapid in autumn

You come from the ocean
And you’ll be back again
You look so different when
You live in the sky and I’m
Talking to you Mr. Cloud

I’m talking to you Mr. Cloud
I’m talking to you Mr. Cloud
I’m talking to you

You look like elephants
And you look like a donkey
And if I squint at you
I see a big weird monkey

You change a lot
You are never the same
You live in the sky and I’m
Talking to you Mr. Cloud

I’m talking to you Mr. Cloud
I’m talking to you Mr. Cloud

Penso onestamente che questa canzone piaccia più a me che a voi, e per tanti motivi che potrete apprezzare solo quando sarete più grandi, quando il bambino che è in voi riaffiorerà improvvisamente, quale che sia il motivo, a ricordarvi che c’è un modo diverso di guardare alla realtà che vi circonderà quando sarete adulti, ed è proprio il modo in cui la guardate voi adesso: con i vostri bellissimi occhi di bambini.

Perché è bellissimo, per me, guardare al cielo e vedere quello che vedete voi: le nuvole che cambiano di forma, dimensione e colore. È bellissimo spiegarvi cosa sono quei batuffoli di cotone che crescono, si gonfiano, si anneriscono e fanno scoppiare un temporale, magari mentre lasciamo la spiaggia frettolosamente per goderci i fulmini e la pioggia al sicuro dietro le finestre di casa.

Vi accorgerete, crescendo, che anche le cose più semplici e più belle possono essere presentate da qualcuno come difficili e minacciose. Comprensibili solo per gli “esperti” ché la gente comune come noi non sa niente e quindi deve solo stare zitta, e far parlare e ascoltare gli esperti. E fare quello che dicono loro.

Alcuni di questi esperti passano il loro tempo, tristi e arrabbiati, prevedendo catastrofi, annunciando pericoli imminenti, informandoci che se non faremo quello che ci dicono, allora moriremo tutti. E nel farlo sventolano le loro carte piene di calcoli difficilissimi ma secondo loro infallibili, ché loro sono gli esperti, mentre noi non sappiamo e non siamo niente.

Dovete sapere, bambini, che fin da quando papà era piccolo come voi, certi esperti raccontavano che non saremmo più andati a sciare sulle montagne perché avrebbe fatto troppo caldo. E invece ogni anno andiamo sulle stesse montagne, e troviamo sempre la neve, e quando non troviamo quella naturale c’è sempre quella sparata dai cannoni, che il freddo in montagna non manca mai, oggi come tanti anni fa.

Dicevano, gli esperti, che le spiagge sarebbero state sommerse dal mare e le città sarebbero state allagate, e non avremmo fatto più il bagno dove si faceva tanti anni fa. E invece il papà vi porta al mare nello stesso posto in cui ci andava lui, tanti anni fa. E il mare è ancora lì, dove papà lo aveva lasciato, quando era piccolo come voi.

Dicevano, gli esperti, che a casa dei nonni ci sarebbe stato il deserto, perché Mr. Cloud sarebbe andato via, e non sarebbe piovuto più, perché il sole sarebbe stato troppo caldo. E invece qualche giorno fa abbiamo visto la neve al mare a casa dei nonni, sulle spiagge dove questa estate abbiamo fatto il bagno. E papà pensa anche che a casa dei nonni d’estate sia più verde di quando lui era piccolo, per la semplice ragione che piove di più, Mr. Cloud viene in visita più spesso, e non è affatto sparito come prevedevano gli esperti.

Il punto, figli miei, è che questi esperti si sono dimenticati di quando erano bambini, e di quando guardavano Mr. Cloud nel cielo, che diventava pioggia e finiva nei fiumi, e poi diventava nebbia, e vapore quando si faceva il bagno a casa nella vasca. Ora che sono diventati grandi, loro guardano solo quei calcoli difficili, passano il tempo a spaventare la gente, a raccontare che Mr. Cloud andrà via e non tornerà più. E chissà dove andrà mai, se non sarà nuvola, fiume, oceano o nebbia? Forse ce lo spiegheranno con i loro calcoli difficili, o forse no, ché tanto noi non saremo mai esperti come loro.

Figli miei, papà non pensa di potervi insegnare tante cose ma una cosa, in particolare, ci tiene a dirvela: non smettete di guardare al mondo con gli occhi dei bambini. Non smettete di rimanere a bocca aperta guardando le forme delle nuvole nel cielo e l’acqua che scorre nei fiumi, la neve sulle montagne e la nebbia nelle vallate. Ché il mondo è bello, la vita è bella e non saranno gli esperti a rovinarvela con le loro previsioni sempre sbagliate, e sempre arrabbiate.

Mi piace pensare che Mr. Cloud rimarrà sempre con voi, anche quando sarete grandi. E che, anche da grandi, sarete in grado di essere felici come dei bambini guardando il mondo che vi circonda. La rabbia, invece, la lascerete agli esperti. Sorriderete, come fa oggi papà, all’idea che loro continuino a sorprendersi, e ad arrabbiarsi perché nevica ancora, piove ancora, le stagioni esistono ancora, e Mr. Cloud continua a cambiare di forma e a farsi beffe di loro.

La loro rabbia è la nostra allegria, il loro pessimismo la nostra fiducia nel futuro, le loro previsioni sempre sbagliate la nostra certezza che, nonostante tutto, il mondo continuerà ad essere bello e vario come è sempre stato.

Ché loro saranno pure esperti, ma noi… abbiamo Mr. Cloud.

 

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