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Di Fiorentino Marco Lubelli – 14 Settembre 2019

Siamo soliti infiammarci durante la stagione invernale per le sorti della nostra stratosfera, quella boreale, interessata spesso da fenomeni di riscaldamento. La cosa avviene anche nel sud emisfero, seppure, le dinamiche meteoclimatiche di quelle zone rende il fenomeno meno accentuato e frequente rispetto a quelli del nostro emisfero. Bene, stiamo in queste ore, osservando un fenomeno straordinario, il più forte della storia come vedremo nei prossimi link che tradurremo.

Un réchauffement stratosphérique soudain (#SSW) est en cours dans les latitudes polaires de l’hémisphère Sud, d’une intensité rare pour septembre. Conséquences dans la troposphère encore incertaines, mais on peut supposer un Southern Annular Mode négatif à venir (~ AO- pour l’HS) pic.twitter.com/4vHJTvcazp— Etienne Kapikian (@EKMeteo) September 14, 2019

Un riscaldamento stratosferico è in corso sulle latitudini polari dell’emisfero sud, di una intensità rara per settembre. le conseguenze sulla troposfera sono ancora incerte, anche se si suppone che la SAM, il corrispettivo della AO dell’emisfero sud, sarà negativo.

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Le service météorologique australien (@BOM_au) prévoit le plus fort réchauffement stratosphérique sud-hémisphérique de l’ère moderne, dépassant celui de 2002, comme on peut le lire dans leur blog : https://t.co/Z6FuVf7Avh pic.twitter.com/y9AyevkdNr— Etienne Kapikian (@EKMeteo) September 14, 2019

Interessantissima questa discussione che testualmente dice: la destrutturazione del vortice polare a causa del forte evento di stratwarming indebolisce il buco dell’ozono tradizionalmente molto marcato durante la stagione fredda dell’emisfero sud, ciò avviene tra i 20 e i 30 Km di altitudine.

E ancora…

Esso, il buco dell’Ozono, potrebbe anche chiudersi, cosa mia avvenuta così presto durante l’anno.

Infine…

Il servizio meteorologico australiano (@BOM_au) prevede il più forte riscaldamento stratosferico emisferico dell’era moderna, superiore a quello del 2002, come si può leggere nel loro blog.

Fonte: PROGETTO SCIENZE

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