21 agosto 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Solo qualche giorno fa parlavamo degli effetti dell’ondata di freddo di questa Primavera sulle coltivazioni di mais e a inizio Luglio della drammatica perdita di raccolto delle pesche, negli Stati Uniti.

L’articolo di oggi è l’articolo dei contrasti.

Rimaniamo negli USA, che stanno facendo i conti con la morte di molti capi di bestiame a causa dell’ondata di caldo che ha colpito la California in queste settimane. Gli allevatori hanno cercato di mantenere bassa la loro temperatura corporea spruzzando acqua. Non è purtroppo servito e ora stanno avendo molti problemi di stoccaggio e smaltimento delle carcasse, che portano non poche questioni di carattere igienico-sanitario.

In questo articolo, si parla di perdite che vanno dai 5000 ai 7000 capi di bestiame. Certamente, la preoccupazione maggiore è per l’impatto che questo avrà sull’industria casearia. Se a questo aggiungiamo la scarsità di mangime che probabilmente ci sarà a causa della perdita di raccolto del mais, la produzione di prodotti caseari è possibile dovrà affrontare una riduzione della produzione, con conseguenze per i consumatori finali (aumento dei prezzi, scarsità a reperire i prodotti caseari,…).

Non posso astenermi dal sollevare una domanda/riflessione (che non approfondirò, non essendo questo il contesto adatto): non è che questa moria ha anche qualcosa a che fare con lo stile di allevamento intensivo, dove gli animali hanno lo spazio vitali ridotto al minimo?

 

C’è invece chi sceglie di allevare le mucche al pascolo, ma si trova ad affrontare conseguenze sulla produzione simili… per il problema opposto: troppa pioggia! Il sito Iceagenow.info ha pubblicato un articolo il 18 Agosto, in cui riporta la situazione di molti allevatori norvegesi che sono costretti a tenere le mucche nella stalla perché il terreno è troppo molle e l’erba è di cattiva qualità – proprio a causa della troppa pioggia – motivo per cui le mucche non la mangiano. Sono ovviamente preoccupati per la qualità del latte, che non potrà essere certamente quella derivante dall’alimentazione al pascolo.

Vorrei concludere l’articolo di oggi con le parole dell’autore, che dice:

Nell’Ovest Norvegia, il tempo è stato davvero bagnato in alcune zone, con 70 giorni su 72 di pioggia, come se il jet stream abbia preso residenza sull’Europa Nordoccidentale, ha detto l’astrofisico Piers Corbyn.

70 su 72 giorni! E’ il 97%!

Come fai a coltivare con un tempo del genere? Come fai a raccogliere il tuo mais? Come fai nutrire il tuo bestiame, se non sei in grado di raccogliere?

Sono molto dispiaciuto per gli agricoltori.

Nel frattempo, nella parte est della Norvegia, solo sei località hanno visto temperature sopra i 30°C questa estate.

Sara Maria Maestroni.

Attività Solare.

 

 

 

 

 

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