30 maggio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Avete letto bene. Le temperature non sono cresciute negli ultimi vent’anni.

Secondo le ricerche di due meteorologi indipendenti, Dott. Ryan Maue e il Dott. Roy Spencer di WeatherBELL Analytics, le temperature sono tornate ai livelli di vent’anni fa.

Nell’articolo originale, vengono spiegate le differenti metodologie di cui questi due scienziati si servono per le proprie ricerche.

Secondo il Dott. Maue, nell’ultimo anno c’è stato un progressivo calo delle temperature, che riporta i dati ai valori medi rilevati nel periodo 1981-2010:

Marzo 2016 –> +0.673

Aprile 2016  –> +0.557

Marzo 2017 –> +0.558

Aprile 2017 –> +0.375

Questi dati contraddicono i modelli computerazzati di cui si serve l’Intergovernal Panel on Climate Change (IPCC), che tutt’ora parla di aumento costante delle temperature, alimentando il dibattito su diverse riviste scientifiche.

Il Dott. Spencer, da parte sua, utilizza dati derivanti dalle osservazioni dei satelliti. Secondo tali rilevazioni, le temperature in Aprile 2017 sono state 0.27 gradi al di sopra della media degli ultimi 30 anni, dal 1981 al 2010. L’IPCC aveva previsto variazioni di temperature fino a 10 volte superiori. Leggiamo nell’articolo:

I dati raccolti dall’Università dell’Alabama (UAH) per l’intero periodo mostrano che negli anni Novanta le temperature sono rimaste piuttosto stabili fino a El Nino del 1997-98, dopo il quale hanno oscillato attorno a nuovi livelli superiori fino a El Nino del 2015-16, quando sono salite ancora, prima di tornare nuovamente ai livelli medi degli ultimi 30 anni.

Un altro grido di allarme è stato lanciato i primi giorni di Marzo di quest’anno, quando la calotta di ghiaccio Larsen C si è staccata dalla penisola Antartica: si è subito data la colpa al riscaldamento globale o al “cambiamento climatico”, quando in realtà è un fenomeno del tutto naturale.

Non solo. L’area complessiva del ghiaccio Antartico ha quasi raggiunto valori normali per questo periodo dell’anno e ricerche recenti hanno rivelato che le temperature nella Penisola Antartica sono scese leggermente nei decenni recenti.

A questo proposito, nell’articolo si scopre una cosa interessante.

A Febbraio di quest’anno, è stato pubblicato un articolo, “Recente raffreddamento climatico regionale nella Penisola Antartica e impatti associati sulla criosfera”, su Science of the Total Environmental. Questo articolo descrive scenari di innalzamento delle temperature, basandosi sui dati rilevati da una stazione di rilevamento, quella di Faraday/Vernadsky:

…dove le temperature sono aumentate di 0.54 gradi per decennio, una delle più ampie tendenze al riscaldamento sulla terra dal 1950.

Se però, l’articolo dice, prendiamo in considerazione i dati provenienti da dieci stazioni, emerge un quadro differente:

Si vede una tendenza al riscaldamento più moderata di 0.32 gradi a decennio, dal 1979 al 1997, seguito da una tendenza al raffreddamento di -0.47 gradi per decennio dal 1999 al 2014.

Alla fine dell’articolo, ancora una volta senza troppa sorpresa per i nostri lettori abituali, si apprende che questi dati contraddicono i proclami ripetuti da parte dell’IPCC, per il quale:

…il riscaldamento globale sta causando danni irrevocabili al continente Antartico.

Sara Maria Maestroni

Attività Solare

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  • Alexander Debiasi

    ieri mattina Mercalli nel suo quotidiano intervento at tg di Rai News spiegava come della stazione meteorologica di Piacenza si sia registrato l’aprile più caldo di sempre e che in Siberia quest’inverno le temperature siano state 5 gradi sopra la media… non so dove vada a prendere i dati….

    • Alexander, sulla Siberia potrebbe avere ragione… in quanto durante la stagione invernale appena conclusasi (ma a dire il vero anche durante la primavera), ha nevicato molto più del solito. Quindi le temperature sono state, localmente, più alte della media.

      Purtroppo, però, i dati vanno contestualizzati e non, come fanno questi esperti, usati a seconda della convenienza!

      B.