27 febbraio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

L’allarmismo climatologico non conosce mai un attimo di pausa

Scritto dal Dott. Klaus Kaiser – Ontario (Canada)

Lasciando da parte le considerazioni politiche, c’è in circolazione tutta una serie di “notizie scientifiche” che lasciano un poco allibiti. Un esempio calzante è la notizia che riguarda un recente studio che è stato condotto da un gruppo di scienziati presso l’Università Royal Holloway di Londra (URH), presentato con titoli di testa del tipo:

“Scoperto un massiccio lago di carbonio bollente che potrebbe causare il CAOS CLIMATOLOGICO” oppure “Un enorme mare di CARBONIO BOLLENTE – grande quanto il Messico – si trova al di sotto degli USA.”

Un piccolo esempio visivo di una di queste pubblicazioni può aiutare a comprendere il grave pericolo che si origina da quel mare di “carbonio in ebollizione.” Basta dare una occhiata all’immagine qui sotto.

 

 

Questa immagine non “ti scalda il cuore” o perlomeno la stufa di casa? Dopo tutto, il carbonio FONDE solamente a 4000° centigradi circa (un numero che è molto più elevato in gradi Fahrenheit), e questo significa che il carbonio si trova in uno stato di EBOLLIZIONE ad una temperatura ancora più alta.

Bisogna ammettere che la pubblicazione da parte della stessa URH è leggermente più contenuta, cita soltanto il “carbonio che fonde”. Ma dimentichiamoci di tali dettagli insignificanti e andiamo invece al nocciolo della questione.

Cosa significa questa scoperta sul “carbonio fuso o in stato di ebollizione”?

Può essere difficile mettere in relazione i titoli dei media o anche la pubblicazione della URH all’analisi di S. Hiermajumder e B. Tauzin intitolata “La pervasiva fusione del mantello superiore al di sotto dei Stati Uniti occidentali,” recentemente pubblicata sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, 463 (2017) pp. 25 – 35. L’autore principale di questa analisi mi ha gentilmente fornito una ristampa della stessa e anche un commento esplicativo, che afferma, inter alia (fra le altre cose):

“Per quanto riguarda la fusione, la figura 8 (a) e la discussione intorno ad essa potrebbe essere utile.

Non esiste un ‘lago’ di carbonio o carbonio ‘in ebollizione’ in questo serbatoio. Infatti, la quantità di materiale fuso costituisce solamente lo 0,5 % del volume, mentre il restante 99,5% si trova allo stato solido. Detto questo, l’enorme estensione areale è causa della grande massa di carbonato fuso. Inoltre, la cifra di 100 trilioni di tonnellate è basata sul presupposto che questo serbatoio è globale”.

Tale figura, (la fig. 8 nell’analisi) mostra un’anomalia a circa 400 km di profondità che potrebbe indicare la presenza di numerosi minerali e rocce CONTENENTI carbonio e idrogeno. Tutto questo lo si può osservare nella figura seguente (fig. 8) insieme con la didascalia originale.

La Fig. 8 dell’articolo disponibile all’indirizzo http://dx.doi.org/10.1016/j.epsl.2016.12.041,
compresa la didascalia.

In realtà, l’analisi non mostra affatto la presenza di CARBONIO allo stato di fusione o in ebollizione. Piuttosto sostiene l’esistenza di CARBONATI parzialmente fusi. I carbonati sono minerali costituiti da sali metallici con acido carbonico (idrato di anidride carbonica), come la roccia calcarea (carbonato di calcio) o quella dolomitica (carbonato di calcio / magnesio). Almeno in parte, questo è causato da un eccesso di anidride carbonica (CO2) con un po’ di acqua in queste zone del mantello terrestre.

Questo spiega anche perché le eruzioni vulcaniche contengono grandi quantità di CO2 che spinge i pennacchi di cenere vulcanica ad altezze chilometriche nell’atmosfera.

“Carbonio” Liquido

Simile al gas propano, la CO2 (anch’essa un gas a temperatura ambiente) può essere facilmente compressa ad uno stato liquido. Infatti, tale CO2 liquida è ampiamente usata nei normali estintori manuali degli aeroporti, sulle navi, nei luoghi dotati di apparecchiature elettroniche sensibili e nei laboratori chimici. In quanto chimico io stesso, ho avuto una esperienza diretta nel loro uso e nella loro efficienza.

Caro lettore, fai attenzione, i termini carbonio, anidride carbonica, e carbonato (i) non sono intercambiabili. Essi descrivono materiali che sono completamente diversi l’uno dall’altro. La confusione nell’utilizzo di questi termini è stata ampiamente propagandata dal precedente presidente degli Stati Uniti che amava parlare di “inquinamento causato dal carbonio”, in realtà facendo riferimento all’ “anidride carbonica / biossido di carbonio”. Naturalmente, il biossido di carbonio non è un inquinante ma una fondamentale traccia costituente (allo 0.04%) dell’atmosfera.

Infatti, prima della fotosintesi su larga scala nell’ambiente naturale che ha avuto inizio circa 2000 milioni di anni fa, l’atmosfera terrestre conteneva livelli notevolmente più elevati di CO2 di quelli attuali. In confronto con quei tempi, l’atmosfera è adesso piuttosto affamata di quel costituente vitale.

Per Riassumere

Non esiste alcun lago di “carbonio” liquido o in ebollizione nelle profondità della superficie terrestre. Sì, c’è dell’anidride carbonica che viene rilasciata dai vulcani per ricostituire il componente atmosferico. Se non ci fossero questi vulcani che sparano CO2 nell’atmosfera, la vita sulla terra sarebbe già scomparsa da qualche milione di anni. Davvero, dovremmo essere grati della loro presenza, anche se è meglio che non lo siano in prossimità dei nostri cortili.

Tutto si riduce quindi ad una semplice domanda “bollente”, vale a dire:

Domanda  

La Terra è destinata a riscaldarsi a causa di quel “carbonio bollente” presente nelle sue viscere?

Risposta

No! Se volete leggere tutta l’analisi scientifica, vi prego di contattarmi.

Altrimenti, rilassatevi e prendete le cose alla giornata. Non fatevi abbindolare dai falsi proclami di alcuni giornalisti che sono intenti a profetizzare la fine del mondo o qualsiasi cosa ad essa riconducibile.

Ma sopra ad ogni cosa, ricordate:

Il (biossido di) Carbonio è la linfa vitale di tutti gli esseri sulla terra—senza se, senza ma e senza “forse”! 


Dott. Klaus Kaiser – Ontario (Canada) – è l’autore di “CONVENIENT MYTHS, the green revolution – perceptions, politics, and facts” – www.conventientmyths.com – mail@convenientmyths.com

Il Dott. Klaus L.E. Kaiser è uno scienziato professionista con un dottorato in chimica ottenuto presso il Politecnico di Monaco di Baviera in Germania. Ha lavorato come ricercatore scientifico e capo progettuale al Canada Centre for Inland Waters del Ministero dell’Ambiente Canadese per più di 30 anni ed è attualmente il Direttore di Ricerca presso TerraBase Inc. Il Dott. Kaiser è attivo nell’ambito della ricerca da più di quattro decenni; è l’autore di quasi 300 pubblicazioni su riviste scientifiche, relazioni governative e di agenzie internazionali, libri, riviste e quotidiani.

Traduzione a cura di Mauri Sesler

 

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