29 gennaio 2017 - 12:00 pm Pubblicato da

28-01-2017 – Salve a tutti, nuovo editoriale serale dopo un paio di giorni di pausa a causa di pressanti impegni professionali.

Inverno in stallo nelle regioni italiane, sebbene le temperature siano non particolarmente miti, a causa di un costante contributo freddo dai quadranti orientali,ora attenuato e associato a correnti più umide e miti nelle regioni occidentali italiane (fig.1).

fig.1

La perturbazione ora in azione nelle regioni occidentali italiane, che ha generato in nottata nevicate sparse a quote basse in Piemonte ed entroterra ligure, non farà grandi passi in avanti verso oriente, a causa della costante azione di blocco esercitata dalla vasta figura altpressoria ibrida euroasiatica (fig.2).

fig.2

In fig.2 si evince bene come nel Mediterraneo si andrà ancora incontro, nei prossimi giorni, a una situazione di stallo barico, più volte annunciata in questa sede, tra la costante spinta del lobo canadese in Atlantico e il blocco anticiclonico euroasiatico. I giorni della Merla in sostanza, trascorrerranno abbastanza anonimi, con disturbi occasionali soprattutto al nord, immersi un ampio promontorio anticiclonico mediterraneo.

Ma le cose stanno già cambiando ai pini superiori, in stratosfera; proprio in queste ore è in atto, infatti, il primo di una serie di potenti warming, visti partire in area siberiana alla quota geopotenziale di 10 hPa (30 km).

fig.3

L’evento in atto può certamente essere classificato, da letteratura, come Sudden Stratospheric Warming (SSW), in quanto alla quota geopotenziale di 10 hPa si registra già in aumento >30° C in circa 48 h sulla verticale del polo, in ulteriore incremento nei prossimi giorni (fig.4).

fig.4

Quali ripercussioni possono avere tali dinamiche ai piani inferiori e, in sostanza, per il tempo delle nostre latitudini??

Dicimo subito che non è previsto alcun stravolgimento immediato; tuttavia, nelle carte odierne, i primi segnali di tale azione si scorgono chiaramente anche in troposfera.

Ecco infatti una prima spinta dal settore aleutinico al VPT, che però inizialmente sortisce l’effetto contrario di far compattare ulteriormente il Vortice Polare stesso in area atlantica, con aumento del flusso zonale ma anche con i primi blandi disturbi atlantici nelle regioni del nord Italia (fig.5).

fig.5

Si vede bene come in tale fase, ai primi di Febbraio, lo sfavorevole assetto del VP, con continui split, ovvero scivolamenti di nuclei perturbati in pieno Atlantico, abbia come conseguenza diretta l’arrivo di correnti molto miti, lievemente instabili sull’Italia.

Con il proseguire del processo d’instabilizzazione a scala emisferica le cose cambiano però; a seguire infatti, le perturbazioni che in precedenza sfioravano solo le nostre regioni vengono viste affondare con più decisione nel Mediterraneo, apportando piogge e nevicate anche el acentrosud alla fine della prima decade di Febbraio (fig.6).

fig.6

Il modello europeo, in tal senso, inquadra perfettamente le dinamiche in atto in questa fase invernale, nell’ultimo pannello mattutino (fig.7).

fig.7

Si vede bene quindi come sia presente una netta contrapposizione tra due grandi figure bariche a scala emisferica; da un parte c’è il Vortice Polare, ormai completamente decentrato nel settore canadese, dall’altra il grande anticiclone ibrido euroasiatico, presente sia in quota, sia al suolo, che ha la funzione di dirottare sempre di più gli impulsi atlantici versi Mediterraneo,  con l’arrivo quindi di strutture depressionarie più stabili e meno passeggere nelle nostre regioni nella seconda decade (fig.8).

fig.8

In fig. 8 si vede bene come l’azione coniugata della spinta altopressoria in Atlantico (resa possibile dall’indebolimento del lobo canadese) e del blocco costante presente a est, consentano l’arrivo di piogge e nevicate più continue nelle nostre regioni, con permamenza delle basse pressioni nel Mediterraneo per i motivi finora elencati nella seconda decade di Febbraio.
La dinamica ora descritta potrebbe rappresentare il leit motiv dominante della parte finale dell’inverno, con l’eventuale aggiunta di un blocco più consistente ne nord Europa, reso possibile dalla presenza di un grande lago freddo nel settore euroasiatico e finora inibito dalla sfavorevole collocazione dei centri di massa del VP in Atlantico (fig.9).
fig.9
In fig. 9 è riassunta quella che potrebbe essere la possibile configurazione barica presente nel comparto europeo nella seconda metà di Febbraio, molto stilizzata; ovvero, affermazione graduale di figure altopressorie in atlantico, dirette gradualmente verso il nord Europa, con arrivo di nuclei depressionari atlantici nel Mediterraneo alimentati a intermittenza al serbatoio freddo a est. Insomma, un quadro sicuramente favorevole alle piogge e alle nevicate nel nostro paese, questa volta anche per le regioni tirreniche e il nord, vedremo il seguito.
Roberto

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