13 gennaio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Una vera minaccia per il clima mondiale è l’ enorme accumulo di acqua fredda dolce che si è formato nell’Artico negli ultimi 15 anni. Lo hanno notato i ricercatori del Centre for Polar Observation and Modelling dell’University College di Londra ed i loro colleghi del National Oceanography Centre, i quali hanno individuato un rigonfiamento costituito di acqua dolce ,proveniente dai fiumi europei e asiatici( nonché dall’aumentato scioglimento estivo dei ghiacci nel corso degli ultimi due decenni), nell’area Occidentale del Polo Nord. Ma cosa potrebbe accadere? Proviamo ad immaginare milioni di litri di acqua che si accumulano per quindici anni ed anche di più, e che poi improvvisamente vengono riversati in mare aperto. E’ quanto potrebbe capitare presto, secondo i ricercatori britannici, i quali ora stanno studiando il fenomeno attraverso i dati satellitari dell’Envisat e Ers-2. In breve: l’accumulo è accertato che va avanti dal 2001. Da quell’anno, ma forse anche da prima, questo verrà accertato dalle registrazioni satellitari, i flussi d’acqua fredda che finivano nella zona hanno cominciato ad accumularsi, creando una sorta di “cupola” che oggi supera i 15 centimetri di altezza. Si stima che al di sotto di essa siano pronti oltre 10 mila chilometri cubi di acqua (dato aggiornato al 2015, circa il 14% di tutta l’acqua artica), una quantità abnorme . Il motivo per cui quest’ acqua proveniente dal disgelo estivo, ora cominci a formare questo accumulo non è chiaro, ma si sospetta sia responsabilità dei forti venti artici. Secondo i ricercatori, questo incredibile lago sarebbe stato prodotto da un rafforzamento dei venti artici che avrebbero accelerato la Beaufort Gyre, una grande circolazione oceanica, che porta così l’acqua ad invorticarsi ed accumularsi . Il rischio, secondo gli scienziati , è che la cupola potrebbe muoversi, e defluire soprattutto nell’Oceano Atlantico. Le conseguenze sarebbero devastanti, la prima delle quali sicuramente il blocco della Corrente del Golfo che garantisce all’Europa il suo clima mite; nel caso saltasse la Gulf Stream, ci sarebbero serie ripercussioni sulla circolazione oceanica globale, in un effetto domino.

 

 

Inoltre, intorno al 2020, il Sole sperimenterà un nuovo grande minimo solare. Questo è evidente da molti e diversi studi caratteristici: il graduale ciclo delle macchie solari, il ciclico andamento dei radionuclidi cosmogenici negli archivi naturali terrestri, i moti del Sole rispetto al centro della massa, l’accoppiamento spin-orbita planetaria, la storia delle congiunzioni planetarie e la generale interazione planetaria–solare-terrestre. Durante i precedenti grandi minimi solari, ad esempio il minimo Spörer (1440-1460), il minimo di Maunder (1687-1703) e il minimo di Dalton (1809-1821) , le condizioni climatiche sono peggiorate in periodi di piccola era glaciale.

 

 

Durante i minimi di Spörer, Maunder e Dalton, il tasso di rotazione della Terra ha abbassato il principale flusso della Corrente del Golfo verso Sud-est e i principali flussi di acqua artica sono penetrati con vigore giù nel Nord Atlantico. Il verificarsi di un nuovo grande minimo solare con condizioni simili è decisamente probabile. Quindi, è anche il caso di considerare i rapporti dell’attività solare con la rotazione della Terra, la circolazione oceanica e il clima artico, come illustrato nella figura:

 

 

Negli ultimi tre grandi minimi solari , l’acqua fredda artica è  penetrata a sud , fino a metà Portogallo e l’europa si è trovata nel bel mezzo di severe condizioni climatiche . A partire dal 2020 saremo nuovamente in un grande minimo solare, e per analogia ai minimi passati, si deve supporre che questa condizione porterà ad un significativo deterioramento climatico con l’espansione dei ghiacci artici. Ma, se quell’enorme cupola d’acqua dolce defluisse in Atlantico, a seguito del rafforzamento della rotazione terrestre ? Di sicuro si avrebbe un raffreddamento molto maggiore di quello avuto nel ‘700 con il Maunder. Forse la cosa sta già in parte accadendo, visto che il Blob Atlantico si è iniziato a formare nel 2015, anno in cui è iniziato il crollo dell’attività solare.

 

La vicenda è piuttosto inquietante , vi terremo aggiornati in caso di novità.

 

 

Alessio

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  • Mcberg

    Sempre più freddo, ogni giorno ne avete una nuova, da qui a 6 mesi chissà che troverete.. nel 2020 era glaciale ed estinzione dell uomo?????