Articolo di Enzo Ragusa – Venerdì 1 Agosto 2025 – Tempo di lettura 1 minuti
Negli ultimi 18 mesi, il grafico ufficiale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) rivela un dato interessante quanto sconcertante: le anomalie della temperatura media globale terrestre e oceanica sono precipitate da un picco di 1,42°C sopra la media di base (1901-2000) a gennaio 2024 a soli 0,98°C a giugno 2025. Questo corrisponde a un tasso di raffreddamento impressionante di -10,71°C per secolo, un calo vertiginoso che sta scuotendo le fondamenta delle narrative climatiche dominanti.
Tenete presente che il trend di calo intrapreso ormai da oltre un anno, potrebbe nel prossimo futuro continuare.

Eppure, c’è un silenzio assordante. I media mainstream, solitamente rapidi a enfatizzare ogni minima variazione climatica, sembrano aver ignorato completamente questo trend discendente. Nessun titolo, nessun dibattito: un dato così significativo in tempi che vengono definiti di drammatico riscaldamento, viene stranamente nascosto, lasciando il pubblico all’oscuro di questa inversione che seppur temporanea è marcata.
Che si tratti di una scelta editoriale o di un tentativo di proteggere la narrativa del riscaldamento globale a tutti i costi? Va detto che 18 mesi sono un periodo troppo breve per definire un trend climatico a lungo termine, influenzato da fenomeni come El Niño e La Niña. Tuttavia, l’entità del calo registrato non può essere ignorata. Gli scienziati avvertono che fluttuazioni di questa natura sono normali, ma il silenzio dei media solleva interrogativi su trasparenza e accesso all’informazione. Per una valutazione completa, servono dati pluridecennali, lo sappiamo, ma per ora, questo grafico NOAA getta un’ombra di mistero su ciò che ci viene raccontato.
