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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 05 Agostoo 2020
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=53204

Quei lettori di CM che non siano in vacanza o che per qualche motivo abbiano deciso di continuare a seguirci, avranno notato che la frequenza di pubblicazione sulle pagine del villaggio di Asterix si è un po’ abbassata. Complici le ferie, certamente, complice il lavoro che non ha lasciato molto spazio ultimamente ma, soprattutto, complice il fatto che di cose interessanti in materia di clima e affini non se ne vedono poi così tante da un po’ di tempo a questa parte.

Clima e tempo si sono fermati? Certamente no, il meraviglioso e spesso imperscrutabile mondo della meteorologia continua a offrire spunti ogni giorno ma, diciamocela tutta, ha senso continuare a parlarne quando ormai l’isteria, la superficialità e il pensiero di gruppo hanno preso il sopravvento? Forse sì, anzi sicuramente sì, ma non prendetevela troppo se qualche volta, come dire, ci passa un po’ la voglia.

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Qualche esempio.

Su social e media tradizionali impazzano le notizie sulla prima e sin qui unica onda di calore della stagione, si preparano i pezzi per la prossima, che riguarderà l’Europa occidentale e probabilmente non l’area del Mediterraneo centrale, ignorando il fatto che tutta l’Europa centro-settentrionale ha sin qui registrato una media delle temperature tra le più basse degli ultimi decenni. Però, disastro totale, ha fatto più caldo del solito in Siberia. Nel frattempo l’Australia, dove naturalmente è inverno, è alle prese con un freddo che, pure lui, non si sentiva da parecchio. Questo è tempo, ma se dura nel tempo è anche clima. ma non siamo più capaci di parlarne, di vederlo per quello che è. Tutto, necessariamente, deve esser letto in chiave cambiamenti climatici. Un’isteria collettiva ormai irrefrenabile, che faccia caldo o faccia freddo.

Non esistono appelli alla ragione che tengano.

E così, cadono nel vuoto le parole scritte di un libro che ha scalato la le classifiche di vendita e che dimostra chiaramente che non c’è nessuna crisi climatica in atto, che il cambiamento climatico esiste ma non porterà a nessuna estinzione di massa, che il tema della preservazione dell’ambiente è ben altra cosa rispetto ai capricci del tempo e del clima. Se non avete voglia di leggere, almeno ascoltate questa intervista su quanto in effetti costa il panico climatico.

Fatto? Stupiti? Non c’è problema, ecco un nuovo paper fresco fresco che ci dice che entro fine secolo la mortalità da caldo sarà dieci volte superiore alle stime, parola del famigerato scenario climatico RCP8.5, la chimera della climamitologia. Qui, per le vostre delizie quotidiane, l’analisi “obbiettiva” fatta da Boomberg Green di questo lavoro.

Terminato il supplizio, se avete voglia di tornare alla realtà, vi consiglio un’occhiata a quest’altro articolo, che naturalmente passerà inosservato, che racconta di quante materie prime ha realmente bisogno la transizione energetica. Ma, si dirà, perché essere così materiali quando si può sognare che l’energia si produca da sola? Vero, basta non svegliarsi e, a ben vedere, forse è proprio così che andrà a finire.

Enjoy.

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