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Autore: Admin
Data di pubblicazione: 28 Aprile 2021
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=54814

di Guido Possa

L’AGW (Anthropogenic Global Warming), l’attribuzione all’uomo della piena responsabilità del riscaldamento globale in atto nel nostro pianeta, è ormai un’ideologia mondiale vincente sul piano politico, economico, sociale, mediatico.

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A favorire e sostenere la sua straordinaria diffusione è stata ed è tuttora fondamentale l’azione dell’ONU. Può essere utile ricordarne gli aspetti principali.

Tutto ha avuto inizio negli anni ’80 del secolo scorso, quando venne osservato un marcato riscaldamento progressivo della temperatura dell’atmosfera al suolo. Vari climatologi indicarono subito come probabile responsabile di tale anomalia l’azione dell’uomo, in particolare l’emissione nell’atmosfera  di gas serra (in primis  CO2) da  produzione di energia mediante  combustibili fossili. Il riscaldamento del clima osservato fece sorgere negli ambienti dell’ONU la preoccupazione che l’auspicato futuro sviluppo mondiale fosse poco sostenibile.  L’ONU decise allora (nel 1988) la creazione di un apposito ente, l’Intergovernamental Panel on Climate Change, in sigla IPCC, affidandogli tra i compiti la valutazione degli effetti climatici delle attività umane, da realizzarsi tramite l’esame della letteratura scientifica mondiale.

Un evento importante negli anni ’80 fu la testimonianza resa al Senato USA nel giugno 1988 da James E. Hansen un importante climatologo della NASA. Lo scienziato confermò che era ormai in atto sulla Terra un riscaldamento globale, che ben 4 anni dell’ultimo decennio erano risultati i più caldi da oltre un secolo, che il 1988 prometteva di essere  il più caldo di tutti, che a suo avviso non vi erano dubbi nell’attribuzione della responsabilità di questo riscaldamento alle attività umane e che se non ci fossero stati cambiamenti  le conseguenze sul clima sarebbero diventate presto intollerabili.

Questa testimonianza ed altre simili impressionarono molto i politici USA, repubblicani e democratici.  All’inizio degli anni ’90 la preoccupazione per la sostenibilità climatica dello sviluppo mondiale mosse il Presidente George Bush ad appoggiare l’ONU perché organizzasse sull’argomento una grande Conferenza internazionale.  L’evento storico, la “United Nations Conference on Environment and Development”, definito orgogliosamente “Earth Summit”   si tenne  a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992, con la partecipazione al massimo livello di 179 Paesi membri dell’ONU e di tutte le principali ONG ambientaliste del mondo.

Una delle iniziative di questa Conferenza fu il Trattato internazionale UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change”). Obiettivo del Trattato è la stipula di Protocolli o Accordi tra i Paesi firmatari (oltre 150) che vincolino progressivamente i sottoscrittori a modificare le proprie attività in modo da non ledere il clima terrestre. Per raggiungere questo obiettivo la UNFCCC procede con riunioni annuali (la prossima sarà la n° 26), partecipate tutte ad altissimo livello, con enorme rilievo mediatico. Sono stati finora sottoscritti il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi.

L’azione dell’ONU a sostegno dell’AGW si è esplicata con le due iniziative dell’IPCC e della UNFCCC, quella dell’IPCC a livello scientifico e quella del Trattato UNFCCC a livello politico-diplomatico. Per entrambe le iniziative, dal momento stesso dell’avvio delle attività l’AGW fu un “a priori” indiscutibile, implicito nei mandati costitutivi, basato sulle convinzioni diffuse tra scienziati e politici a fine anni ’80. Si trattava tuttavia di un AGW semplice, poco strutturato, legato alle ancora elementari conoscenze scientifiche sul clima.

Per quanto riguarda l’IPCC il compito della valutazione delle conseguenze presenti e future delle attività umane sul riscaldamento globale è stato svolto in questi anni diffondendo in 5 successivi rapporti PROPRIE SINTESI dell’estremamente complesso avanzamento delle conoscenze scientifiche mondiali e ALLARMISTICI SCENARI sulla evoluzione del clima nei prossimi decenni fino al 2100. In particolare le sintesi hanno attribuito il riscaldamento globale ai gas serra antropogenici, ritenendo trascurabile ogni altra l’influenza (tra cui quella del Sole). Gli scenari degli andamenti futuri di temperature, livello degli oceani, piovosità, eccetera, sono stati ottenuti mediante estremamente complessi codici di calcolo della fisica dell’atmosfera non adeguatamente validati e sono stati presentati con modalità tali da farli apparire altamente credibili. Con questi rapporti l’IPCC ha offerto al mondo UNA VERITA’ SCIENTIFICA UFFICIALE. Non è una cosa da poco. Dopo i tempi di Galilei è la prima volta che succede nel mondo moderno (a parte certi pronunciamenti URSS).  L’influenza di tale verità ufficiale è stata ed è enorme. Non a caso l’IPCC è stato premiato con il premio Nobel nel 2007.

Le verità dell’IPCC  sono  state assunte come riferimento indiscutibile nelle Conferences of the Parties della UNFCCC  (le cui sessioni annuali si chiamano appunto COP);  sono  la base del  programma di decarbonizzazione totale dell’economia e della società entro il 2050 approvato per legge nell’UK;  ispirano da decenni, senza la minima contestazione,  la strategia energetica dell’UE, anch’essa ormai tesa a conseguire la decarbonizzazione totale dell’economia e della società dei Paesi membri entro il 2050; costituiscono la spina dorsale dell’ideologia AGW.

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