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Sky News – 26 Settembre 2021

Come riportato da Sky News Australia, l’ex fisico marino della JCU Peter Ridd afferma che la Grande Barriera Corallina sta ora vivendo una “copertura corallina da record”.

“Si tratta di dati che si raccolgono da oltre 3 decenni e mostrano una copertura corallina da record”, ha spiegato Peter Ridd.

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E ancora: “Abbiamo più coralli sulla Grande Barriera Corallina adesso di quanto non ne fossero presenti nel 1985, periodo in cui iniziarono le registrazioni.”

Peter Ridd continua: “Abbiamo il doppio del corallo che avevamo dopo che enormi cicloni hanno attraversato la barriera corallina nel 2011 e nel 2012 circa, e questa copertura corallina da record nonostante abbia avuto tre catastrofici eventi di sbiancamento senza precedenti solo negli ultimi cinque anni.” conclude Ridd: “Quindi devi solo chiederti se quegli eventi di sbiancamento potrebbero essere così catastrofici come questi esperti presumibilmente hanno affermato negli anni”.

A questo punto mi sorgono alcune domande: le affermazioni di imminente estinzione sbandierate per molti anni da una classe scientifica ormai non più credibile si starebbero rilevando false.

Negli ultimi anni, lo sbiancamento dei coralli, come la scomparsa degli orsi polari e molti altri aspetti resi drammatici di questo pianeta, era di gran moda: sono stati sfoggiati cartelli e ai bambini è stato riferito loro del grande impatto devastante che il loro modo di vivere stava provocando sulla Grande Barriera Corallina. Anche gli articoli della fine del 2020 affermavano che “se il riscaldamento globale peggiorerà, potremmo perdere questo meraviglioso patrimonio del nostro pianeta già nel 2050”. Altri si sono mostrati ancora più drammatici, affermando che “se le tendenze attuali continueranno, oltre il 90% o più del corallo vivente scomparirà dalle zone centrali e meridionali della barriera corallina in soli 10 anni”.

Oggi, però, noterete che questo esempio – dello sbiancamento dei coralli, assieme ad altre disgrazie catastrofiche, come ad esempio gli orsi polari – sono caduti in disgrazia – e questo non perché le emissioni di anidride carbonica (CO2) atmosferica sono state ridotte permettendo a questi due organismi di prosperare. Piuttosto, questo è dovuto alle osservazioni del mondo reale che dimostrano che oggi la “scienza” non è risolta né tantomeno sulla retta via. La “scienza” ha fallito in modo spettacolare: non ci sono due modi per farla. Eppure gli scienziati coinvolti, come in tanti altri casi mantengono ancora il loro posto di lavoro (a differenza di Peter Ridd e molti altri).

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