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Dicembre 2010: nel corso della seconda decade, si apre una lunga fase gelida, con temperature diffusamente sottozero e bufere di neve in adriatico. Verso fine decade, una saccatura polare raggiunge l’Ialia, richiamando venti di libeccio. Il nord ed il centro vengono investiti da forti nevicate. L’autostrada Firenze-Roma viene chiusa, molti automobilisti in panne. Nevicata da record per il periodo. Record anche di temperature minime registrate: Roma raggiunge i -7, record per gli ultimi 40 anni almeno. Gennaio e febbraio proseguono anonimi, eccezion fatta per qualche blanda retrogressione fredda in più verso metà febbraio ed una modesta saccatura artica a fine gennaio. Marzo 2011 molto mite .

2011/2012: verso metà dicembre una saccatura artica porta neve a quote collinari in gran parte d’Italia. Dicembre che comunque si apre molto mite (6 e 7 dicembre si toccano i 20 gradi in alcune zone del centro sud) e si conclude con la settimana di Natale tra le più tiepide di sempre.. Peggio del Natale 2006! Come arriva gennaio il tempo inizia a cambiare: spifferi sempre più freddi da est raggiungono l’Italia. Temperature diffusamente sottozero al centro nord, con forti gelate. Dopo il 20 gennaio temperature in ripresa. Poi, dal 31 si spalanca la porta della Siberia. Un vasto lago di Aria freddissima, pellicolare, inizia ad affluire dalle steppe della Siberia in Europa. Gia dalla sera l’altro adriatico viene investito da bufere di neve. 1 e 2 febbraio il gelo e la neve si concentrano sulle adriatiche. Tuttavia, il 2 un nucleo di aria freddissima dalla siberia si getta nel mediterraneo, attivando una profonda bassa pressione sul Tirreno. Il Lazio, la bassa Toscana e soprattutto Marche, Abruzzo e Molise, vengono investiti da tormente di neve severe. Roma tra il 3 ed il 4 fa il pieno di neve, fino a 30 cm in alcuni quartieri . Nel cuneese si toccano i -30. Arno parzialmente ghiacciato, laguna veneta congelata. Dopo un parziale miglioramento tra il 5 ed il 7, arriva un nuovo nucleo freddo che forma una nuova bassa pressione sul Tirreno. Ancora neve a Roma. Abruzzo, Marche e Molise sepolti ormai dalla neve. Molti paesi isolati, i supermercati iniziano ad avere scaffali vuoti. Inferno bianco… dopo di ciò, rapido rialzo termico e fine febbraio (così come marzo) molto mite.

2012/2013: prima fase fredda che prende la prima parte dicembre. Prima avvezione artico marittima, poi retrogressione da est. Neve in pianura nord e medio adriatico. Clima tiepido durante festività natalizie. Gennaio che passa anonimo, tranne una saccatura polare verso la fine, con neve a bassa quota e freddo moderato. Febbraio che vede un progressivo raffreddamento, seppur senza eccessi di gelo, con molte occasioni per nevicate in collina al centro ed in pianura al nord. Marzo invernale dall’inizio alla fine. Gara ciclistica Milano-San Remo (poi sospesa) sotto la neve. Mese di gran gelo in Europa, il più invernale dei tre.

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2013/14: dopo una forte irruzione fredda da est a fine novembre, con forti gelate, dicembre trascorre in compagnia di una forte mitezza. Lo stesso farà gennaio, seppur con apporti pluviometrici alluvionali, specie alla fine. Sulla stessa linea febbraio. Marzo il mese meno mite, ma senza colpi di coda invernali eclatanti.

2014/15: fine dicembre, arriva il Burian . Neve in pianura in molte zone del centro sud (imbiancata addirittura Trapani). Il 30 dicembre 2014 diviene una delle giornate più fredde degli ultimi 40 anni. 29-30 e 31 giornate di ghiaccio in gran parte d’Italia. Gennaio trascorre anonimo, senza colpi di scena. Il 31 del mese un nucleo di aria polare porta nevicate fino a bassa quota al centro nord. Prima decade di febbraio invernale, con abbondanti nevicate in appennino, sino a bassa quota. Freddo si, ma non gelo. Il resto di febbraio senza grosse novità. Pure marzo sostanzialmente tranquillo.

2015/16: da novembre a fine gennaio la fa da padrone l’anticiclone. Solo in ultima decade del primo mese saccatura artica con neve a bassa quota. Febbraio mite e più piovoso. Marzo il mese più freddo, con ben tre incursioni artico marittime.

2016/17 dopo un dicembre tranquillo, ma rigido (gelate notturne) ad inizio gennaio arriva il burian. Clima molto freddo ovunque. L’appennino, di lì al 20 gennaio fa il pieno di neve. Nel mezzo, la tragedia di Rigopiano. Febbraio e marzo nella norma.

2017/18: dopo un dicembre mite ed una prima parte di gennaio pure, le temperature iniziano a calare. Febbraio si apre in compagnia delle irruzioni artiche. In Europa si registrano abbondanti nevicate, seppur senza eccessi di freddo. Nell’ultima settimana, eccezionale ondata di gelo dalla Russia. Neve in gran parte d’Italia (anche a Roma e Napoli). Il 28 febbraio infranti numerosi record: Roma -7 , Napoli -5.

2018/19: dopo un dicembre nella norma, la prima metà di gennaio si passa in compagnia di correnti fredde da est, ma senza eccessi. Il resto del mese prosegue anonimo cosi come febbraio, a parte una breve ma intensa retrogressione fredda l’ultimo week end.

2019/2020: inverno decisamente anonimo, con poche emozioni. Anche poca pioggia.

Insomma, abbiano fatto una bella carrellata degli inverni dell’ultimo millennio.
Vediamo ora gli elementi salienti: salta all’occhio che i principali record di freddo battuti si sono registrati nel secondo decennio (ricordiamo tra tutti 2010,2012, 2018, fine dic ’14). Anche per livello di nevicate in pianura ci sono stati episodi maggiori, specie per quanto riguarda il centro ed il sud. Forse, però, per la neve al Nord, il primo decennio e’ stato più prolifico (2005,2006,2009 spiccano per abbondanti nevicate in val padana).
A Roma dopo una spruzzata a fine gennaio 2005 ed un episodio di neve bagnata nel 2004, il secondo decennio è andato molto meglio. 2018, 2010 e 2012 hanno visto tutti nevicate importanti: nel 2012 in alcuni quartieri lo spessore e’ arrivato a mezzo metro. Era dal 1985 che non si vedeva tanta neve. In Toscana neve da record nel 2010, specie a dicembre. Abruzzo e Molise, sia nel 2012, 2018, 2010 e 2017 sommersi dalla neve. Bufere storiche. Nel primo decennio solo il 2005 ed il 2006 hanno visto neve abbondante qui. La neve ha fatto visita a Napoli 1 solo volta nel primo decennio (2005), e 2 nel secondo (dicembre 2014 e 2018, quest’ultima con accumulo importante). Dal punto di vista del gelo, il 2012 si conferma per i picchi peggiori: -30 nel cuneese, così come in diversi altipiani abruzzesi. Arno parzialmente gelato, così come la laguna veneta (non succedeva dall’85). A Roma record di freddo battuti sia nel 2018 (-7 il 28 febbraio) che nel 2010 (-7 il 17 dicembre). Roma Urbe -9 il 5 febbraio 2012. URBINO: record con 2 metri di neve al suolo, Febbraio 2012 ha superato sia il 1929 che il 1956. Altro record riguardante la neve a Bologna: 45 cm di neve fresca caduta l’1 febbraio 2012 rappresentano la nevicata più intensa in 24 ore dal 1956. Poi potremmo andare avanti con la neve eccezionale (per la casistica) a Trapani per fine dell’anno 2014…

Andamento temperature invernali varesotto ultimi anni. Nessuna variazione importante. Inverno più caldo 1975…

Quel che emerge inoltre, è una diminuzione, seppur modesta, delle irruzioni fredde che raggiungono l’Italia nel secondo decennio, ma ne è aumentata l’intensità e talvolta la durata. Il tutto rispecchierebbe un pattern da bassa attività solare, con condizioni di persistenza del jet stream in una stessa zona per più tempo; oltre che scambi meridiani piu accentuati.
In sostanza, nulla che giustifichi il martellamento sul riscaldamento globale da parte dei media…

Andamento precipitazioni invernali in Italia. Anche qui nulla di strano e preoccupante.
Andamento temperature invernali in alcune province toscane. Anche qui nessuna variazione particolare.

…e anche a vedere in maniera fin troppo oggettiva nessun cambiamento di nota si può riscontrare fra i due decenni… ancora meno se si prendono in considerazione gli inverni in Usa, sud America, Australia, Cina e Giappone. Anche qui si sono battuti i denti una volta in più (anziché di meno) rispetto agli inizi del 2000. Va da sé come sia il primo decennio 2000 che il secondo sono stati ben più prolifici rispetto agli anni’90. E gli anni ’80, ad eccezione del ’85 e del marzo 86 non sono stati molto vivaci… gli anni ’70 poi… più freschi in estate senz’altro, ma inverni veramente degni di nota non si sono avuti… e allora tutto questo global warming dove e’???

Meditate gente, meditate… i mass media puntano molto sulla memoria corta delle persone.


A presto Alessio

P.S.: piccola curiosità: dopo gli eventi nevosi del 2012 e 2010, sia l’autostrada Roma -Firenze (tratto Firenze Sud-Val di chiana), che il raccordo Lucca-Viareggio hanno istituito l’obbligo di pneumatici o catene da neve per il periodo 15 nov-15 aprile, anche se c’è il Sole… sto global warming… 😉

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