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Dopo aver parlato delle estati, discutiamo ora degli inverni del primo e del secondo decennio del terzo millennio, mettendoli a confronto.
Iniziamo col 2000: l’inverno 2000-2001, ebbe un andamento termico assolutamente mite, tuttavia riuscì a portare numerose nevicate su tutto il nord-ovest italiano anche in pianura.
Gran parte dell’inverno 2001-2002 trascorse all’insegna all’insegna dell’alta pressione, con spifferi da nord-est che interessarono l’Adriatico e il Sud, lasciando in condizioni di freddo sterile il Nord e le Alpi. Si tratta di uno dei più coriacei blocchi azzorriani del decennio, che avrà termine solo con le perturbazioni di febbraio.
Il 2003, prima dell’estate record, vide un inverno piuttosto freddo. Dall’ultima decade di gennaio e fino alla prima decade di marzo si susseguirono numerose retrocessioni fredde da est. Gennaio e soprattutto febbraio chiusero in sottomedia termica.
2004: stagione invernale altalenante: a consistenti irruzioni fredde, si alternarono intense libecciate con tempetature molto miti. Da ricordare l’ondata di freddo che giunse in Europa intorno al 20 gennaio ed una forte irruzione artica a fine febbraio, che porto la neve in pianura abbondante in molte zone del centro nord.
2005: stagione invernale ottima e ricca di nevicate. Iniziò tutto il 15 gennaio, quando il vp si scisse in due lobi, ed uno si posizionò sulla Scandinavia. Di lì in poi gran parte d’Europa fece i conti con ripetute discese di nuclei freddi. Soprattutto l’ultima decade di gennaio vide nevicate in gran parte d’Italia, seppur in un contesto non troppo rigido. Dopo una breve pausa in seconda decade di febbraio, l’ultima decade di febbraio si apre con una saccatura polare, con nevicate a bassa quota in gran parte d’Italia. Gli ultimi giorni di febbraio arriva il burian, con tormente di neve sulle adriatiche. Il 1 marzo molti record di temperatura battuti (in relazione a tale giorno): Roma tocca i -5, -7 a Firenze. Marzo prosegue sottomedia fino a metà del mese.

Castel Del Monte, .AQ, febbraio 2005. Accumuli nevosi davvero imponenti .

Inverno 2005/06 che si apre con una irruzione polare intorno al 20 novembre, a cui segue una perturbazione atlantica, responsabile di forti nevicate in val Padana. Poco dopo natale un nucleo gelido dal nord Europa porta la neve in molte zone del centro nord. L’effetto albedo seguente, porta minime sottozero a doppia cifra in diverse zone del nord ed in Toscana, Umbria. Firenze tocca i -11. -16 a Piacenza e Malpensa. 2006 che si apre in un contesto mite. Gennaio che vede l’alternarsi di retrogressioni fredde e perturbazioni atlantiche. La Val padana e gli appennini fanno il pieno di neve. Tangenziale di Milano paralizzata per la neve a fine mese. Febbraio si apre tranquillo. Nel corso del mese diverse retrogressioni fredde moderate da est portano neve abbondante sugli appennini centro meridionali. Secco invece al nord . Problemi seri sulla Salerno-Reggio Calabria. Spruzzate di neve anche sulle coste ioniche siciliane. Marzo segue fresco e piovoso, con abbondanti nevicate su Alpi ed appennini… per intenderci a Monte Livata, il 15 aprile il manto nevoso raggiungeva ancora il metro e 50 di spessore…
2006/2007 dicembre molto mite ed in compagnia dell’anticiclone. Mitezza che abbraccia non solo l’Europa, ma anche gli States. Gennaio si apre mite, a tratti piovoso. Verso il 20 una consistente ma rapida saccatura polare ci ricorda che siamo in inverno… neve a bassa quota in molte zone d’Italia... Gennaio che si conclude all’insegna addirittura del caldo: per effetto del forte Foehn in val padana occidentale si raggiungono i 30 gradi in molte zone. Febbraio si apre piovoso e più fresco (neve su alpi e appennini). Fase centrale e finale in compagnia dell’alta pressione… Nel frattempo in Russia ed in Usa piomba il gelo, che gli farà compagnia per buona parte del mese. Marzo piovoso e fresco, ancora neve su Alpi e appennini. Intorno al 20 marzo colpo di coda invernale, con neve a bassa quota in molte regioni

Inverno 2007 -2008 si apre col burian a meta dicembre. Bufere in Adriatico. Gran gelo ma secco sul resto dello stivale. Gennaio 2008 anonimo, ultima decade con alta pressione e temperature parecchio sopra norma… assaggio di primavera… Febbraio si apre anch’esso anonimo, con una importante ma breve retrogressione gelida intorno al 20. Marzo si apre mite, e finisce con un importante colpo di coda dell’inverno.
2008/2009 dopo un autunno tra i più piovosi di sempre, a fine dicembre ondata di freddo da est, a cui seguono nevicate da addolcimento al centro nord. Gennaio sostanzialmente senza emozioni, fatta eccezione per una importante ma breve retrogressione fredda intorno al 15 e neve in pianura da addolcimento al nord il 6-7 gennaio. Diverse perturbazioni atlantiche nel corso del mese. Febbraio si apre in compagnia dell’aria artico marittima. Non troppo freddo quindi, ma nevicate importanti su medio adriatico, specie appennino. Intorno a metà mese, forte e breve retrogressione fredda (quasi una copia del mese prima). Febbraio termina tranquillo, così come inizio marzo. Intorno al 10 marzo arriva il Burian, con neve in pianura sulle adriatiche.
2009/2010. Arrivati a metà dicembre, un vasto lago di aria polare si impossessa dell’Europa. Molte zone del vecchio continente fanno i conti per più di una settimana con clima gelido e forti nevicate. Anche il centro nord italiano duramente colpito (più mite al sud). Dopo le nevicate, nelle aree sopracitate, si hanno diffuse minime negative a doppia cifra (-11 a Firenze, -14 Milano e Torino, -17 Piacenza, -15 Verona e Bologna). Gennaio 2010 passa in compagnia di veloci ma incisive irruzioni di aria polare; a beneficiarne soprattutto le adriatiche ed il nord.
Febbraio inizia mite. Intorno al 10 forte irruzione artica dal Rodano, porta neve in pianura al nord ovest, Sardegna e Lazio. Roma viene imbiancata da 10 cm di neve.

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Fitta nevicata a Roma, quartiere Eur, 12 febbraio 2010.

Da metà e fino alla fine del mese, poi, alta pressione e mitezza, in attesa di una prima decade di marzo prettamente invernale (neve fino a Grosseto e Civitavecchia).
Ci vediamo alla seconda parte, con le conclusioni ed alcune importanti riflessioni tra i due decenni.

A presto
Alessio

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